GUINEA BISSAU. SISSOCO PRESIDENTE
(2 Gennaio 2020)

BISSAU. Col 53,55% dei voti al secondo turno Umaro Sissoco Embalo, 57 anni, candidato del partito di opposizione Madem, è divenuto il 29 dicembre 2019 il nuovo Presidente della Repubblica.

Per la prima volta dall’indipendenza, ottenuta dal Portogallo nel 1974, il PAIGC (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea Bissau e Capo Verde), fondato da Amilcar Cabral, esce battuto da una consultazione popolare: il suo candidato Domingos Pereira, 56 anni, ha raccolto poco più del 46% delle preferenze.

Così, dopo 45 anni di tormentata indipendenza, costellata da ben 14 tra tentati e riusciti colpi di Stato, la Guinea Bissau realizza il primo passaggio costituzionale di poteri tra un Presidente a fine mandato ed uno scelto dagli elettori. In precedenza, solo la violenza aveva determinato i cambi della guardia al vertice.

Il nuovo Capo di Stato, già Primo Ministro, ha beneficiato dell’appoggio di tutta l’opposizione: infatti tutti i candidati eliminati al primo turno l’hanno appoggiato.

«Un buon e felice anno a tutti voi – ha detto Sissoco Embalo – Ringrazio i miei fratelli e sorelle della Guinea Bissau per il sostegno dimostrato durante la campagna elettorale».

«Scriveremo una nuova pagina nella storia della nostra democrazia – ha chiosato in lacrime il Presidente uscente José Mário Vaz nel suo messaggio d’addio: «I nuovi leader dovranno essere capaci di garantire stabilità.»

Già, la stabilità: la Guinea Bissau, piccolo Stato dell’Africa occidentale, membro della Comunità Economica di quella regione, che prossimamente adotterà l’Eco al posto del Franco CFA, è stata turbata da continue interferenze delle forze armate nella vita politica a causa del suo essere un crocevia del traffico internazionale di stupefacenti tra l’america meridionale e l’Europa. Il nuovo Presidente dovrà esser capace di lottare con successo contro la dilagante corruzione.

Interessati al voto 760mila elettori su 1,6 milioni d’abitanti: secondo gli osservatori dell’ECOWAS e dell’Unione Africana che hanno seguito le operazioni di voto e di spoglio le elezioni sono state complessivamente regolari: infatti, il candidato sconfitto ne ha riconosciuto l’esito come avviene nelle democrazie mature.

PIER LUIGI GIACOMONI