UGANDA. MUSEVENI CENSURA BOBI WINE
(8 aprile 2020)

KAMPALA. Il Coronavirus ha fatto un’altra vittima: una canzone di bobi wine, il più famoso cantautore ugandese capace d’ottenere una popolarità mondiale.

Il suo ultimo brano “Corona virus alert” ha ottenuto 600mila visualizzazioni su youtube da quando è stato lanciato il 25 Marzo scorso: è trasmesso dalle radio di tutto il mondo, ma non in Uganda, il suo Paese d’origine, dove per ordine del Presidente è censurato.

Il pezzo, un reggae, con un testo in inglese e Luganda contiene l’elenco delle raccomandazioni diramate dall’OMS per bloccare la propagazione del virus.

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UNA SPINA NEL FIANCO.

Ma per Yoweri Museveni, 75 anni, al potere dal 1986 ed in corsa per un nuovo mandato l’anno prossimo, Bobi Wine è una spina nel fianco: dopo la quinta rielezione alla Presidenza della Repubblica, costellata da pesanti denunce di frodi ed arresti arbitrari di oppositori, Robert Kyagulanyi Ssentamu, in arte Bobi Wine, ha deciso d’impegnarsi in politica. «Appartengo – ha dichiarato – ad una nuova generazione di giovani che si lasciano guidare più dagli esempi che dalle parole. Perciò, ho smesso di parlare di ciò che si deve fare ed ho iniziato a realizzarlo.»

La sua influenza tra i ragazzi ugandesi è enorme (l’età media della popolazione è di 15 anni, secondo dati del 2018), perciò ha fondato “People’s power”, un nuovo partito politico, temuto dall’NRM, lo schieramento governativo.

Entrato in Parlamento nel ’17, ha subìto un crescendo di minacce, attentati ed arresti: nell’agosto 2018, mentre si reca nel distretto di Arua, nell’Uganda settentrionale, per sostenere un candidato antigovernativo in corsa per una carica locale, è arrestato.

Accade, riferiscono le fonti, che in disordini scatenati da gruppi giovanili, l’auto del Presidente Museveni viene presa a pietrate: la polizia reagisce duramente e l’autista di wine perde la vita.

Rinchiuso in carcere, il cantautore, idolo dei giovani, subisce gravi maltrattamenti fino al punto da perder i sensi sotto le botte.

rilasciato per intercessione degli Stati Uniti, Wine racconta in diverse interviste la sua storia che fa il giro del mondo.

Ora, il musicista non fa mistero d’ambire alla Presidenza della Repubblica il prossimo anno, ma l’atmosfera in Uganda si fa pesante.

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YOWERI MUSEVENI.

Yoweri Kaguta Museveni (Ntungamo, 28 aprile 1944) è Presidente della Repubblica ugandese dal 29 gennaio 1986: come molti dei suoi predecessori, è salito al potere con la forza al termine d’una guerra civile.

Insieme a Teodoro Obiang Nguema, Presidente della guinea Equatoriale) e Paul Biya, (Presidente del Camerun) è uno dei più longevi leader dell’Africa.

negli anni precedenti la sua ascesa al potere, si è fatto un nome nella lotta contro idi amin Dadah (1971-1979) e Milton Obote (1980-1985).

A suo merito, va la pacificazione di gran parte del Paese, più volte sull’orlo dell’anarchia, a suo demerito il modo dispotico di governare.

Originario di una famiglia di allevatori del regno di Ankole appartenente all’etnia Hima quando l’Uganda era un protettorato britannico, Museveni frequenta le scuole anglicane e nel 1970 si laurea in scienze politiche, giuridiche ed economiche presso l’Università di Dar es Salaam (Tanzania), dove si avvicina alle idee socialiste del presidente Julius Nyerere. Ha contatti con i movimenti nazionalisti radicali e conosce il futuro leader del Sudan Meridionale John Garang, che però forse più tardi contribuirà ad eliminare.

Successivamente si reca nei territori liberati del Mozambico controllati dal FRELIMO, movimento marxista che combatte il dominio coloniale portoghese, da cui apprende le tecniche di guerriglia. Rientrato in Uganda, entra nell’Intelligence del governo di Milton Obote.

L’avvento al potere di Idi Amin Dadah (25 gennaio 1971) lo costringe però a fuggire nella vicina Tanzania, dove fonda il Fronte per la Salvezza Nazionale (FRONASA) in opposizione tanto ad Amin, quanto ad Obote.

Tornato in Uganda nel 1979 con le truppe tanzaniane che spodestano amin, che nel ’78 aveva attaccato il vicino, Museveni diviene Ministro per la Difesa del governo transitorio.

Dopo, però, che Obote ha vinto fraudolentemente le elezioni del 1980 e si è perciò reinstallato al potere, Museveni si ritira nella sua roccaforte e prepara la controffensiva.

Crea il NRM (Movimento di Resistenza Nazionale) ed il suo braccio armato il NRA (Esercito di Resistenza Nazionale):con questi due strumenti fa la guerra contro Obote.

