LE LETTURE DI OGGI

Nicodemo

(14 Settembre 2025)

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

: questa festività religiosa ricorda il ritrovamento del legno della croce di Cristo ad opera di Elena, madre dell’imperatore Costantino (IV Sec. d. C.)

Da oggi il commento domenicale del vangelo si allarga a tutte le letture della Messa, precedute come sempre da un rapido riassunto di quanto accaduto nella settimana trascorsa.

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FESTIVITA’

Domani, 15 Settembre, è festa in tutto il Centro America, escluso Panamá: Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica celebrano la loro indipendenza dalla Spagna (1821).

Per qualche decennio, dopo l’emancipazione, formaron le Province Unite del Centro America, poi si divisero in tanti piccoli Stati.

Il 16 è festa in Messico e il 18 in Cile.

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RIVOLUZIONE IN NEPAL

In Nepal, la decisione del governo d’oscurare le piattaforme web tra cui Facebook, Twitter e Whatsapp ha suscitato l’ira dei ragazzi di Katmandu che han preso d’assalto i palazzi del potere incendiandoli e costringendo alle dimissioni l’intero governo.

Ora il Presidente della Repubblica ha incaricato un giudice di formare un nuovo esecutivo e preparare la strada a nuove elezioni.

Sul terreno degli scontri son rimasti 51 morti: i giovani accusavan il precedente regime di malgoverno e corruzione, piaga purtroppo assai diffusa.

Sembra di rivivere la rivoluzione che nell’agosto 2025 sconquassò il Bangladesh e pose fine al lungo dispotismo di Sheikh Hasina (2009 – 2024).

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LE LETTURE DI OGGI

PRIMA LETTURA

Numeri, Cap. 21, Vv. 4-9

In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

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SALMO RESPONSORIALE

Salmo 77

Rit: Non dimenticate le opere del Signore!

Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.

Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore.

Lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore.

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IL VANGELO DI OGGI LE PARABOLE
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SECONDA LETTURA

Filippesi, Cap. 2, Vv. 6-11

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre
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VANGELO

Giovanni, Cap. 3, Vv. 13-17

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

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COMMENTONicodemo è un personaggio che compare nel vangelo di S. Giovanni, l’ultimo dei quattro canonici.

E’ un fariseo, membro del Sinedrio, lo stesso organismo che nel processo che porta alla crocifissione del Maestro, lo giudica reo di morte perché si è proclamato Messia.

Nicodemo, diversamente dagli altri suoi colleghi ha dei dubbi, vuol conoscere il Nazareno perciò lo va a trovare di notte ed ha con lui un colloquio.

L’avrà convinto? Oppure sarà iniziato un percorso di cambiamento rispetto alla rigidità delle dottrine abbracciate dai Farisei?

non lo sappiamo, però quando Gesù muore sulla croce, Nicodemo è lì: ha con sé una robusta dose di mirra che serve per onorare il defunto.

E’ il momento in cui dà la sua testimonianza verso un uomo che forse stimava, ma di nascosto.

Da Nicodemo nasce il nicodemismo, quell’atteggiamento, in certi contesti indispensabile, per cui, per timore delle persecuzioni, qualcuno segue una fede solo in segreto.

PIER LUIGI GIACOMONI