ZAMBIA
HICHILEMA RIFORMA IL PARLAMENTO
(22 Dicembre 2025)
LUSAKA. Il 18 Dicembre, a pochi mesi dalle elezioni generali dell’Agosto 2026, Hakainde Hichilema, Presidente dello Zambia, ha riformato il Parlamento che dalla prossima legislatura passerà dagli attuali 167 a 280 membri.
Di questi 40 saran donne e disabili, 11 di nomina presidenziale, 229 eletti.
In più d’un’occasione il Capo di Stato, che aspira ad un secondo mandato, ha sostenuto che alcune circoscrizioni parlamentari son troppo estese e che è necessario rendere l’Assemblea nazionale più rappresentativa.
Commentando quanto deciso dal Parlamento ha detto che le modifiche costituzionali son a beneficio del Paese ed il frutto di lunghe consultazioni: in ogni caso, non un vantaggio per un partito, un leader, un gruppo etnico o una chiesa.
Tutti gli zambiani devon considerare questa legge come uno strumento di progresso invece che fonte di divisioni.
Tuttavia, notan i detrattori, quand’era all’opposizione aveva combattutto una proposta simile avanzata dal suo predecessore Edgar Lungu: ora vorrebbe invece che ogni dieci anni si ridisegnassero i collegi elettorali.
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CRITICHE
Naturalmente, non tutti apprezzan le modifiche alla costituzione appena promulgate:
La prima critica vien dagli oppositori che temon che Hichilema sfrutti l’ampliamento della camera a proprio vantaggio.
Altri, come la Chiesa cattolica, sostengon che il parlamento uscente ha impiegato troppo poco tempo per accettare il disegno di legge costituzionale
Per la società civile, infine, è inopportuno aumentare il numero dei parlamentari, mentre il Paese non è ancora uscito dalla grave crisi economica che negli anni scorsi l’ha portato a dichiarar default e chieder un prestito all’FMI.
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PIETRE
Peraltro, Hichilema non sta attraversando un momento di grande popolarità:
l’8 Novembre, l’ira popolare è esplosa a Chingola, Copperbelt, durante una sua visita: la città, tempo fa, aveva perso il suo mercato principale e il governo aveva stanziato 450.000 dollari per ricostruirlo.
Poco prima che il leader cominciasse a parlare è partita una sassaiola che l’ha costretto ad inginocchiarsi per terra per non esser colpito.
Commentando l’accaduto, ha detto: «Questo livello d’odio è scioccante, si può quasi toccare con mano il veleno».
«La polizia – scrive Kennedy Gondwe[1] ha attribuito i disordini a “membri indisciplinati del pubblico” che avrebbero saccheggiato negozi. Almeno 27 persone son state arrestate per violenza e incendio doloso.»
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LUCI ED OMBRE
Il punto è che gli zambiani devon aver perso la pazienza nei confronti d’un leader che durante l’ultima campagna pre voto aveva promesso molto e una volta in carica, combinato poco.
Nel 2021, il suo slogan era: «Bally will fix it», ovvero “Papà risolverà tutto”: lasciando intendere che, eletto, avrebbe fatto rinascere lo Zambia.
Da un lato è vero che Lusaka ha rimborsato buona parte del debito accumulato mentre l’inflazione che galoppava al 25% all’anno si è dimezzata e la Kwacha, la valuta locale si è un po’ ripresa, dall’altro non è diminuito il numero dei poveri, la corrente elettrica continua a mancare e il livello di disoccupazione è sempre alto.
Inoltre, all’esecutivo son attribuite colpe che prima Hichilema rinfacciava a Lungu: è stata abrogata la legge che colpiva chi criticava il Presidente, ma la legge sulla cyber security è utilizzata secondo alcuni anche per punire chi non la pensa come il capo.
Ancora una volta in Africa coloro che sostituiscon i vecchi dinosauri della politica, presentandosi come innovatori, spesso riproducono gli stessi modelli di governo di chi li ha preceduti: nepotismo, corruzione, autoritarismo, inefficienza, sperperi…
PIER LUIGI GIACOMONI
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NOTA:
[1] K. Gondwe, Stone-throwing anger unnerves Zambia’s ‘fix-it’ president, BBC News Africa, 27 Novembre 2025
