UN PENSIONATO SPARA AD UN LADRO E LO UCCIDE
(21 ottobre 2015).

MILANO. Un pensionato spara ad un ladro e lo uccide: l’uomo, un giovane di 28 anni era penetrato nella sua casa di notte con l’intento probabilmente di rubare.

Il pensionato, che possedeva un’arma da fuoco, si è visto puntare contro qualcosa, che in realtà era una pila elettrica, ed ha sparato uccidendo l’intruso all’istante.

Quando la notizia si è diffusa, militanti della Lega Nord e di Fratelli d’Italia si sono recati a casa del pensionato per manifestargli il loro sostegno e per rilanciare la tesi del diritto all’autodifesa.

Proprio pochi giorni fa, ricordavo qui che negli Stati Uniti i cittadini possono detenere armi da fuoco e possono farne uso; ricordavo anche le ragioni storiche d’un simile diritto e lo definivo anacronistico.

La Lega Nord, famosa per le sue sparate propagandistiche, fa chiasso perché dice che vorrebbe dare anche agl’Italiani il diritto all’autodifesa.

Questo partito non è nuovo a simili uscite populistiche: nel decennio 2001-2011, quand’era al governo, sollevava spesso il tema delle ronde di cittadini in camicia verde chiamati ad intervenire contro il crimine.
Si parlò anche molto del “poliziotto di quartiere”, ma all’atto pratico non è successo nulla: solo parole, parole e poi ancora parole.

Anzi, il governo di centro-destra nelle sue varie finanziarie ha tagliato fondi alle forze dell’ordine.

Rimane allora il dubbio che queste manifestazioni in sostegno della legittima difesa siano soltanto delle futili strumentalizzazioni finalizzate a raccogliere qualche voto.

La realtà è che i cittadini non hanno il diritto d’autodifendersi perché se così fosse, la nostra sicurezza personale diminuirebbe a vista d’occhio.

PIERLUIGI GIACOMONI