RD CONGO

TSHISEKEDI OFFRE A TRUMP I MINERALI STRATEGICI

(10 Aprile 2025)

KINSHASA. Mentre sembra essersi fermata l’offensiva dell’M23 nell’est del Congo, Félix-Antoine Tshisekedi, Presidente del Paese, offre a Donald J. Trump i minerali strategici presenti nel sottosuolo.

L’8 Febbraio, il Wall Street Journal   riferisce che Tshisekedi ha inviato un messaggio al suo collega statunitense, promettendo l’accesso alle preziose terre rare, ora in gran parte saccheggiate dai ribelli, in cambio della sottoscrizione d’un «patto di sicurezza formale» che permetta alle FARDC di sconfiggere l’M23 noto anche come Esercito Rivoluzionario Congolese.

Tshisekedi, consapevole dell’inadeguatezza delle proprie forze armate, starebbe contrattando anche il sostegno della compagnia militare privata Blackwater diretta da Eric Prince, grande amico e sostenitore di Trump.

«Nelle intenzioni di Kinshasa – scrive Marco Santopadre[1] – i mercenari statunitensi dovrebbero consentire al governo congolese di rientrare in possesso delle regioni ricche di terre rare, che potrebbero essere sfruttate da Washington consentendo così al Congo di incamerare una parte del ricavato.»

 

Nel pacchetto offerto da Kinshasa ci sono:

• l’accesso privilegiato alle fonti d’estrazione di cobalto, coltan, litio e uranio;

• la partecipazione ad un progetto portuale in acque profonde;

• la creazione d’una «riserva mineraria strategica» congiunta.

«In cambio – conclude Santopadre – gli Stati Uniti dovrebbero offrire a Kinshasa addestramento militare, equipaggiamento e assistenza diretta alla sicurezza.»

Ai primi d’aprile, aggiungiamo noi, una delegazione americana è giunta nella capitale congolese per trattare direttamente con le autorità: le dichiarazioni rilasciate al termine degl’incontri indicano che l’accordo tra le due parti è vicino. Come atto di buona volontà, in concomitanza col summit USA-Congo, son stati graziati tre americani condannati a morte dalla giustizia locale per aver partecipato ad un fallito putsch (maggio 2024).

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CHI E’ FELIX TSHISEKEDI

Chi è Félix-Antoine Tshisekedi Tshilombo, l’uomo che dal 2019 guida l’RDC?

Eletto alla presidenza nel 2018, per volontà di Joseph Kabila, Tshisekedi deve il posto anche a Corneille Nangaa che, essendo capo della commissione elettorale, ne ha favorito la vittoria.

Durante la campagna prevoto promette di lottare contro la corruzione e il malaffare che avvelena da sempre la vita politica del Paese, in realtà, alle parole non seguono i fatti.

Kabila lo sceglie perché crede di farne un fantoccio nelle sue mani, considerata la sua scarsa esperienza politica: presto, l’alleanza fra i due si rompe (2020).

Due anni più tardi, Kinshasa entra in conflitto col Ruanda che vien accusato di sottrarre minerali preziosi e contrabbandarli a Kigali per poi smerciarli nei mercati del Golfo Persico.

CORNEILLE NANGAA titolare dell'Alleanza del Fiume CongoNel 2023 anche Corneille Nangaa   passa all’opposizione: accusato di corruzione, scappa a Kigali per poi ricomparire come leader dell’AFC (Alleanza del Fiume Congo), coalizione di forze politiche e milizie che aspirano a rovesciare Tshisekedi.

Questi, secondo i suoi detrattori, poiché ha paura d’un golpe, evita di finanziare le FARDC, cosicché quando l’M23 sferra le sue offensive l’esercito si squaglia e i militari malpagati si danno al saccheggio e alle violenze sessuali contro la popolazione civile.

Inoltre, vorrebbe modificare la costituzione in modo da rimaner presidente anche dopo il 2028, quando scadrà il suo secondo mandato e varare un governo d'”unità nazionale”.

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TORNA KABILA

Sulll’orizzonte di Tshisekedi si profila però uno spettro: quello di Joseph Kabila che da alcune settimane ha levato di nuovo la voce contro il Presidente, rompendo un lungo silenzio.

In un’intervista al sudafricano Sunday times l’ex leader ha detto che Tshisekedi ha fallito su tutta la linea e il 9 Aprile ha annunciato che presto rientrerà in Congo.

Quali obiettivi si prefigge Tshisekedi?

• la candidatura alle presidenziali del 2028?

• un golpe con l’aiuto dell’AFC?

• Una marcia su kinshasa sullo stile di quella che realizzò suo padre tra il settembre 1996 e il maggio ’97?

Tutte le ipotesi son in campo: di sicuro si può applicare al Congo una massima che Winston Churchill applicò alla Serbia.

«Un posto – diceva – che produce più storia di quanta riesca a consumarne».

PIER LUIGI GIACOMONI

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NOTA:

[1] M. Santopadre, Allarme in Africa, la guerra in Congo rischia di estendersi, pagineesteri.it, 26 Marzo 2025.