EDITORIALE. COVID19: FURBETTI E SCIACALLI
(12 Marzo 2020)

ROMA. Sono oltre 2mila le persone denunciate da polizia e carabinieri per aver violato le norme restrittive della libertà di movimento emanate dalPrimo Ministro italiano per evitare la propagazione del Coronavirus, con una serie di decreti annunciati in tv.

Si va da anziani impegnati a giocare a scopone scientifico su tavolini d’un bar, a ragazzi intenti a disputare partitelle di pallacanestro nei parchi.

C’è anche chi non riesce a rinunciare all’aperitivo o partecipa a dei rave party sulle spiagge e chi invece prova a farsi una vacanza fuori stagione, approfittando della chiusura delle scuole e delle università.

Per questo le autorità locali hanno preso misure sempre più stringenti,come la chiusura dei giardini circondati da cancellate o la rimozione dei canestri.

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PANICO.

Si sono anche riscontrate ondate collettive di panico, come quando sabato notte frotte di persone, forse d’origine meridionale, si son precipitati in stazione a Milano per viaggiare di notte e raggiungere le regioni del sud, mentre in diverse città, anche nottetempo, altri accorrevano nei supermercati per accaparrarsi pacchi di pasta o bottiglie d’acqua nel timore, infondato che venissero progressivamente a mancare i generi di prima necessità.

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GLI SCIACALLI.

Accanto a queste violazioni dell’art. 650 del Codice Penale «Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità».

«Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206» vi sono i fenomeni di vero e proprio sciacallaggio.

Possono esser definiti “sciacalli” sia coloro che s’aprofittano d’un bisogno per estorcere cifre spropositate, sia chi, servendosi del web o della tv, contando sulla credulità dei meno informati, diffonde notizie false o con proprie improvvide dichiarazioni, banalizzano o sminuiscono i provvedimenti adottati dal Governo per salvaguardare la salute di tutti.

Così, c’è stato chi ha venduto mascherine protettive a settanta euro il pezzo o chi ne ha chiesti venti per una boccetta d’amuchina.

ci sono poi i truffatori seriali che, approfittando di anziani soli, magari in ansia, han tentato d’insinuarsi in casa loro per “effettuare degli accertamenti diagnostici”, cioè il famoso tampone, spaccianndosi per paramedici, per poi provare a derubarli di denaro e gioielli.

c’è chi in televisioni private o canali web ha tentato di vendere pozioni magiche o ha detto che il “virus corona non esiste: è un semplice raffreddore”.

Tutto ciò è irresponsabile ed è vero sciacallaggio, perché colpisce i più fragili,i più soli, i meno informati che sono poi i più truffabili.

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LE BRUTTE FIGURE.

Se si potesse dare un premio alle più brutte figure fatte in questo periodo, certamente una menzione particolare meritano coloro che sabato hanno preso i treni a Milano per recarsi al Sud, non rendendosi conto che in questo modo stavano propagando il virus anche dove non c’era ancora, oppure coloro che si sono assiepati in un supermercato, magari facendo ore di fila alla cassa.

Tutti costoro, stretti stretti, hanno contribuito, violando regole che si conoscono fin dai tempi più antichi, a diffondere il morbo: i virus da che mondo è mondo dilagano quando le persone stanno insieme a poca distanza.

Questo virus, in particolare, si propaga col respiro e con le goccioline di saliva che ognuno di noi emette parlando e starnutendo.

Una menzione negativa speciale merita il mondo dello sport, in particolare del calcio, la disciplina più amata dagli Italiani: le società calcistiche hanno resistito finché hanno potuto per impedire che fossero interrotti i campionati, in particolare quello di Serie A, il cui giro d’affari è molto ingente e si fonda principalmente su contratti pubblicitari ed ingaggi stellari, e le coppe europee, anch’esse assai lucrose.

Così, si è arrivati a disputare partite a porte chiuse, magari coi tifosi assiepati fuori dagli stadi, mentre sui campi i giocatori si abbracciavano per i gol realizzati come se nell’aria non ci fosse nessun COVID19 o che loro ne fossero immuni per editto divino.

Pessime figure hanno fatto anche diversi capi di Stato stranieri che hanno fatto credere che il fenomeno fosse circoscritto solo ad alcuni Paesi “canaglia”, come Cina, Corea, Iran ed Italia: ora è chiaro che siamo di fronte ad una pandemia, come ha finalmente dichiarato l’OMS. Sono più di cento i paesi colpiti e non si vede la fine a breve del tunnel.

Pessima anche la figura dell’Unione europea che come spesso le capita tende ad esser molto arcigna sui criteri di bilancio, ma poi esita ad intervenire a sostegno delle crisi che coinvolgono gli Stati membri: ora pare che, di fronte al dilagare dell’epidemia anche di Francia, spagna e Germania, anche Bruxelles sia sul punto d’abbandonare il dogma dell’austerità che tanti disastri ha compiuto in questo decennio.

