AFRICA

IL MONDO IN CORSA PER LE MATERIE PRIME DEL CONTINENTE

(12 Febbraio 2026)

CITTA’ DEL CAPO. L’Africa è probabilmente il continente con le maggiori risorse minerarie disponibili e non ancora pienamente sfruttate e il mondo ha intrapreso una corsa sfrenata per impossessarsene.

In particolare, i metalli più o meno rari son al centro dell’interesse di governi, imprenditori, esperti.

Per questo il 9 Febbraio la conferenza annuale “mining indaba” ha richiamato a Città Del Capo, Sud Africa, 10.000 delegati provenienti da tutto il mondo.

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CASSAFORTE MONDIALE

Del resto, si sa che molti Paesi africani son ai vertici della produzione di metalli strategici o rari:

Sud Africa e Gabon sono i primi produttori di manganese;

Mozambico e Madagascar possiedono ingenti riserve di grafite;

• lo Zambia è al secondo posto nel continente per l’estrazione del rame;

• l’RD Congo, in particolare le sue regioni orientali, producono ogni anno montagne di cobalto e coltan,indispensabili per la transizione energetica in atto.

Tutto questo ben di Dio ovviamente scatena conflitti a non finire: infatti dal gennaio 2025 le province del Kivu son l’epicentro delle operazioni militari di M23-AFC, che tra l’altro sta espandendo il proprio raggio d’azione, per il controllo delle miniere, come quella di Rubaya.

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CARENZE INFRASTRUTTURALI

L’Africa però spesso soffre di carenze infrastruturali: accanto ai luoghi di prelievo del minerale grezzo vi sono strade in cattive condizioni che non permettono il trasbordo mediante camion del ricavato verso i centri di raffinazione.

Inoltre, spesso i Paesi produttori non lavorano la materia prima che diventa metallo solo altrove, in luoghi lontani. Nelle casse dei produttori di prima istanza arrivano le royalties, ma i profitti veri no.

Senza contare che è ancora ampiamente diffusa l’estrazione illegale di minerali che segue poi altri percorsi.

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COMPETIZIONE SERRATA

La digitalizzazione delle economie, l’ascesa dell’intelligenza artificiale e la transizione energetica fan prevedere che entro il 2040 la domanda di metalli strategici quadruplicherà, secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia dell’ONU.

Ovviamente, i prezzi stan già crescendo e la competizione diventa vieppiù serrata.

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CAMMINO ANCORA LUNGO E TORTUOSO

Ma il cammino verso uno sfruttamento corretto e responsabile delle materie prime africane è ancora lungo:

progressi lenti nella trasformazione locale;

scarsa sensibilità ambientale delle istituzioni che tollerano livelli d’inquinamento inaccettabili;

sfruttamento talvolta selvaggio della manodopera, spesso anche minorile;

corruzione diffusa che dirotta la rendita mineraria lontano dalla gente comune a favore delle élite locali ed internazionali.

Sono tutti ostacoli che rendono ancora il processo d’estrazione delle materie prime simile a quello in voga ai tempi della colonizzazione

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MONTAGNE RUSSE

Per di più, le contrattazioni dei metalli ricavati non avvengon se non limitatamente, in loco.

A Londra e New York si fanno gli accordi veri e si fissano i prezzi finali e può accadere che i corsi del rame o del cobalto, nel mercato delle commodities, salgano o scendano repentinamente, come sta accadendo nelle ultime settimane con oro, argento e platino ed in altri ambiti, col cacao, il cui prezzo alla tonnellata era arrivato un anno fa a 10.000 dollari ed ora è crollato a 4.000.

Molto spesso i governi del continente ricorrono allo strumento giuridico della nazionalizzazione che fomenta l’orgolglio locale, ma che poi lascia soli gli Stati che non hanno gli strumenti per estrarre, raffinare e vendere il prodotto greggio.

PIER LUIGI GIACOMONI