MALTA SI CONFERMA LABURISTA
(9 Giugno 2017)

VALLETTA. Malta conferma piena fiducia nei laburisti e rielegge il governo di Joseph Muscat: mentre nel resto
d’Europa le socialdemocrazie perdono un’elezione dopo l’altra, nell’arcipelago situato al centro del Mediterraneo
si va contro corrente.
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I risultati definitivi. Solo ieri la commissione elettorale che ha presieduto il complesso meccanismo di voto e
scrutinio, ha reso noti i dati definitivi della consultazione anticipata:

Il Partit Laburista ha conseguito 170.976 voti, pari al 55,04%, mentre la coalizione Partit Nazzjonalista-Partit
Democratiku ha avuto 135.696 preferenze, pari al 43,68%.

Nel 2013, in occasione delle precedenti elezioni generali, il PL AVEVA OTTENUTO IL 54,8%, mentre il PN, allora
presentatosi da solo, aveva raccolto il 43,3%.

La partecipazione allo scrutinio è stata massiccia: ha votato il 92% del corpo elettorale.

Nel nuovo Parlamento monocamerale il PL avrà 37 seggi, mentre la coalizione PN-PD avrà 30 mandati: nel 2013 il PL
ebbe 38 seggi, mentre il PN 29.
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Il sistema elettorale. Malta elegge le proprie cariche applicando il sistema del voto singolo trasferibile STV):
l’elettorato, diviso in 13 distretti, elegge complessivamente 65 deputati. Ogni distretto, infatti, sceglie cinque
parlamentari, perché si compone di circa 24.000 elettori ciascuno.

Sulla scheda ogni elettore può indicare un ordine di preferenza, scrivendo numeri progressivi accanto ai nomi dei
candidati proposti dai partiti.

Sono possibili sia liste più lunghe rispetto al numero di seggi disponibili, sia candidature in più di un
distretto.

Al momento dello spoglio vengono analizzati i primi voti di preferenza: se un candidato supera il quorum fissato,
dividendo per sei le schede valide, viene dichiarato eletto ed i suoi voti eccedenti sono trasferiti ad altri
candidati.

A mano a mano che lo spoglio procede vengono eliminati i candidati meno votati e le loro cifre elettorali sono
trasferite su altri nominativi.

Di conteggio in conteggio, di eliminazione in eliminazione si arriva a definire la composizione della Kamra tad
Deputati, il Parlamento monocamerale di Valletta.

In base ad un emendamento introdotto nel 1987 nella costituzione, siccome il voto singolo trasferibile può
determinare uno squilibrio della rappresentanza a favore della lista maggiormente votata, vengono attribuiti dei
mandati compensativi alla seconda lista in modo che il riparto dei seggi sia più rispondente alla porzione di voti
effettivamente raccolti.

Ecco perché il legislativo maltese può avere da 65 a 69 seggi. Ad essi si aggiunge lo speaker che di solito è un
parlamentare non eletto che presiede le sedute ed è nominato dal Primo Ministro.
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Le conseguenze del voto. Una volta acquisito il risultato dello scrutinio, la Presidente della Repubblica Marie
Louise Coleiro-Preca ha chiesto al Primo Ministro uscente di formare e presiedere il nuovo esecutivo.

Questi ha prestato giuramento e ieri ha annunciato la composizione del proprio nuovo ministero.

Sul fronte delle opposizioni, invece, si è aperta la corsa alla successione del leader nazionalista Simon Busuttil
che, come accade nelle democrazie di stampo britannico, si è assunto la responsabilità politica della sconfitta ed
ha rassegnato le dimissioni dalla carica.
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Le ragioni della vittoria. Le elezioni anticipate erano state decise dal Primo Ministro il 1° maggio scorso nel
tentativo di rafforzare la sua maggioranza parlamentare e guadagnare tempo. Il governo, infatti, era da mesi al
centro di diverse accuse di corruzione che investivano diversi suoi membri. In particolare, l’anno scorso, la
pubblicazione dei Panama Papers aveva rivelato che alcuni uomini vicini al Premier avevano aperto dei conti a
Panama per sfuggire le imposte.

I nazionalisti, perciò, durante tutta la legislatura avevano tentato di rovesciare l’esecutivo accusandolo di
proteggere i corrotti. Quando le accuse hanno investito la moglie del Premier, costui ha sciolto la Camera sebbbene
in questo semestre Malta presieda gli organismi comunitari.

Si è aperta quindi una campagna elettorale molto dura che ha visto su fronti contrapposti i “reds” ed i “blues”: i
primi hanno difeso i buoni risultati economici dell’amministrazione Muscat, i secondi hanno sostenuto che la
reputazione di Malta all’estero è quella d’un paradiso fiscale e d’un luogo dove dilaga il malaffare.

