ZAMBIA

DOPO LE ELEZIONI, TENSIONE ALLE STELLE

(17 Settembre 2026)

LUSAKA. Dopo le elezioni, tensione alle stelle tra governo e opposizioni: bilancio, Un morto, diversi arresti, tra cui i candidati sconfitti a Presidenza e vice, scontri a fuoco con la polizia, dubbi su operazioni di voto e conteggio delle schede.

Un menu tipico per molti Paesi africani,ma non per lo Zambia che da alcuni decenni vive i suoi momenti elettorali nella calma.

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I PROTAGONISTI

Protagonisti del conflitto politico sono Hakainde Hichilema, Presidente in carica, in corsa per un nuovo mandato e Brian Mundubile.

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HAKAINDE HICHILEMA

Divenuto Presidente nel 2021 quando a sorpresa batte Edgar Lungu, Hakainde Hichilema, 64 anni, si ripropone per un nuovo mandato come candidato dell’UNDP,
con l’obiettivo di coonsolidare i positivi risultati conseguiti in questo lustro dalla sua amministrazione:

1.
uscita dalla procedura di default in cui il Paese era entrato cinque anni fa in seguito al mancato pagamento degl’interessi sul debito estero;

2.
riavvio dell’economia nazionale con significativa crescita del PIL;

3.
Stipula di contratti con Cina e Stati Uniti per aumentare l’esportazione di rame, di cui lo Zambia è il secondo produttore in Africa, e di altre materie prime strategiche.

Tuttavia su di lui pesa l’accusa di non aver migliorato la condizione del 60% della popolazione, perloppiù disoccupata, che vive al di sotto della soglia di povertà.

Inoltre gli si rinfaccia di non aver fatto abbastanza per sostenere l’agricoltura colpita da siccità che ha pregiudicato i raccolti degli ultimi anni.

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BRIAN MUNDUBILE

Ex ministro di Lungu e deputato dal 2016 Brian Mundubile, 55 anni, staccatosi dal Patriottic Front (FP) aderisce alla Tonsa Alliance, la coalizione che comprende anche il suo partito l’NRPUP.

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LE ELEZIONI

LE REGOLE

Dopo una campagna elettorale aspra, caratterizzata anche da accuse di deriva autoritaria dell’opposizione verso il governo, il 13 Agosto 9 milioni di elettori vanno alle urne per fare le loro scelte

In palio ci sono:

1.
La Presidenza della Repubblica;

2.
l’Assemblea Nazionale;

3.
le autorità locali di governo.

La legge elettorale vigente prevede che se al primo turno nessun candidato presidenziale consegue la maggioranza assoluta, si deve proceder ad un ballottaggio tra i due col maggior seguito, secondo il modello francese.

Ogni lista comprende un aspirante capo di stato ed un vice che può diventare primo cittadino se il numero uno è impedito ad esercitare le sue funzioni o durante il mandato decede.

Il Presidente è anche capo dell’esecutivo.

L’Assemblea Nazionale, ampliata un anno fa, comprende 226 deputati, eletti col sistema maggioritario a turno unico, secondo il modello britannico: 40 seggi son riservati al mondo femminile.

Per tutti la durata del mandato è di cinque anni: il Presidente dopo due consecutivi non è ricandidabile.

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IL VOTO

Nel giorno del voto, ma anche prima, non tutto fila liscio: nella fase finale della campagna scoppian qua e là disordini tra supporter di candidati diversi;

Il 13 Agosto ad urne aperte si denunciano:

– seggi che non aprono all’ora stabilita per legge;
– schede precompilate inserite nelle urne;
– compravendita di voti.

Nel complesso però, scrivono alcuni osservatori internazionali, la giornata trascorre tranquilla, il fuoco però cova sotto la cenere.

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MORTE D’UN DEPUTATO

A sera la polizia fa irruzione in una casa di proprietà di Brian Mundubile: secondo qualcuno lì si sta preparando un’unsurrezione armata contro i poteri dello Stato.

In uno scontro a fuoco muore il deputato ed ex ministro Mutotwe Kafwaya, 49 anni.

Altre undici persone son arrestate, mentre Mundubile e il suo candidato vice si rifugiano presso la sede dell’ONU a Lusaka, temendo per la loro incolumità.
(saranno incarcerati a fine Agosto)

Contemporaneamente, la commissione elettorale (ECZ) interrompe la trasmissione dei dati, lamentando la distruzione di schede e verbali ad opera di supporter di questo o quell’aspirante.

Seguono giorni d’incertezza sia sull’esito degli scrutini che sullo stato dell’ordine pubblico: avvocati, società civile, movimenti popolari, confessioni religiosi lamentano un clima pesante che sembra preludere ad un’escalation di violenza.

Mundubile vorrebbe inoltrare ricorso contro il verdetto delle urne, ma il governo chiude i tribunali per non meglio precisate ragioni di sicurezza nazionale, facendo scadere i termini per l’inoltro.

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I RISULTATI

Alla fine, le cifre diffuse dall’ECZ confermano la rielezione del Presidente: HH vince col 60,5%, mentre il principale rivale conquista il 37,9%.

All’Assemblea Nazionale l’UNDP, il partito al potere, elegge 138 deputati, mentre la Tonsa Alliance 59.

Il resto, 29 mandati, è assegnato a forze politiche minori.

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L’INSEDIAMENTO

Il 1 Settembre, dunque, HH ridiventa primo cittadino dello Zambia: nel discorso che pronuncia allo Stadio degli eroi nazionali di Lusaka, protetto da un importante servizio d’ordine della polizia, rivolge un appello all’unità nazionale:
«Chi ha votato contro di noi non è nostro nemico. È nostro fratello, nostra sorella, sono nostri concittadini”».

Nel corso dei prossimi cinque anni, aggiunge, si dovrà passare dalla «stabilizzazione» alla «crescita»

Per questo son previsti interventi nel settore minerario, Sostegno all’agricoltura, al turismo, alle infrastrutture energetiche.

«La crescita economica» conclude «dovrà produrre risultati concreti per la popolazione, dall’istruzione dei bambini alla creazione di posti di lavoro per i giovani laureati e di maggiori opportunità per gli agricoltori.»

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LO ZAMBIA

Ex colonia britannica, situato nell’Africa australe, senza sbocco al mare, lo Zambia è indipendente dal 1964: il primo Presidente Kenneth d. Kaunda, in carica fin al 1991 l’inserisce nel movimento dei non allineati fondato pochi anni prima da Tito, Nehru, Sukarno, ed altri.

Ritiratosi Kaunda, abolito il sistema monopartitico, Dal 1991 avvia una profonda trasformazione istituzionale divenendo una delle poche democrazie funzionanti in Africa.

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Spesso le periodiche scadenze elettorali son motivo per dar sfogo a scontri ed accuse di dispotismo: era già accaduto ai tempi di Lungu, quando fu imprigionato anche HH, poi però i toni si son abbassati e il confronto è tornato nell’alveo d’una normale contrapposizione tra chi governa e chi s’oppone.

Con le parole pronunciate al momento dell’investitura il Presidente segnala l’intenzione di superare le tristi giornate del dopo voto ed avviare una dialettica democratica più costruttiva: dipenderà da tutti gli attori in campo evitare un’escalation di violenza che pregiudicherebbe quella crescita socioeconomica di cui il Paese ha bisogno.

PIER LUIGI GIACOMONI