Nel Gennaio 1985 l’odiato presidente viene di nuovo allontanato dal potere: a guidare l’uganda è il generale Tito Olar Okello Lurwa che intavola infruttuose trattative con Museveni.

Ma i negoziati di Nairobi falliscono ed il 26 Gennaio 1986 il NRA entra a Kampala: il 29 il 42enne leader guerrigliero si autoproclama Presidente della Repubblica.

Al suo fianco, come capo dei servizi segreti c’è Paul Kagame che ritroveremo alla testa del FPR, il movimento di guerriglia che s’impadronirà del Ruanda dopo il genocidio del 1994.

In politica interna, Museveni adotta una linea di progressiva pacificazione in modo da far cessare le numerose guerriglie operanti nel Paese: quest’operazione riesce quasi completamente fuorché col Lord’s Resistance Army (LRA) che agisce soprattutto nel Nord e si macchia di orrendi crimini. Il LRA vorrebbe instaurare uno stato teocratico fondato sull’applicazione dei dieci comandamenti: il suo leader, Joseph Kony, tuttora latitante, è accusato dalla Corte penale dell’aia di crimini contro l’umanità.

Il Presidente, ristabilita in gran parte del territorio la pace, concede ampia autonomia alle istanze locali, privatizza le principali imprese statali e riduce la spesa pubblica.

In politica estera, dimostra d’avere carisma, autorità e prestigio, e sotto la sua guida l’Uganda impone la propria influenza nella regione dei Grandi Laghi e nel conflitto che dilania la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), dove sono in gioco considerevoli interessi economici e commerciali.

In particolare, Kampala aiuta Paul Kagame a prendere il potere in Ruanda nel luglio 1994 e Laurent Désiré Kabila in Congo, dopo la fuga di Mobutu Sese Seko (maggio 1997).

Uganda e Ruanda, poi partecipano attivamente alle guerre del Congo (1996-97 e ’98-2003), estendendo la propria area d’influenza nelle regioni orientali dell’ituri (Uganda) e Kivu (Ruanda).

L’obiettivo è duplice: allontanare possibili minacce all’integrità nazionale e mettere le mani sulle ricchezze disponibili in Congo.

ad un certo punto, però, Kigali e kampala rompono l’alleanza e Kisangani diviene il teatro degli scontri fra i due eserciti.

Museveni si fa coinvolgere anche nel conflitto che dilania il Sudan: poiché Omar hassan al-Bashir, leader di Khartum fino al 2019 appoggia il LRA, il presidente ugandese sostiene il SPLA (Sudan People’s Liberation Army) che dal 1983 conduce una lunga guerriglia per la separazione delle regioni meridionali del vicino settentrionale.

I combattimenti vanno avanti finché nel 2005 si raggiunge un accordo di pace: è in quel momento che Museveni, forse, volta le spalle a Garang e si mette d’accordo con l’altro signore della guerra nel Sud Sudan: Salva Kiir.

Conseguenza: in un tragico incidente aereo John garagn perde la vita: nel 2011 Kiir diverrà il primo Presidente del Sudan Meridionale,ma presto ingaggerà una nuova guerra col suo vice presidente riek Machar.

Nel 1995 in Uganda viene redatta una nuova costituzione che prevede che il Presidente possa esser rieletto solo per due mandati: nel ’96 e nel 2001 Museveni viene rieletto, ma i suoi oppositori non riconoscono il risultato del voto. Nel ’05 la costituzione viene emendata cosicché l’anno successivo Museveni si fa rieleggere: la stessa cosa accade nell’11 e nel ’16. Inutile dire che il suo avversario Kizzie Besigye l’accusa d’aver frodato tutti e tre gli scrutini con la complicità della magistratura.

Ora però sulla scena compare la nuova minaccia: Bobi wine e Museveni lo teme a tal punto da proibire una sua canzone.

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L’UGANDA.

Protettorato britannico fino al 9 Ottobre 1962 ha conosciuto una storia politica molto agitata. già nel 1966 con un primo colpo di stato, il primo Ministro Milton Obote detronizza il primo Presidente della Repubblica, successivi golpe e guerre civili contribuiscono notevolmente all’impoverimento del Paese.

Priva di sbocco al mare, la Repubblica dell’Uganda è abitata attualmente da circa 35 milioni di persone distribuite su una superficie di 241mila chilometri quadrati.

La popolazione si suddivide in una molteplicità di gruppi etnici e religiosi e molte sono le lingue parlate: di conseguenza, l’inglese ed il Kiswahili sono le due lingue maggiormente diffuse.

L’economia si regge soprattutto sull’esportazione di caffè, sull’industria tessile e sul turismo: molti si recano in Uganda per i numerosi parchi naturali, il lago Vittoria, grande 68mila kmq., che il Paese condivide con Kenya e Tanzania, il monte Ruvenzori, i laghi e la molteplicità di culture.

PIER LUIGI GIACOMONI