Skip to Content

UN NUOVO SLOGAN COMUNISTA: AMA IL PROSSIMO TUO!

Giugno 13, 2019 • Pierluigi Giacomoni

UN NUOVO SLOGAN COMUNISTA: AMA IL PROSSIMO TUO!
(13 Giugno 2019)

CREMONA. C’è un nuovo slogan comunista che s’aggira tra di noi: “ama il prossimo tuo!”.

Quest’hanno pensato coloro che il 3 giugno scorso erano presenti ad un comizio di Matteo salvini a Cremona: a un certo punto, riferiscono testimoni oculari, un giovane ha mostrato uno striscione con scritto «ama il prossimo tuo».

I tifosi di Salvini non ci hanno visto più ed hanno malmenato il ragazzo, gettandolo a terra, picchiandolo e stracciandogli lo striscione.

Ad incidente avvenuto, il leader della Lega, che stava parlando, ne ha sminuito e distorto il senso, invitando i suoi sostenitori a lasciar perdere il «comunista che gli fa tanta compassione.»

Coi fari puntati sugli occhi, Salvini ha preferito  scambiare la scritta evangelica «Ama il prossimo tuo» con la protesta di un comunista immaginario, più funzionale alla sua linea di propaganda. In realtà , sotto i suoi occhi, i «bravi» Leghisti hanno strappato un piccolo striscione con una scritta che dovrebbe essere cara a tutti i cristiani, Salvini compreso: «Ama il prossimo tuo»!

L’episodio è grave sotto almeno tre profili:

1. Salvini è Ministro dell’Interno e quindi dovrebbe aver per primo a cuore la tutela dell’ordine pubblico e dovrebbe combattere in ogni modo e con ogni mezzo qualunque tipo di squadrismo: come molti politici, soprattutto se rampanti, però, non accetta critiche e perciò con le proprie parole autorizza ed incoraggia i suoi pretoriani ad usare contro gli avversari politici le maniere forti.

2. In questo clima di campagna elettorale permanente, per cui ogni votazione è un giudizio di Dio, un’ordalia, una verifica della popolarità di chi governa, ogni mezzo è lecito pur di vincere a tutti i costi.

3. Lo stesso Salvini ha utilizzato spregiudicatamente nelle interminabili settimane della campagna per le europee i simboli religiosi: crocifissi, rosari, immagini della madonna. la notte delle elezioni europee in tv ha ringraziato la Vergine per il successo conseguito dalla Lega che ha toccato il suo massimo storico. Ora però di fronte al comparire d’una scritta che richiama un detto evangelico, anzi uno dei due comandamenti dati da Cristo durante la sua vita, Salvini dichiara che quelle parole sono «comuniste» e «comunista» è chi le propaga.

Si vede che per il vicepremier c’è un Cristianesimo buono, quello fatto appunto di simboli legati alla tradizione ed uno cattivo, quello che si rifà al testo evangelico: del resto in questi dodici mesi più volte abbiamo visto che per il Ministro dell’interno c’è prossimo e prossimo. Ce n’è uno da tutelare e uno da buttare a mare o da riconsegnare alle autorità libiche perché ne facciano ciò che vogliono.

Ma il Vangelo non fa distinzioni tra prossimo e prossimo: anzi Gesù considera l’amore per il prossimo un comandamento, alla stregua dei dieci più famosi, quelli che abbiamo appreso fin da bambini e che, appunto, erano manchevoli sul piano dell’amore verso gli altri.

Vediamo cosa dice esattamente l’Evangelista:

“Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.” (Mt 22 36-39).

PIER LUIGI GIACOMONI

Lascia un commento

Your email address will not be published.