AFRICA

55 STATI, MOLTI DELITTI ECCELLENTI

(6 Giugno 2026)

La vita pubblica, si sa, è altamente pericolosa: non di rado chi gestisce il potere è esposto ad attentati e congiure in cui la si rischia o la si perde.

Un complotto, la mano d’uno squilibrato, un incidente qualsiasi posson stroncare l’esistenza d’un leader: tutti abbiamo studiato a scuola che il 15 Marzo 44 a.C., mentre entra in Senato, Caio Giulio Cesare riceve 23 pugnalate, di cui alcune letali.

Anche nell’epoca contemporanea non mancano delitti eccellenti che talvolta deviano la storia dei Paesi in cui avvengono.

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NEL MONDO

LINCOLN, KENNEDY E GLI ALTRI

Negli Stati Uniti, ad esempio, ben quattro Presidenti su 45 ci han rimesso la pelle:

Abraham Lincoln è colpito mentre è a teatro la sera stessa della firma degli accordi che pongono fine alla guerra di secessione (1865);

James Garfield è assassinato a pochi mesi dall’insediamento (1881), mentre un anarchico fa fuori William McKinley nel settembre 1901.

Il delitto più famoso però è quello del 22 Novembre 1963 in cui perde la vita John Fitzgerald Kennedy.

Mentre percorre su un’auto scoperta la via principale di Dallas, Texas è raggiunto da colpi d’arma da fuoco.

La morte arriva dopo un’ora: le successive inchieste non han chiarito chi siano mandanti ed esecutori dell’omicidio che ha segnato la storia moderna di questo Paese.

Negli anni Sessanta cadono vittima di killer forse prezzolati Malcolm X (1965), Martin Luther King Jr.e Robert Francis Kennedy (1968).

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YITZHAK RABIN

Yigal Amir, elemento dell’estrema destra israeliana, è l’uomo che il 4 Novembre 1995 stronca la vita del Primo Ministro Yitzhak Rabin, colpevole ai suoi occhi d’aver firmato gli accordi di Oslo nel 1993 per porre fine al conflitto coi Palestinesi.

Secondo lui e gli altri che l’han spalleggiato quegli accordi consegnano i territori della Cisgiordania al futuro stato di Palestina: chi succederà in carica, Shimon Peres, ma soprattutto Benjamin Netanyahu, renderà lettera morta quell’intesa, gettando le basi per i conflitti dei nostri giorni.

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GANDHI MADRE E FIGLIO

La storia contemporanea dell’India è segnata da parecchi delitti politici, a partire da quello (30 Gennaio 1948) in cui perisce M. K. Gandhi.

Nel 1984, anche Indira e sette anni più tardi il figlio Rajiv cadono vittima d’un killer:

La signora Gandhi è colpevole d’aver ordinato l’assalto del Tempio d’oro dei Sik ad Amritzar, Punjab, costato la vita a molte persone;

Il figlio, succedutole, paga il sostegno dato al governo dello Sri Lanka impegnato nell’atroce guerra interna contro i separatisti Tamil.

Lei è uccisa da una guardia del corpo, lui accettando una ghirlanda floreale imbottita di tritolo da una kamikaze mentre è impegnato nella campagna per le elezioni federali del 1991.

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IN EUROPA

In Europa gli omicidi politici son relativamente rari:

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SPENCER PERCEVAL

in Gran Bretagna, da quando esiste la carica di primo Ministro (1730), solo Spencer Perceval, tory, è freddato da uno con cui è in lite.

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CARRERO BLANCO

Nella storia spagnola non mancano delitti politici.

• a fine Ottocento, è spedito all’altro mondo da un anarchico il premier Cánovas del Castillo.

L’evento più clamoroso si verifica nel dicembre 1973 quando l’ammiraglio Luis Carrero Blanco, capo del Governo al tramonto del regime franchista, salta in aria nella sua automobile imbottita d’esplosivo.

Autori dell’attentato, militanti di ETA che si battono per l’indipendenza dei Paesi Baschi e contro il Caudillo Francisco Franco.

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IN ITALIA

In Italia, sia nell’epoca prefascista che in quella repubblicana nessun premier muore violentemente: Camillo Benso di Cavour, Agostino Depretis e Giuseppe Zanardelli si spengono mentre son in carica, ma i loro decessi avvengono per cause naturali.

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RE UMBERTO I

Tuttavia, nell’epoca in cui gli anarchici eliminano capi di stato o di governo anche Umberto I di Savoia, Re d’Italia, cade vittima della pistola di Gaetano Bresci (Monza, 29 Luglio 1900).

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I PAPI

Oltre Tevere, i Papi dell’epoca moderna si spengono tutti per malattia: qualcuno ha avanzato ipotesi di congiura letale a proposito dell’improvvisa scomparsa di Giovanni Paolo I, Card. Albino Luciani (28 Settembre 1978), dopo solo 33 giorni di pontificato, ma la Santa Sede ha sempre smentito.