Pessime, infine, le figure di leader mondiali negazionisti come il Presidente degli Stati Uniti donald Trump che ha più volte detto che i dati forniti dall’OMS sono falsi o che in fin dei conti muore più gente per una normale influenza: ora il Corona gli si sta rivoltando contro facendo crescere il numero di affetti e morti anche negli USA.

Rimangono poi i dubbi sulla situazione reale in molti Paesi: non si hanno dati sull’India, l’epidemia sembra ancora molto limitata in Africa o America latina, aree in cui i sistemi sanitari sono esili e dove già normalmente esplodono epidemie di altre malattie, come ebola, morbillo, dengue e zika.

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LE BELLE FIGURE.

Ci sono in questo quadro angosciante anche dei magnifici esempi di solidarietà.

Tra le persone che hanno fatto delle gran belle figure spiccano i medici, gli infermieri e tutti quanti operano negli ospedali, pronto soccorso e reparti di terapia intensiva. alcuni di loro hanno contratto l’infezione ed altri sono già morti.

Bisogna segnalare anche dei medici già in pensione che hanno voluto mettersi a disposizione e degli infermieri, uomini e donne, che hanno sostenuto turni massacranti.

Una menzione speciale va anche fatta per i ricercatori che in tutto il mondo stanno conducendo richerche per capire come domare un virus assai contagioso: già in gennaio, quando la malattia si era manifestata in Cina, era stato sequenziato, ora si sta cercando di trovare dei farmaci in grado di curarlo in attesa che sia disponibile un vaccino.

Bella figura l’hanno fatta e la stanno facendo volontari che cercano di aiutare persone sole che non sanno come affrontare la difficile situazione in cui si trova tutta la comunità nazionale: portano a casa la spesa, cercano telefonicamente l’anziano per sentire come sta.

Menzioni speciali meritano anche quegli insegnanti che stanno svolgendo lezioni on line, educatori che si prendono cura dei bambini rimasti a casa e privati della scuola, e tutti coloro che hanno usato le nuove tecnologie per compensare la carenza di cultura provocata dalla chiusura di cinema, teatri e musei: le iniziative in questo senso si moltiplicano dimostrando che il web, la banda larga e le diverse app non servono solo per delle stupidaggini ma anche per produrre diversi eventi culturali.

e si potrebbe andare avanti all’infinito, perché ogni giorno compare qualcosa che meriterebbe d’esser segnalato.

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RIFLESSIONI.

Qualcuno forse spera che, essendo imminente l’arrivo della bella stagione il Corona possa presto essere un triste ricordo, ma intanto è meglio, molto meglio, seguire le norme restrittive adottate dal Governo.

Non dimenticandoci mai che le rinunce che stiamo facendo sono a favore dei più deboli, ossia di tutte le persone più sofferenti ed a rischio come anziani, disabili, immunodepressi, perché colpiti da un tumore e perciò con un sistema immunitario indebolito.

Quando ci viene voglia d’andare in un parco o a sederci ai tavolini d’un bar od a mangiare al ristorante,ammesso che ne troviamo uno aperto, pensiamo a tutti costoro e facciamo tutti il piccolo sacrificio di stare a casa.

Quando il morbo sarà sconfitto potremo tornare ad uscire ed a godere del sole e dell’aria che finalmente s’intiepidisce.

Eppoi pensiamo in questi giorni trascorsi presso il nostro domicilio alla fragilità dell’uomo, della società che ha costruito, del modello economico che privilegia molto il profitto, il successo, la grinta,ma lascia indietro tante, troppe persone. Abbiamo visto in questi giorni tanti begli esempi di solidarietà,ma anche tante manifestazioni di vera ferocia, come quella espressa giorni fa a napoli da un uomo che ha sputato in faccia ad una dottoressa che non voleva o poteva fargli il tampone.

Riflettiamoci: basta veramente poco, molto poco, per passare dalla civiltà alla barbarie: il morbo individualista che si è impadronito di noi e che sotto diverse sembianze ci impone la sua legge ci induce a pensare e ad agire in modo che prima di tutto mi salvo io, prima di ogni altra cosa vengono i miei diritti e poi eventualmente quelli degli altri, anche delle persone che ci sono care o ci vivono a fianco.

E invece o ci salviamo tutti insieme o affondiamo l’uno vicino all’altro stretti stretti in una fila alla cassa del supermercato o pigiati in un vagone ferroviario in viaggio verso il disastro.

Da questa dolorosa vicenda che è già costata la vita ad oltre mille persone, perloppiù anziane e con molteplici patologie, ma anche a qualche giovane, può nascere l’idea d’una comunità umana più equa, giusta e solidale.

PIER LUIGI GIACOMONI