SOMALILAND
ISRAELE RICONOSCE HARGEISA
(29 Dicembre 2025)
HARGEISA. Con una mossa a sorpresa, il 26 Dicembre, Israele riconosce come stato sovrano il Somaliland.
Finora nessuno è arrivato a tanto, anche se questo stato di fatto non ha mai sofferto di isolamento né dal contesto mondiale né da quello regionale del Corno d’Africa: non fa parte dell’ONU, né dell’Unione Africana, ma:
• intrattiene rapporti commerciali sia con la Cina popolare che con Taiwan;
• ha un’intesa con l’Etiopia in base alla quale questa può valersi del porto di Berbera, Oceano Indiano, per i propri scambi;
• in più d’un’occasione Donald J. Trump ha ventilato l’ipotesi d’allacciar relazioni con questa nazione: non si può escluder che passi dalle parole ai fatti.
***
LE REAZIONI
La notizia, un fulmine a ciel sereno, è stata accolta con disappunto da diverse cancellerie: Egitto, Turchia, Gibuti, Somalia, attraverso i propri ministeri degli esteri, stigmatizzan la scelta fatta da Israele: per Mogadiscio, in particolare, è un attentato alla propria integrità territoriale, mentre altri paventan il rischio della riesplosione d’antichi rancori.
Qualcosa di simile han detto anche la Lega Araba, l’Unione Africana e l’Europea.
Ad Hargeisa e dintorni invece il tripudio è generale: la gente, scesa per le strade, acclama “Vittoria! Vittoria!”, mentre il Presidente Abdirahman Mohamed Abdullahi, definisce la dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un «momento storico».
I due Paesi allacceranno regolari rapporti diplomatici e il Somaliland sottoscrive fin d’oora gli accordi d’Abramo che dal 2020 legan lo Stato ebraico con diversi paesi arabi e musulmani.
***
STORIA TRAGICA
La futura Somalia, nell’epoca coloniale, è divisa in due territori: al nord un protettorato britannico, al sud l’Italia, dopo la seconda guerra mondiale, esercita un’amministrazione fiduciaria per conto dell’ONU in vista del raggiungimento della piena indipendenza.
Il 26 Giugno 1960, Londra la concede al Somaliland, cinque giorni dopo accade lo stesso al sud e i due territori si fondon in un unico Stato, la Repubblica di Somalia.
I nordisti nel nuovo Stato si senton mal sopportati e discriminati dai sudisti, così i contrasti tra le due parti non fan che acuirsi.
Per sedar i conflitti interni che il 15 ottobre han prodotto l’assassinio del secondo Presidente della Repubblica Abdirashid Ali Shermarke (1967 – 1969), il 21 i militari attuan un colpo di Stato: il potere è assunto da una giunta guidata dal Gen. Muhamad Siad Barre (1969 – 1991) che concentra nelle proprie mani un potere crescente.
Per qualche anno impone un regime marxista-leninista e s’allea con l’Unione Sovietica, quando però scoppia la guerra contro l’Etiopia di Menghistu Hailé Mariam per la conquista dell’Ogaden (1977-78) e Mosca si schiera con l’etiope, cambia orientamento, divenendo un alleato dell’Occidente.
«Quando lascerò la Somalia – promette – lascerò edifici, non persone»: per metter in pratica questa massima, a fine anni 80 incarica l’aviazione di bombardar villaggi e città del popolo Isaaq che vive al nord e che considera suo nemico.
Caduto il tiranno, il resto del Paese piomba nell’anarchia: i signori della guerra si combatton senza tregua e lo stato diventa una “pura concezione geografica”, secondo la definizione del principe Metternich.
***
NASCE IL SOMALILAND
E’ in questo contesto che ad Hargeisa è proclamata l’indipendenza del Somaliland:
territorio in gran parte desertico, occupa una superficie di 137mila kmq. ed è abitato da 3,5 milioni di persone.
Situato tra Mar Rosso ed Oceano Indiano confina con Etiopia e Somalia: lo Stato è considerato un esempio di democrazia.
I leader salgon al potere dopo regolari elezioni i cui risultati, non preordinati, son accettati anche dagli sconfitti.
Le leggi son esaminate da un Parlamento, anch’esso eletto e promulgate da un Presidente della Repubblica scelto liberamente ogni cinque anni con voto popolare.
Vi sono anche una forza di polizia, una bandiera, una moneta e l’amministrazione rilascia propri passaporti.
Nonostante la povertà e l’alto tasso di disoccupazione, Hargeisa è una delle città più sicure della zona, Mary Harper, BBC, scrive nel 2016: «In Somalia non posso muovermi senza sei guardie armate; nel Somaliland cammino da sola, anche di notte».
«Questa pace – narra bbcmundo.com[1] – si deve al lavoro di mediazione svolto fin dagli anni ’90 dagli anziani locali, che hanno riunito le comunità per formare un governo di coalizione.»
***
GLI STATI DI FATTO
Quanti sono gli Stati indipendenti?
I membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con diritto di voto 193, cui si aggiungon alcuni osservatori come la Santa Sede e la Palestina.
Vi son inoltre posti che si son autoproclamati pienamente sovrani:
• nei Balcani occidentali, il Kosovo, nato il 17 Febbraio 2008, non è accettato, oltre che dalla Serbia che lo considera una provincia ribelle, anche da Spagna, Romania e Grecia;
• nel Mediterraneo orientale, la Repubblica turca di Cipro Nord è riconosciuta unicamente dalla Turchia;
• Nella Moldavia orientale, sussiste da più di trent’anni la Transdnistria, stato russofono che rifiuta di riconoscersi nell’amministrazione romenofona di Chisinau;
• in Asia orientale, vicino alle coste cinesi, troviamo Taiwan, con capitale Taipei, considerata una provincia ribelle dalla Repubblica Popolare.
Fin al 1971 sedeva nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU con diritto di veto, poi fu estromessa per far posto al rappresentante di Pechino.
Attualmente, intrattiene rapporti diplomatici con una dozzina di Paesi.
Come risolver la questione del Somaliland?
Una strada l’ha tracciata nel 2011 il Sudan: preso atto che i sudanesi del Sud volevan l’indipendenza, si decise di dar vita al nuovo stato con capitale Juba.
Magari in futuro anche Mogadiscio accetterà la secessione avvenuta già parecchi decenni fa.
PIER LUIGI GIACOMONI
***
NOTA:
[1] Redacción, Somalilandia, el territorio que declaró su independencia hace más de 30 años y que solo Israel reconoce como nación soberana, bbcmundo.com, 26
Dicembre 2025
