STATI UNITI
SEMPRE di piu’, MAI ABBASTANZA
(14 Agosto 2026)
In un suo editoriale sul Corriere Walter Veltroni lancia l’allarme: a fine agosto, dice, Donald J. Trump proclamerà lo stato d’emergenza negli Stati Uniti e rinvierà le elezioni di midterm in programma per il 3 novembre.
Il Congresso attuale, a maggioranza repubblicana, sarà congelato fino a quando non approverà la legge proposta dallo stesso Presidente che modifica le normative elettorali.
“The Donald” è persuaso che continuando con l’attuale sistema il voto sarà “truccato” e il nuovo Congresso sarà a maggioranza democratica.
Egli teme di diventare negli ultimi due anni della sua amministrazione un'”anatra zoppa” e che gli scricchiolii che s’avvertono già da tempo diverranno una valanga perché diversi repubblicani han già manifestato scontento nei confronti dell’iperpresidente che ha un ego smisurato e vuol rimanere alla Casa Bianca anche oltre il 20 Gennaio 2029, magari facendo modificare il 22° emendamento che rende impossibile la rielezione d’un capo di stato dopo due mandati anche non consecutivi.
Accadranno gli eventi annunciati da Veltroni? Non lo sappiamo, anche se non mancan avvisaglie e precedenti:
• il 6 Gennaio 2021 una folla d’esagitati, aizzati da D. J. Trump prese d’assalto il Congresso per impedire la proclamazione di Joe Biden come nuovo Presidente;
• più volte “the Donald” ha lasciato intendere che potrebbe ricandidarsi nel 2028: anche di recente, in occasione della cena coi corrispondenti stranieri ha indossato un cappellino recante la scritta “Trump 2028”;
• E’ indubbio che il Presidente vuol assolutamente che Senato e Camera approvino il Save America act che modificherebbe la disciplina elettorale oggi regolata dalle legislazioni dei singoli Stati.
• Il presidente, in più, è in caduta libera di consensi soprattutto nella sua base elettorale, i MAGA che ne contestano le scelte in politica estera perché sognavano un’amministrazione che si isolasse dal resto del mondo non facendosi coinvolgere in guerre come invece è già accaduto sei o sette volte.
• E’ inoltre indubbio che Trump ammira i despoti come Vladimir V. Putin, Kim Jong-Un e Xi Jinping.
La democrazia americana, a 250 anni dalla proclamazione dell’indipendenza, è esposta ad una prova di resistenza che o le permetterà di sopravvivere o ne decreterà il definitivo tramonto.
PIER LUIGI GIACOMONI
