WESTERN AUSTRALIA. I LABURISTI STRAVINCONO
(15 Marzo 2017)

PERTH (WA). I laburisti hanno stravinto le elezioni legislative nello Stato del Western Australia: secondo ABC News i Labors avranno 41 seggi su 59 nella Camera bassa statale, mentre i Liberali, al governo da otto anni e mezzo, hanno perso il 16% dei voti e dovrebbero poter contare al massimo su 13 mandati.

Nelle simultanee elezioni per la Camera alta, il partito d’estrema destra One Nation, guidato da Pauline Hanson, avrebbe ottenuto 2 seggi ed il 10% dei voti.

Data, però, la complessità dei sistemi elettorali in vigore in WA e negli altri Stati australiani, a tutt’oggi non si dispone ancora dei risultati definitivi, ma ci si deve affidare ai calcoli effettuati dai computer.
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Il sistema politico. Il Western Australia è uno dei sei Stati che compongono il Commonwealth d’Australia: ad essi vanno aggiunti l’australian Capital Territory (ACT) ed il Northern Territory (NT) che sono stati varati successivamente alla creazione della confederazione e sono sotto il controllo dell’amministrazione federale.

Ogni Stato è capeggiato da un governatore generale che rappresenta il sovrano regnante in Gran Bretagna. I parlamenti statali funzionano secondo il Westminster System: tutti, tranne quello del Queensland e dei due territori autonomi sono bicamerali.

a livello federale, gli Stati sono rappresentati in proporzione alla loro popolazione alla Camera Federale dei Rappresentanti e da dodici Senatori alla camera alta; i territori hanno diritto ciascuno a due senatori.

E’ importante notare che già nel XIX secolo, la Gran Bretagna aveva accordato ai sei Stati l’autogoverno interno, per cui ognuno aveva una propria legislazione, una propria moneta, un fuso orario diverso.

Poi, verso la fine del secolo, si decise di stendere un Constitutional Act che permise di varare il 1° Gennaio 1901 l’Unione Australiana.

A livello federale le elezioni legislative si tengono ogni tre anni al massimo, ma possono esser anticipate: le ultime si sono svolte il 2 luglio 2016 ed hanno visto la vittoria di misura della coalizione liberal-nazionale contro i laburisti.

a livello statale, ognuno dei sei membri del Commonwealth le convoca secondo i rispettivi ordinamenti.

Il Parlamento statale del Western Australia, dunque, si compone di due camere:
• l’Assemblea Legislativa, o camera bassa, composta da 59 deputati, eletti ogni quattro anni col sistema del voto alternativo (AV);
• il Consiglio Legislativo, o camera alta, composto da 36 membri, eletto contestualmente all’altro ramo parlamentare col complesso sistema elettorale del singolo voto trasferibile (stv).

Sulla base dei risultati per l’elezione dell’Assemblea Legislativa, il Governatore del Western Australia invita il leader del partito o della coalizione vincente a formare il nuovo esecutivo statale: il capo di quest’esecutivo assume l’ufficio di Premier ed i suoi colleghi divengono Ministri.

Generalmente, i parlamenti statali australiani hanno adottato la legge del fix-term, ossia la durata del mandato parlamentare è prefissata e le elezioni non possono esser anticipate se non in casi di conclamata ed irrisolvibile crisi ministeriale.
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I risultati. Il voto di sabato 11 marzo ha profondamente modificato la situazione preesistente.

Dal 2008, infatti, lo Stato era retto dalla coalizione conservatrice liberal-nazionale che aveva ottenuto nel 2013 una sonante vittoria elettorale.

All’Assemblea Legislativa i liberali avevano 30 seggi e i nazionali 7; i laburisti ne avevano solo 21; al consiglio Legislativo i rapporti di forza erano simili: la coalizione aveva a disposizione 21 seggi contro 11.

In base a quanto si sa, come abbiamo indicato all’inizio, la situazione si è nettamente invertita ed ora verrà insediato un governo laburista guidato dal leader locale del partito Mark McGowen.
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Le ragioni della sconfitta. Secondo la stampa locale tra i motivi della sconfitta della coalizione di centro-destra vi è l’insoddisfazione dell’opinione pubblica relativamente ad una serie di problemi locali: un certo aumento della disoccupazione, carenze nelle infrastrutture ed errori commessi dall’amministrazione uscente nella politica ambientale.

Il risultato di sabato scorso fa suonare un forte campanello d’allarme nei confronti del governo centrale di Canberra che si regge sulla medesima coalizione al governo finora a Perth. Le elezioni federali dello scorso luglio hanno visto, infatti, una vittoria di misura dei nazionalliberali ed il governo di Malcolm turnbull si regge, in entrambi i rami del Parlamento federale, sul sostegno d’una serie di partiti locali e di parlamentari indipendenti, detti crossbenchers.

Non a caso, il Premier uscente del western Australia Colin Bannon ha affermato che l’esito delle consultazioni nel suo Stato vanno lette anche in chiave federale e dovrebbero esser profondamente meditate anche dai dirigenti nazionali della coalizione.

La vita politica australiana di questi ultimi dieci anni ci ha abituato a profondi cambiamenti ed anche a conflitti interni ai partiti: sia il Partito Laburista che la coalizione nazionalliberale sono state lacerate da contrasti tra estremisti e moderati ed il timore di perdere le elezioni ha provocato repentini cambiamenti di leader.

E’ quanto è accaduto tra il 2007 ed il 2013 nel Labor Party, dilaniato dal conflitto tra le personalità di Kevin Rudd e Julia Gillard; la stessa situazione si è verificata tra il 2013 ed il ’16 col conflitto in casa liberale tra Tony Abbott e Malcolm Turnbull, risoltosi per il momento a favore di quest’ultimo.

Non si può però escludere che la brutale sconfitta patita dai liberali in WA faccia riesplodere questo scontro conducendo il Paese ad elezioni anticipate o ad un nuovo cambio di leader, magari resuscitando il detronizzato Tony Abbott.

PIER LUIGI GIACOMONI