EDITORIALE
LA GEN Z INSORGE, LE ELITES TREMANO
(20 Ottobre 2025)
Dopo il Nepal, Madagascar: ad Antananarivo il 14 Ottobre son dovuti intervenire i militari per bloccar la deriva rivoluzionaria che rischiava di travolgere l’intera impalcatura dello Stato.
Gli uomini in divisa han promesso che entro due anni vi saran nuove elezioni, mentre la transizione sarà gestita da un consiglio civico-militare provvisorio ed un governo senza soldati.
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In Nepal, invece, la presidenza del governo è stata affidata ad un’ex magistrata molto stimata dai giovani per la sua onestà e rettitudine.
Mentre accade tutto questo, altri ragazzi insorgono in paesi dove l’età media è molto bassa e la maggioranza della popolazione è adolescente.
Filippine, Indonesia, Marocco, Perù, mentre in anni recenti abbiam registrato sollevazioni in Kenya, Algeria, Mozambico e Nigeria.
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Se volessimo cercar connotati comuni a queste ribellioni potremmo individuarli nel mal funzionamento dei servizi pubblici:
• I ragazzi malgasci son scesi in piazza perché per diverse ore al giorno mancavano acqua e corrente elettrica;
• i nepalesi perché il governo aveva chiuso gli accessi a 26 social network;
• in Marocco, in fine, la protesta è nata come reazione alla morte per parto di 12 donne che non han potuto acceder a cure adeguate.
Se questa o quella vicenda è stato il detonatore delle manifestazioni di piazza regolarmente represse dalla polizia che dovunque ha usato la mano pesante, le cause profonde sono l’inamovibilità dell’élites che si spartiscono le risorse dei diversi Paesi e lasciano al popolo le briciole.
Un popolo, lo ripetiamo, dove i giovani son la maggioranza schiacciante, mentre i dirigenti son spesso degli anziani ormai insensibili alla volontà generale perché attaccati alle loro ricchezze smodate.
Fateci caso, ogni volta che cade un dittatore si scopre che viveva in palazzi enormi, decine di stanze, bagni con rubinetti dorati, acqua corrente dappertutto.
In un mondo globalizzato come il nostro tutto questo è di dominio pubblico e i giovani che gestiscono i social disinvoltamente sanno che cosa accade dall’altra parte del mondo e si rendono conto che nel loro paese d’origine il futuro per loro è grigio.
Così, ora voglion cambiar le cose e le élites tremano: tuttavia, volessimo cercare il tallone d’Achille che soffrono i moti di rabbia giovanile questo sta nello spontaneismo che sembra animarle.
Tutte le inchieste condotte nei diversi Paesi metton il dito nella piaga: la Gen Z non si fida di nessuno, non vuol farsi irregimentare, crede nell’autorganizzazione e nel far rete.
Nutre dubbi sulla democrazia e sulla rappresentanza:
ora i diversi movimenti insurrezionali han il vento in poppa, ma com’è già accaduto ad altri prima di loro, lo spontaneismo funziona bene nella fase acuta della protesta, poi non dura e presto torna lo status quo ante, magari più arrogante di prima.
PIER LUIGI GIACOMONI
