MADAGASCAR
LA GEN Z INVOCA LE DIMISSIONI DI RAJOELINA
(6 Ottobre 2025)
ANTANANARIVO. Non accennano a spegnersi le manifestazioni, perloppiù giovanili, che da un paio di settimane scuoton l’isola di Madagascar.
Causa delle contestazioni? Le frequenti interruzioni nell’erogazione di acqua e corrente elettrica determinate dall’inefficienza della compagnia che gestisce i servizi.
Lo scoppio delle proteste, che finora son costate la vita ad almeno 22 persone, altre 100 son rimaste ferite, è avvenuto il 25 Settembre, mentre il Presidente si trovava a New York alla testa d’una delegazione governativa all’80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Rientrato in patria, ha licenziato il governo ed ha rivolto un appello alla piazza: «Comprendo la rabbia – ha detto – la tristezza e le difficoltà causate dalle interruzioni di corrente e dai problemi di approvvigionamento idrico, vi ho ascoltato, ho sentito la sofferenza, ho compreso l’impatto sulla vita di tutti i giorni.»
Il Capo di Stato ha poi promesso che varerà presto un nuovo Ministero composto anche da persone proposte dal mondo dei social network.
Questa nuova protesta giovanile s’inserisce nella corrente delle ribellioni dei milioni di ragazzi che costituiscon la maggioranza della popolazione nel sud globale: teenagers e ventenni urbanizzati son stanchi dei riti pseudodemocratici che consacrano al potere sempre gli stessi individui che durante le campagne elettorali fan promesse roboanti regolarmente disattese una volta conseguito il potere.
In questo senso Rajoelina, 51 anni, non fa eccezione: esercita il potere in modo vieppiù autoritario, la corruzione dilaga e la povertà aumenta, come dimostrano i dati forniti dalle istituzioni internazionali.
Leggi anche
DITTATURE IL 70% DELL’UMANITA’ VIVE SOTTO REGIMI OPPRESSIVI
***
ANDRY RAJOELINA
Nato a Nirina il 30 Maggio 1974, ex disc jockey, soprannominato “TGV” (come il treno ad alta velocità francese) per la sua personalità rapida e incisiva, Rajoelina è sindaco di Antananarivo nel 2007.
Imprenditore nel mondo dei media vede chiusa una delle sue reti, “Viva“, dopo che ha trasmesso un’intervista con l’ex presidente Ratsiraka (dicembre 2008).
Poco dopo accusa Il Presidente Ravalomanana d’esser un dittatore che affama il popolo: conseguenza: A gennaio indìce uno sciopero generale che degenera in violenti scontri con la polizia e provoca la morte di decine di persone.
Il 31 gennaio si autoproclama guida degli affari del Madagascar: il governo però lo destituisce da sindaco: seguon settimane di grande incertezza finché il 17 marzo Ravalomanana si dimette, poiché le forze armate non gli garantiscon più sufficiente appoggio.
E’ il colpo di Stato che permette a Rajoelina di diventar capo provvisorio dello Stato fin alle elezioni del 2014.
Uscito temporaneamente di scena, è eletto Presidente nel 2018.
Nel 2023 si ricandida per un nuovo mandato: La campagna prevoto di quell’anno è segnata da molta violenza, ma soprattutto dallo scandalo della sua doppia cittadinanza, malgascia e francese.
In base al codice elettorale gli sarebbe inibita la candidatura, ma nessuna autorità giudiziaria prova a fermarlo.
Ora la Gen Z gli chiede conto di tutte le sue malefatte e lui reagisce da par suo: durante una diretta Facebook per esempio dice che i giovani che stan protestando contro il suo regime son manipolati: «Alcuni Paesi hanno finanziato questo movimento per estromettermi, non attraverso le elezioni, ma per profitto, per prendere il potere come in altre nazioni africane», una dichiarazione non supportata da prove.
