I THAILANDESI APPROVANO LA COSTITUZIONE CHE PIACE AI MILITARI
(9 agosto 2016).

BANGKOK. La Thailandia – “Paese degli uomini liberi” – si affida ai militari che dal maggio 2014 la governano.
L’elettorato, infatti, col 60% di voti favorevoli ed un’affluenza del 55% ha approvato il testo elaborato da una commissione formata dalla giunta militare che da oltre due anni regge l’ex Siam.

La partecipazione non è stata quella che si aspettava il capo del governo Prayuth Chan-ocha, ma il rischio d’un rigetto è stato scongiurato.

Il voto – notano gli osservatori – premia l’uomo forte del Paese che ha fortemente voluto questo scrutinio.

La nuova costituzione. La nuova legge fondamentale prevede che, accanto all’Assemblea Nazionale, eletta a suffragio universale, vi sia un senato di nomina governativa che dovrebbe controllare le decisioni dell’altro ramo del

parlamento.

In questo modo le forze armate intendono esercitare un controllo sul futuro governo civile, che nascerà dopo le elezioni generali che si terranno probabilmente entro il 2017.

Inoltre la legge elettorale con cui verrà formata la nuova camera bassa sarà fatta in modo che nessun partito possa ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, come accaduto nelle elezioni legislative degli ultimi quindici anni.

L’esercito vuole scongiurare il ritorno al potere del magnate televisivo Thaksin Shinawatra che ha stravinto tutti gli ultimi appuntamenti elettorali.

La nuova Costituzione prevede, inoltre, una magistratura non indipendente, ma controllata dagli uomini in divisa.

L’opposizione protesta. Il nuovo testo è passato al termine d’una campagna elettorale strana in cui era proibito sostenere il punto di vista contrario.
La stessa ex Premier Yingluck Shinawatra, sorella del ben più famoso Thaksin, in esilio a Londra per sfuggire a processi che lo vedono imputato di diversi reati, ha tenuto un profilo molto basso.

In diverse interviste si è limitata ad invitare i thailandesi a votare senza sbilanciarsi in un senso od in un altro.

Amnesty International, invece, ha accusato le forze armate d’aver voluto imbavagliare il punto di vista contrario, violando in questo modo le regole di base d’una vera democrazia.

Comunque, non sono mancate proteste e manifestazioni contrarie da parte dei sostenitori di Shinawatra, che raccoglie consensi soprattutto tra le classi medio-basse.

Oltre 120 persone, perciò, sono state arrestate perché hanno infranto il divieto di far propaganda per il “no”.

Profilo d’un paese.

La Thailandia è abitata da 67 milioni di abitanti: lo stato è una Monarchia parlamentare dal 1932, quando fu abolito l’assolutismo del re.
Tuttavia da quell’anno si sono verificati ben 18 colpi di Stato, attuati dalle forze armate. I militari, infatti, si sono da sempre attribuiti il ruolo di custodi dell’integrità dello stato e della sussistenza della monarchia.
Re Bhumibol, sul trono dal 1946, ha 88 anni ed è molto malato.

L’economia del Paese è una delle più floride dell’Asia, fondata sul turismo e sull’agricoltura, la disoccupazione è appena all’1%. I militari promettono stabilità e lotta contro la corruzione, ma puntano anche decisamente aprolungare la loro egemonia sugli apparati dello Stato ben oltre la scadenza elettorale già annunciata, al punto che molti osservatori parlano della futura thailandia come d’una d’una “democrazia guidata”.

PIERLUIGI GIACOMONI