In passato, invece, quando i sommi pontefici erano molto più importanti, il veleno, spesso, apriva la via all’elezione d’un nuovo Capo della Chiesa Cattolica.

Così, si dice che a spegner la vita di Alessandro VI, Card. Rodrigo Borgia, sian stati dei funghi mangiati dal Papa durante una cena offertagli da un cardinale (Agosto 1503).

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AFRICA

La storia contemporanea dell’Africa postcoloniale è invece costellata d’una quantità d’eventi drammatici: più di 200 colpi di Stato e oltre venti tra premier e presidenti trucidati talvolta barbaramente.

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SQUARTATO VIVO

Il 12 Aprile 1980, ad esempio, a Monrovia, William Tolbert, presidente della Liberia, è squartato vivo nel suo letto da Samuel Doe che vuole prendersi a qualunque costo potere e ricchezze: nel 1990, lo stesso Doe morrà seviziato da Prince Johnson che vuol sapere prima d’eliminarlo dove abbia messo i diamanti.

La Liberia, indipendente dal XIX secolo, narra R. Kapuscinski, è in mano da sempre dei discendenti degli ex schiavi provenienti dagli Stati Uniti e riportati in Africa da una società filantropica.

Una volta giunti nel territorio che darà vita al nuovo stato riproducono gli stessi meccanismi di dominio che han conosciuto oltre oceano: così, schiavizzano i locali, creando un’oligarchia che di fatto controlla tutto per decenni.

Doe, che fa parte dell’esercito, è uno di coloro che subisce le angherie di questi coloni, così quando ne ha la possibilità sfoga tutta la rabbia accumulata su Tolbert che vive nel lusso più sfacciato.

Il nuovo regime finisce però per cadere nel dispotismo più feroce e alla fine vi sarà il bagno di sangue che dilanierà per oltre un decennio questo Paese dell’Africa occidentale.

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DETENUTI E MALTRATTATI

Non sono chiare le circostanze delle morti di Hailé Selassié e Grégoire Kayibanda.

Il primo è Negus Negesti dell’Etiopia fin al 12 Settembre 1974, quando un gruppo d’ufficiali, che dan vita al Derg, una specie di giunta militare, prende il potere, rinchiudendo l’anziano sovrano in prigione.

Circa un anno dopo è annunciato il suo decesso: circola con insistenza la voce che il deposto sovrano, ai suoi tempi detentore d’un potere quasi assoluto, sia morto di stenti o maltrattato dai suoi carcerieri.

Il secondo è il primo Presidente del Ruanda indipendente: il 5 Luglio 1973 un colpo di Stato lo rovescia. Anche Kayibanda è imprigionato ed accusato di vari crimini. Nel 1976 muore: anche in questo caso si parla di maltrattamenti inflittigli dai nuovi padroni del Paese.

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SCIOLTO

Abbiam più volte raccontata la sorte di Patrice E. Lumumba nominato primo ministro del Congo Kinshasa il 23 giugno 1960: dopo pochi mesi di governo un putsch l’allontana dal potere (14 Settembre dello stesso anno).

Lumumba è agli arresti domiciliari, ma un giorno scappa dalla sua abitazione per rifugiarsi nell’est del Paese dove ha la sua roccaforte politica.

Il Congo è dilaniato dalla guerra secessionista scatenata dal Katanga che vuol separarsi dal resto dell’ex colonia belga.

A dicembre Lumumba è arrestato e consegnato ai mercenari katanghesi che dopo infami torture lo fucilano il 17 Gennaio 1961: del suo corpo rimangono due dita e un dente, il resto è sciolto nell’acido.

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PUTSCH LETALI

Diversi colpi di Stato messi a segno subito dopo l’indipendenza son letali per i leader deposti.

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SYLVANUS OLYMPIO

Il 13 Gennaio 1963, le forze armate togolesi insorgono contro il Presidente della Repubblica Sylvanus Olympio. Questi, colto di sorpresa, tenta di riparare nell’ambasciata statunitense, prima che vi faccia ingresso, però, è raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco che l’uccidono.

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FRANçOIS NGARTA TOMBALBAYE

Il 15 aprile 1975, in Ciad un golpe pone fine alla vita di François Ngarta Tombalbaye, primo presidente del Paese;

Dopo quasi 15 anni di regime forte, la popolazione accoglie con festeggiamenti la sua fine.

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MARIEN NGOUABI

Il 17 Marzo 1977, il Col. Marien Ngouabi è vittima d’un complotto. Il militare che dal 1968 fa il bello e cattivo tempo nel Congo Brazzaville cade vittima d’un ennesimo golpe, cui presto ne seguirà un altro (5 Febbraio 1979).

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JOAO BERNARDO VIEIRA

Joao Bernardo Vieira, detto Nino, s’è fatto un nome durante la lotta di liberazione della Guinea-Bissau contro il Portogallo.

