KENYA

RAILA ODINGA NON C’E’ PIU’

(21 Ottobre 2025)

NAIROBI. Raila Odinga, 80 anni, capo riconosciuto dell’opposizione kenyana, non c’è più: il 15 Ottobre, mentre passeggia, si sente male e muore: dal 3 Ottobre è a Khoci, Kerala, per sottoporsi a cure mediche.

Da tempo in Kenya corron voci su un suo precario stato di salute che è all’origine della sua assenza da importanti appuntamenti politici.

In particolare, non partecipa ai festeggiamenti per il ventesimo compleanno del partito da lui fondato, l’Orange Democratic Mouvement (ODM).

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IL LUTTO

Appena si sparge la notizia della morte, a Nairobi come in altre città kenyane, la gente scende per le vie: particolarmente affollato lo stadio di Kisumu, dove migliaia di persone voglion render omaggio alla salma, al punto che la polizia per sedar la calca, provoca tre morti.

Il governo, da parte sua, dichiara sette giorni di lutto ed ordina per il 19 ottobre solenni funerali di stato.

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RAILA ODINGA

DINASTIA INFLUENTE

Colui che Obama definì «un vero campione della democrazia», nasce il 7 Gennaio 1945 a Maseno, Kisumu.

D’etnia Luo, fa parte d’una delle famiglie più influenti della scena politica nazionale:

• suo padre, Jaramogi Oginga Odinga, partecipa alla lotta per l’indipendenza del Kenya dal Regno Unito, poi è vicepresidente ai tempi di Jomo Kenyatta.

Entrato in dissidio con questi, è destituito ed incarcerato, divenendo poi avversario del primo capo di Stato.

• suo fratello maggiore, Oburu Oginga, è tuttora senatore

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I PRIMI ANNI

Dopo aver studiato nella Repubblica Democratica Tedesca, Raila torna in Kenya ed aderisce al movimento creato dal padre: nel 1982, accusato d’aver congiurato per rovesciare Daniel Arap Moi, è incarcerato.

Ottiene piena libertà solo nel 1991: l’anno dopo è eletto alla camera in una circoscrizione che comprende anche la baraccopoli di Kibera che rappresenta fin al 2013.

Si candida alla presidenza cinque volte, (1997, 2007, 2013, 2017, 2022), ma è sempre dichiarato battuto.

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LE CORSE PRESIDENZIALI

2007: SCORRE IL SANGUE

Particolarmente sanguinoso il dopo elezioni del 2007: Odinga e i suoi sostengono che l’esito dello scrutinio è falsato da pesanti irregolarità.

Conseguenza: attivisti delle fazioni filo edantigovernative si scontrano per diversi mesi, provocando la morte d’almeno 1.300 persone, oltre che ingenti devastazioni.

Grazie alla mediazione di Kofi Annan, già Segretario Generale dell’ONU, si raggiunge un accordo per una cogestione del potere:

Mwai Kibaki è rieletto Presidente della Repubblica, mentre Odinga giura come primo ministro, formando un gabinetto d’unità nazionale.
(Con la riforma della Costituzione del 2010 questa carica è soppressa).

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2017: NERVI A FIOR DI PELLE

A dicembre 2017 si tengono le nuove presidenziali: in corsa Uhuru Kenyatta e Raila Odinga.

Quando vengon pubblicati i risultati, scoppian le proteste: gli avversari del presidente uscente parlan di brogli mai così evidenti.

Deve intervenir la Corte suprema che annulla il voto e ne ordina la ripetizione: molti temon il ripetersi della carneficina del 2008.

Una volta noto l’esito, che riconsegna la presidenza a Kenyatta, Odinga predica la calma, pur denunciando irregolarità.

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2022: L’HANSHAKE

Alla vigilia delle presidenziali dell’8 Agosto 2022 avviene un fatto clamoroso: Uhuru Kenyatta che, a termini di costituzione non può candidarsi per un terzo mandato, incontra Odinga.

I due si stringon la mano davanti a fotografi e telecamere allo scopo di far scender la tensione politica già a livello di guardia.

Odinga perde di misura contro William Ruto, denuncia brogli, ma frena la piazza pronta ad esplodere.

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VUOTO POLITICO

La morte di Raila Odinga crea un grave vuoto nella politica kenyana, perché al momento non si profila nessuna personalità che possa prender il suo posto ed incarnare quell’anelito di democrazia e libertà che si è manifestato in più occasioni: “Baba“[1], era «l’unico politico – scrive Bruna Sironi[2] – che poteva sedare, o anche fomentare, le proteste.»

In vista delle presidenziali del 2027 si fa il nome dell’ex Chief Justice David Maraga che su twitter rende omaggio ad Odinga scrivendo che è scomparso «un patriota, un panafricanista, un democratico e un leader che ha dato un contributo significativo alla democrazia in Kenya e in Africa: all’intero continente mancherà la sua voce di spicco nella promozione di pace, sicurezza e sviluppo.»

PIER LUIGI GIACOMONI

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NOTE:

[1] “Baba”, papà in kiswahili, era il soprannome che la gente dava ad Odinga.
[2] B. Sironi, Il Kenya piange Raila Odinga, nigrizia.it, 15 Ottobre 2025.