Leggi anche
MADAGASCAR LA GEN Z INVOCA LE DIMISSIONI DI RAJOELINA
***
MADAGASCAR
SCHEDA N. 1
GEOGRAFIA
La Repubblica di Madagascar è uno stato insulare situato nell’Oceano indiano, al largo della costa orientale dell’Africa di fronte al Mozambico. L’isola principale è la quarta più grande del mondo e la più estesa dell’Africa.
Ospita il 5% delle specie animali e vegetali del pianeta, l’80% delle quali sono endemiche.
Fra gli esempi più noti di questa eccezionale biodiversità ci sono i lemuri, le oltre 250 specie di rane, le numerose specie di camaleonti e i tipici baobab.
(Greenpeace, WWF ed altri movimenti ambientalisti denunciano il massiccio sfruttamento della foresta pluviale che è messa a forte rischio).
Il territorio copre una superficie complessiva di 587.041 km² ed è popolato, secondo dati del 2017 da quasi 26 milioni d’abitanti.
Dall’indipendenza ad oggi il loro numero è quintuplicato.
Capitale: Antananarivo, popolata da quasi 6 milioni di persone.
***
LINGUE, RELIGIONI
LINGUE
Detto che In Madagascar è diffuso l’uso del francese, ereditato dalla colonizzazione, va aggiunto che si distinguono diciotto gruppi etnici principali, prevalentemente d’origine mista asiatica e africana, con elementi arabi ed europei. Solo una minoranza, collocata principalmente sugli altopiani, ha tratti somatici e culturali spiccatamente asiatici. Ricerche recenti suggeriscono che l’isola sia stata inizialmente colonizzata da popolazioni di provenienza malese giunte fra 2000 e 1500 anni fa. Studi sul DNA delle popolazioni malgasce mostrano origini per metà circa malesi e per metà africane, con alcune influenze arabe, indiane ed europee soprattutto sulle coste.
La lingua malgascia presenta un vocabolario sovrapponibile al 90% a quello ma’anyan parlato nella regione del fiume Barito nel Borneo meridionale. Successive migrazioni dal Pacifico e dall’Africa hanno consolidato questa mescolanza iniziale d’etnie. I tratti orientali sono presenti soprattutto negli altopiani centrali, e corrispondono alle popolazioni Merina (3 milioni) e Betsileo (2 milioni); la gente della costa (detta côtiers) è di origine più chiaramente africana (bantu). I più grandi gruppi tribali costieri sono i Betsimisaraka (1,6 milioni), i Tsimihety ed i Sakalava, (entrambi questi ultimi composti da circa 700.000 persone).
***
RELIGIONI4>
Circa metà della popolazione malgascia è dedita a culti tradizionali locali, che tendono a essere centrati attorno all’idea del legame coi defunti. Soprattutto i merina degli altopiani seguono rigorosamente i loro riti tradizionali. Ritengono che gli antenati defunti divengano divinità e seguano con attenzione le vicende dei loro discendenti ancora in vita. Sia i Merina che i betsileo hanno una pratica di “risepoltura” detta famadihana, in cui i resti dei defunti vengono tolti dalle tombe, avvolti in nuovi sudari, e poi riposti nei loro sepolcri dopo un certo periodo di festeggiamenti cerimoniali.
Il 45% dei malgasci è invece cristiano, suddiviso in parti uguali fra cattolici e protestanti. In molti casi, il cristianesimo malgascio mantiene alcuni tratti derivanti dalle credenze tradizionali, come quelli relativi al culto dei morti. Non raramente un ministro di culto cristiano viene invitato a presiedere una famadihana. La Chiesa cattolica, che basa la propria attività missionaria sul concetto dell’inculturazione, non respinge queste pratiche; i pastori protestanti sono in generale più inclini a condannarle come superstiziose o addirittura come adorazione dei demoni. Sulle regioni costiere, specialmente nelle province di Mahajanga e Antsiranana è presente una minoranza di musulmani, appartenenti a etnie indo-pakistane o originarie delle Comore. Le chiese cristiane in Madagascar sono spesso influenti sulla vita politica del Paese. Il Consiglio delle Chiese Malgasce (FFKM) riunisce le quattro dottrine più radicate nel Paese (cattolicesimo romano, protestantesimo riformato, luteranesimo e anglicanesimo).