Ottenuta l’indipendenza, diventa un leader di punta del paese: Presidente dal 1980, il 7 Maggio 1998 è rovesciato da una sollevazione militare.

Anni dopo torna al potere, ma a marzo 2009 è ucciso durante un’altra insurrezione.

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THOMAS SANKARA

Il 4 Agosto 1983, in Alto Volta, ennesimo pronunciamento militare: nel nuovo regime s’afferma la figura di Thomas Sankara che cambia il nome del Paese in Burkina Faso.

Durante i quattro anni di leadership denuncia le ingerenze delle grandi potenze in Africa e la politica del Fondo Monetario Internazionale che affama, a suo avviso, i paesi poveri.

Sankara piace a molti, soprattutto all’estero, ma nel Paese le prigioni son piene di detenuti politici. Il 15 Ottobre 1987, nuovo golpe: Blaise Compaoré, il numero due della giunta rovescia e uccide il leader.

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MISTERI

Non è ancora chiaro chi nella notte del 6 Aprile 1994 abbia spedito in aria un missile che distrugge l’aereo che sta atterrando a Kanombe, aeroporto di Kigali.

A bordo c’è il Presidente ruandese Juvénal Habyarimana che ad Arusha, Tanzania ha firmato un accordo col Fronte Patriottico (FPR).

Con lui viaggia anche il collega burundese Cyprien Ntaryamira: nessun superstite.

La loro morte dà il via ad un’orgia di sangue che segnerà per anni la storia dell’Africa dei grandi laghi.

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L’AFRICA ARABA

Nemmeno i cinque paesi africani che s’affacciano sul Mediterraneo sfuggono dalla lista di quelli in cui un leader perisce per mano d’un killer.

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ANWAR AL SADAT

Anwar al Sadat è succeduto alla presidenza dell’Egitto a Gamal Abdel Nasser stroncato da un infarto nel settembre 1970. Durante gli undici anni del suo regime si combatte la guerra del Kippur (1973) in cui le forze armate israeliane son colte di sorpresa sia sul Sinai che sul Golan dall’attacco simultaneo di Egiziani e Siriani.

Cinque anni più tardi Sadat vola a Tel Aviv e parla di pace alla Knesset, il parlamento di Israele e l’anno successivo firma insieme al Premier Menachem Begin gli accordi di Camp David.

Il 6 Ottobre 1981, mentre assiste alla parata militare che ricorda la guerra del 1973, un gruppo d’ufficiali lo uccide.

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MOHAMMED BOUDIAF

In Algeria, dopo l’indipendenza dalla Francia (1962), il potere è sempre stato detenuto dal Fronte di Liberazione Nazionale: il 19 Giugno 1965 i militari depongono Ahmed Ben Bella ma il quadro politico generale non cambia finché non spunta il Fronte Islamico di Salvezza (FIS).

Il 26 dicembre 1991 si tiene il primo turno delle legislative e 188 candidati del FIS conquistano i seggi, gettando le basi per una clamorosa vittoria.

L’FLN non ci sta: il 2 Gennaio 1992 il Presidente Chadli Benjedid dichiara che non ci sarà nessun secondo turno, impone la legge marziale e scioglie il FIS: l’autogolpe dà così inizio ad una guerra intestina che dura per una decina d’anni.

durante una manifestazione pubblica, Mohamed Boudiaf, eroe della guerra di liberazione antifrancese nominato Presidente della Repubblica, cade vittima d’un attentato (1992).

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Questi che abbiamo narrato sono solo alcuni degli eventi drammatici che han segnato la storia di molta parte dell’Africa. Avremmo potuto aggiungere alla lista dei caduti molti altri nomi, come quello del Col. Muammar Gheddafi, per quarantadue anni leader incontrastato della Libia, o quello di Abdirashid Ali Shermarke, secondo Presidente della Somalia ucciso il 15 Ottobre 1969, poco prima che con un colpo di Stato salisse al potere Mohammed Siad Barre.

Tra i periti c’è anche un afrikaner, Hendrik F. Verwoerd, primo Ministro del Sud Africa, ai tempi dell’Apartheid che è ucciso mentre è in Parlamento (6 Settembre 1966).

Non tutte le persone che abbiamo evocato son degli eroi, alcuni anzi han condotto una politica deplorevole, come quella praticata in sud Africa dai bianchi boeri che per decenni han imposto alla maggioranza nera leggi oppressive e discriminatorie.

Molti dei caduti son tati nei loro paesi dei dittatori che han concentrato nelle proprie mani poteri immensi e patrimoni sterminati.

Qualcuno tuttavia merita di stare in un’ipotetica galleria dei benemeriti dell’umanità sia per le idee propugnate che per i benefici apportati ai popoli di provenienza.

PIER LUIGI GIACOMONI