LE LETTURE DEL GIORNO

Le disuguaglianze

(28 Settembre 2025)

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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FESTIVITA’

Domani, 29 Settembre, si celebrano i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele:

Michele combatte gl’infedeli;
Gabriele fa il messaggero;
Raffaele è l’accompagnatore.

Nel Corano compare la figura di Gabriele, cui Allah affida il compito di rivelare a Muhammad (Maometto) l’esistenza d’un unico dio.

Una volta “fare San Michele voleva dire traslocare; in Spagna si parla del “verano de San Miguel” soprattutto se il clima è estivo.

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Il 22 gli Ebrei di tutto il mondo han celebrato Rosh Hashana, ossia il capodanno: è iniziato il 5786.

Seguiranno lo Yom Kippur, la festa delle capanne e dei tabernacoli.

Il primo è il giorno in cui tutti i credenti chiedon perdono per i peccati: la giornata richiede un riposo assoluto e il digiuno; il secondo ricorda quando gli Ebrei, condotti da Mosè ed Aronne attraversarono il deserto del Sinai patendo fame e sete.

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ACCADDE OGGI

Il 28 Settembre 1958, i territori africani sotto amministrazione francese a sud del Maghreb, più il Madagascar, furon chiamati ad esprimersi sul loro immediato futuro:

le opzioni eran due.

1. aderire alla Communauté Française, una sorta di Commonwealth, come repubbliche non ancora pienamente sovrane, in vista dell’indipendenza.

2. L’immediata sovranità.

La maggioranza scelse la prima opzione, la Guinea la seconda

Dopo pochi giorni, Conakry si trovò fuori dai progetti d’aiuto allo sviluppo di Parigi verso l’Africa: è il secondo territorio subsahariano a diventare stato sovrano dopo il Ghana (6 Marzo 1957).

Nel 1960, gli altri territori divennero indipendenti, ma i legami con Parigi rimasero per decenni molto forti.

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OGGI

In Svizzera si tiene un turno di votazioni popolari: è la terza tornata del 2025.

In Moldavia (o Moldova), elezioni legislative: si temono ingerenze russe per allontanare Chisinau dall’adezione all’Unione Europea.

Anche in due regioni italiane, urne aperte: Marche e Valle d’Aosta.

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PROSSIMI EVENTI

1 Ottobre: Nigeria, independence day.
3-4 Ottobre: Cechia, elezioni legislative.

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LA SETTIMANA

Da lunedì 22 son in corso a New York i lavori dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: i diversi Paesi membri (193) han inviato i loro capi di Stato o di Governo che han tenuto dei discorsi dinanzi ai delegati.

La riunione è stata fortemente condizionata dalla politica xenofoba degli Stati Uniti, che pure avrebbero l’obbligo di permettere a tutti i Paesi rappresentati al Palazzo di Vetro, d’aver libero accesso ai lavori: al Presidente palestinese Abu Mazen è stato negato il visto d’ingresso per cui si è potuto esprimere solo in video da Ramallah, mentre il leader colombiano Gustavo Petro è stato espulso.

Intanto, cresce la tensione nei Caraibi tra USA e Venezuela: Washington ha inviato navi da guerra nell’area per contrastare, dice, il flusso di stupefacenti verso le proprie coste; Caracas ha messo in piedi una milizia che avrebbe lo scopo di battersi contro un’eventuale invasione nordamericana

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LE LETTURE

PRIMA

Amos, Cap. 6, Vv. 1.4-7

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samarìa!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

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SALMO RESPONSORIALE

Salmo 145

Rit: Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

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SECONDA

PAOLO A TIMOTEO 1, Cap. 6, Vv. 11-16

Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini l’ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

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VANGELO

Luca, Cap. 16, Vv. 19-31

In quel tempo, Gesù disse ai Farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

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COMMENTO

Come il mondo antico, anche il nostro è profondamente disuguale: da una parte c’è una minoranza di ricchi, o addirittura di superricchi, che vivono in case stupende, conducono una vita agiatissima, si cibano di prelibatezze, posson spendere montagne di denaro ovunque; dall’altra miliardi di poveri che mangian una volta al giorno, se va bene, indossan sempre gli stessi abiti, son soggetti a malattie ed epidemie curabili se solo si disponesse dei medicinali opportuni…

E’ questo che Gesù condanna severamente: il ricco sta all’Inferno perché durante la vita non si è mai curato di Lazzaro che giaceva alla porta di casa sua: ora le parti si son invertite ed il ricco non ci sta. Perché Lazzaro è in Paradiso? Perché a lui non è concesso uno sconto di pena, un’amnistia, un indulto, un condono?

Perché prima o poi per tutti arriva il momento di far i conti coi propri comportamenti: è un po’ come nella novella La Roba di Giovanni Verga. Mazzarò è un grande latifondista, passa la vita a contar i denari, non si sposa per non dover condividerli con una moglie o dei figli. Al Re, cioè allo Stato, dà la carta moneta che ritiene priva di valore e per sé si tiene l’oro e l’argento.

Mangia poco perché è sempre sul lavoro e teme che gli altri lo derubino: anche per lui però arriva la vecchiaia e quando capisce che nell’altro mondo non può portarsi dietro le ricchezze accumulate, impazzisce.

Ammazza le galline gridando: «Roba mia, vientene con me!».

Se dovessimo estender la parabola al nostro mondo, però ad esser colpiti di condanna non sono solo i miliardari alla Elon Musk o Larry Ellison, ma tutta la struttura della nostra economia nella quale sussiste un mondo del benessere diffuso, anche se con criticità, e un mondo impoverito dove divampan le guerre.

Nel primo ambito ci siamo noi, Europa, Nord America, Asia orientale ed Australia che ce la passiamo piuttosto bene, nel secondo quasi tutta l’Africa, gran parte dell’America Latina e il resto dell’AsiA.

Forse, anche per evitare l’Inferno, dovremmo provare a rendere questo mondo un po’ più giusto.

AFRICA VOGLIAMO UN PLANISFERO PIU’ EQUO!

PIER LUIGI GIACOMONI