***
STATO
La costituzione vigente (1998) prevede le seguenti istituzioni:
1. Presidente della Repubblica, eletto ogni cinque anni a suffragio universale: è rieleggibile per due mandati consecutivi. Nomina il Primo Ministro, il Consiglio dei Ministri, convoca ed indìce le elezioni legislative anche anticipate.
***
2. Parlamento bicamerale, articolato in Assemblea Nazionale e Senato.
L’Assemblea Nazionale si compone di 160 deputati eletti direttamente dal popolo ogni cinque anni.
Il Senato, invece, è costituito da 90 membri, due terzi dei quali eletti dai consiglieri locali ed un terzo scelto dal presidente: la camera alta resta in carica sei anni.
***
3. Consiglio dei Ministri, composto dal Primo Ministro e dai ministri: anche
l’Assemblea nazionale può sfiduciarli.
***
4. Corte Costituzionale che ha l’incarico di vagliare la costituzionalità delle leggi adottate dal parlamento.
***
Stato unitario, si articola in sei province, suddivise in regioni, distretti e comuni.
***
ECONOMIA E MEDIA
L’economia si fonda sull’esportazione di prodotti agricoli, come la vaniglia di cui è il massimo produttore mondiale, prodotti tessili, materie prime minerarie (petrolio, gas naturale, pietre preziose, oro…).
I media sono notevolmente politicizzati ed influenzati dai rispettivi proprietari, secondo Reporters senza Frontiere.
Oltre alla radiotelevisione di Stato vi sono molte stazioni radio e TV private.
(La radio è il mezzo di comunicazione più diffuso).
ci sono 2,6 milioni di internauti, (9,8% sull’insieme della popolazione, secondo dati di InternetWorldStats.com risalenti al giugno 2019.
***
SCHEDA N. 2
STORIA
COLONIZZAZIONE
Il Madagascar vive rispetto al resto dell’Africa una storia d’isolamento: i contatti, relativamente sporadici con gli arabi, contribuiscono nei secoli a diffondere l’immagine d’un’isola straordinaria e misteriosa.
Quando i primi esploratori europei vi giungono, trovano un gran numero di etnìe di diversa provenienza, che danno vita ad un amalgama culturale e linguistico unico. La tratta degli schiavi e la colonizzazione, che pure infieriscono, non sono sufficienti a distruggere l’incredibile atipicità dei malgasci e dell’ambiente in cui vivono.
A fine Ottocento, quando le principali potenze europee si spartiscono l’Africa, la “grande isola” finisce nelle mani della Francia che prima proclama un protettorato, poi, dopo una breve guerra coi dinasti locali, vi impone una feroce colonizzazione: è imposto l’uso del francese, a scapito delle lingue locali, un regime fiscale opprimente, il lavoro forzato in grandi piantagioni di caffè, il servizio militare obbligatorio…
Insomma, il Paese sembra precipitare nello schiavismo.
Coinvolto sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, nel 1942 è occupato dagl’Inglesi che vogliono impedire che il Madagascar diventi una piattaforma d’attacco germanica nell’area dell’Oceano indiano.
***
VERSO L’INDIPENDENZA
Tornata, dopo il 1945, sotto controllo francese, la “grande isola” è coinvolta nel più ampio movimento che porterà nel 1960 alla proclamazione dell’indipendenza di 17 ex colonie africane: tuttavia, il cammino verso la sovranità nazionale sarà costellato di sangue.
Le nuove generazioni di malgasci, che hanno ricevuto un’istruzione di tipo europeo, nonché combattuto all’estero per la Francia, pretendono d’essere riconosciute dalle autorità della Quarta repubblica come cittadini francesi a pieno titolo.
Presto la rivendicazione sfocia in scontri violenti con la polizia coloniale: si calcola che nel 1947, quando esplode la rivolta, muoiano tra 30mila e 40mila persone.