L’elettorato, nel riconfermare la propria fiducia a Muscat ed alla sua squadra probabilmente ha tenuto conto
soprattutto del buon andamento dell’economia, della bassa disoccupazione e degl’investimenti realizzati in questi
anni nelle infrastrutture che hanno notevolmente modernizzato il Paese, avvicinandolo di più all’Europa.

Una delle grandi preoccupazioni delle imprese che operano a Malta sono i frequenti blackout della corrente
elettrica e le incertezze sull’approvvigionamento di idrocarburi, vitali per un paese piccolo, insulare e
sovrappopolato. In passato, i costi dell’energia erano elevati e notevole era l’inefficienza del sistema di
distribuzione.

gli effetti di questa situazione si ripercuotevano sul carovita e sui redditi delle famiglie, nonché sulle attività
imprenditoriali.
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Tra l’altro va considerato che Malta importa quasi tutto il cibo che consuma, dato che l’agricoltura non riesce
assolutamente ad assicurare il fabbisogno.

Sul fronte energetico, di recente Valletta ha stipulato un accordo con l’Italia per ricevere sia corrente elettrica
che gas, mediante la costruzione d’un gasdotto ed un elettrodotto sottomarini che collegheranno entro alcuni anni
la vicina Sicilia con l’arcipelago.
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Malta. Piccolo arcipelago roccioso situato a sud della Sicilia, a novanta miglia dalla costa italiana, ha una
superficie di 316 kmq ed una popolazione di 450.000 abitanti, residenti soprattutto nell’isola di Malta vera e
propria. Altri vivono a Gozo, un’isola più piccola e meno densamente abitata.

Occupata nel Cinquecento dai Cavalieri di Malta, che la governarono percirca duecento anni, divenne poi una colonia
britannica e fu coinvolta nella Seconda guerra mondiale: in particolare dalle basi britanniche in territorio
maltese partivano gli attacchi della Mediterraneum Fleet contro le coste italiane.

Finita la guerra nel 1945, il Paese si diede una nuova costituzione ed ottenne da Londra l’autogoverno interno.

Il 21 settembre 1964 raggiunse la piena indipendenza, ma solo nel 1973 divenne una repubblica parlamentare, retta
secondo i princìpi del Westminster system: il leader del partito che vince le elezioni diviene Primo Ministro,
mentre il capo dell’opposizione si prepara a succedergli.

In politica estera Malta è neutrale e non aderisce alla NATO: dal 1979 non sono più presenti sul territorio basi
militari straniere, tuttavia ha sottoscritto con Italia, francia e Regno Unito accordi per garantire la propria
difesa, data l’esiguità delle proprie forze armate.

Nel 2004, dopo un processo lungo e tormentato, è entrata a far parte dell’UE e nel 2008 la sua moneta, la lira, si
è sciolta nell’euro.

Le lingue ufficiali sono due: l’inglese ed il maltese.

Il maltese è una lingua imparentata con l’arabo, con termini però provenienti da inglese, francese, italiano e
siciliano ed è scritta in caratteri latini.

L’economia dell’arcipelago si fonda soprattutto sul turismo e sui servizi bancari e la finanza, oltre che su una
serie di piccole imprese: consistenti comunità di maltesi vivono all’estero ed inviano in patria le loro rimesse.

La sua posizione geografica la pone in prima linea sulla rotta mediterranea della migrazione, perciò in passato
Valletta è stata accusata di maltrattare i migranti che giungono sull’arcipelago. Tuttavia Valletta ha più volte
replicato di non avere le risorse per accogliere coloro che fuggono dalla Libia, data la limitatezza del proprio
territorio estremamente sovrappopolato (la densità media supera i mille abitanti per kmq).

Da un punto di vista ambientale l’arcipelago soffre appunto d’un enorme concentrazione di popolazione con
conseguente notevole sfruttamento del territorio ed un alto livello di cementificazione. soprattutto d’estate,
quando la popolazione aumenta per effetto dell’afflusso turistico, il Paese deve affrontare una notevole siccità
che in parte viene compensata dissalando l’acqua di mare.

Sul piano religioso, Malta è un Paese prevalentemente cattolico: la Chiesa ha contribuito notevolmente ad unire i
maltesi, tuttavia si è anche macchiata di gravi colpe. Alcuni sacerdoti sono stati accusati di pedofilia e la
vicenda è venuta a galla, soprattutto durante il pontificato di Benedetto XVI.

Negli ultimi anni sono stati introdotti il divorzio e le unioni civili tra persone dello stesso sesso: Joseph
Muscat ha promesso che entro l’estate il nuovo Parlamento approverà la legge per consentire a tutte le persone che
lo desiderano, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, di contrarre matrimonio.

PIER LUIGI GIACOMONI