TERREMOTI

DOPO IL VENEZUELA, LA COLOMBIA


(12 Agosto 2026)

Le Ande, si sa, sono una regione del mondo altamente tellurica:

Il 24 Giugno la costa caraibica del Venezuela è stata sconvolta da un duplice terremoto di oltre 7 gradi sulla scala Richter: i reportage riferiscono di palazzi crollati, sbriciolati, polverizzati.

Al momento, si parla di oltre 6.000 morti, ma forse il numero esatto delle vittime non si saprà mai, perché vi sono almeno 50.000 dispersi.

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Dopo quel sisma, eccone un altro: il 10 Agosto, alle 7,34 del mattino nella fascia pacifica della Colombia.

Epicentro, San José del Palmar, nel dipartimento del Chacó, una delle aree più povere del Paese: Cali, coi suoi quasi 2 milioni d’abitanti, ha subìto gravi danni assieme a Pereira e Manizares.

Il movimento tellurico, avvertito anche nei Paesi vicini: Panamá, Venezuela, Ecuador, senza provocare danni e vittime, avrebbe finora causato la morte di 234 persone, ma molto più alto è il numero dei dispersi, forse più di 4.000.

La magnitudo della scossa principale durata 4 minuti è sui 7 gradi e le scene che si presentan sono le stesse già viste nel Paese vicino:

Gente che scava a mani nude per estrarre quanti son rimasti sotto le macerie degl’immobili collassati, mentre lo Stato mostra tutte le sue carenze.

Il nuovo Presidente, Abelardo de la Espriella, entrato in carica il 7 Agosto, annuncia un piano per rilanciare le province colpite, mentre rifiuta gli aiuti internazionali, fuorché quelli offerti dagli USA.

PIER LUIGI GIACOMONI