(di recente Il Presidente Emmanuel Macron ha costituito una commissione mista franco-malgascia con l’incarico di compier un’indagine storica sugli avvenimenti degli anni 40)
Nei 50 sorgono diversi partiti malgasci, ma si deve attendere il varo della Legge quadro Defferre per capire cosa intenda fare Parigi dei propri possedimenti: la Francia dà la possibilità di scegliere alle proprie colonie o l’indipendenza immediata o una larga autonomia nell’ambito della Communauté Française. Madagascar sceglie l’autonomia.
Così, nel 1958, i malgasci eleggono le proprie autorità locali, mentre una nuova Costituzione è varata nel ’59: il 26 giugno 1960 nasce la Repubblica di Madagascar e Philibert Tsiranana (1912-1978) diviene il primo presidente.
***
>DA TSIRANANA A RATSIRAKA
Nel corso dei dodici anni del suo regime, Tsiranana si attira le critiche degli altri leader nazionalisti: l’accusano in particolare di non far gl’interessi del Madagascar, ma della Francia.
Nel 1972, di fronte a crescenti contestazioni, si dimette, affidando il potere al generale Gabriel Ramanantsoa (1906-1979), che istituisce un governo militare provvisorio e stringe rapporti diplomatici con l’Unione Sovietica. Nel 1975, dopo un colpo di Stato, è proclamata la Repubblica democratica del Madagascar (RDM).
Leader del paese diviene Didier Ignace Ratsiraka (1936-2021), l'”ammiraglio rosso” che nazionalizza le imprese private e contemporaneamente trasforma il sistema d’istruzione “Malgascizzandolo”.
Le voci di opposizione vengono spente con la forza: nel 1977, l’Avant-garde de la Révolution Malgache (AReMa) diviene l’unico partito ammesso.
***
DAL MONOPARTITISMO AL PLURALISMO
Solo alla fine degli anni Ottanta anche a Madagascar ricompare un’opposizione che rivendica la reintroduzione del multipartitismo e riforme economiche che permettano di superare l’autoritarismo, la stagnazione e la diffusa corruzione.
Il movimento Hery Velona, particolarmente forte nella provincia di Antananarivo, si fa interprete di queste istanze, dando luogo a numerose manifestazioni pacifiche di protesta e scioperi generali.
Nel 1991, l’esercito apre il fuoco sui dimostranti a Iavoloha, uccidendo più di 30 persone: trovandosi in una posizione sempre più difficile, Ratsiraka accetta di negoziare una transizione che provochi la formazione d’un governo provvisorio. Il 31 ottobre 1991 è riformata la costituzione ed il Presidente perde gran parte dei suoi poteri.
Nelle presidenziali del ’93, Albert Zafy, (1927-2017), leader del movimento Hery Velona, sconfigge Ratsiraka: il nuovo Capo di Stato sarà deposto dal parlamento, cosicché il Paese si troverà sull’orlo di una guerra civile. Nel 1997 torna al potere Ratsiraka che viene riconfermato nel 2001, ma il suo avversario, Marc Ravalomanana (1949) suscita un forte movimento di protesta contro i brogli attuati, a suo dire, dal governo.
Nel 2002 Ratsiraka si ritira, cedendo il potere a Ravalomanana che avvia un vasto programma di riforme economiche e introduce regole contro la corruzione.
Nelle legislative del 2002 il suo partito, TIM (“Tiako-I-Madagasikara”, letteralmente “amo il Madagascar”) conquista una larga maggioranza, cosa che suona, almeno temporaneamente, come un via libera alla realizzazione dei progetti annunciati.
Il resto son eventi degli ultimi anni che abbiam già narrato: Chissà se Rajoelina seguirà le sorti di alcuni dei suoi predecessori che alla fine han dovuto rinunciare al potere.
Leggi anche>/h2>
MADAGASCAR. L’”AMMIRAGLIO ROSSO” E’ DECEDUTO.
PIER LUIGI GIACOMONI
