MADAGASCAR

RAJOELINA FUGGE, L’ESERCITO PRENDE IL POTERE

(17 Ottobre 2025)

ANTANANARIVO. Alla fine, la crisi politica che interessa Madagascar da venti giorni ha avuto uno sbocco: Andry Rajoelina fugge a bordo d’un aereo militare francese, mentre i CAPSAT si prendon il potere e la piazza festeggia. «Ora siamo liberi», dice a Radio France International un giovane malgascio.

Il Col. Michael Randrianirina, portavoce dell’insurrezione militare, dopo aver annunciato la sospensione della costituzione, lo scioglimento del Senato e dell’Alta Corte costituzionale, dichiara all’AFP:

«Daremo vita ad un comitato composto da ufficiali provenienti dall’esercito, dalla gendarmeria, dalla polizia nazionale. Forse ci saranno anche delle personalità importanti della società civile.

Sarà questo comitato ad esercitare le funzioni presidenziali: tra qualche giorno formeremo un governo composto da civili

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ULTIMI TRE GIORNI

Qual è la storia degli ultimi tre giorni dell’era Rajoelina?

sabato 11 Ottobre: dopo settimane di dura repressione delle manifestazioni popolari, i soldati dei CAPSAT fraternizzano coi ribelli.

Randrianirina, in un video chiede alle forze di sicurezza di non sparar più sui dimostranti: a quel punto Rajoelina, probabilmente, comprende d’aver le spalle al muro: così, domenica 12 lascia Madagascar diretto prima a La Réunion, possedimento di Parigi nell’Oceano indiano, poi forse a Dubai dove ha delle proprietà.

Lunedì 13 riappare in TV: dice che è ancora al suo posto e che c’è gente che vuol rovesciarlo: poi emana un decreto con cui scioglie l’Assemblea nazionale per ridar presto la parola al popolo, ma ormai nessuno l’ascolta.

Martedì 14 la svolta: i deputati si riuniscono e depongono per alzata di mano con 130 voti il capo di stato applicando l’art. 52 della costituzione che dispone che il Presidente sia destituito se abbandona il Paese senza motivo.

In teoria, il sostituto sarebbe lo speaker del Senato, rimosso alcuni giorni fa dalla carica e forse anch’egli espatriato: così, l’Alta Corte costituzionale riconosce le nuove autorità.

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MICHAEL RANDRIANIRINA

Chi è il nuovo “uomo forte” di Madagascar divenuto il 16 Ottobre Presidente della Repubblica?

Cinquantun anni, Michael Randrianirina èstato per un biennio (2016 – 2018) governatore della sua regione d’origine, l’Androy: critico dello stile di governo di Rajoelina, finisce in carcere per «incitamento alla ribellione contro le »autorità».

Condannato a un anno di reclusione, rimane a piede libero perché la corte gli riconosce la condizionale.

Divenuto il volto dei moti, di sé dice d’esser «un semplice ufficiale, un esecutore.» aggiungendo poi: »Stiamo cercando di rispondere ad un caos provocato dai dirigenti. Non c’è nulla che funzioni a Madagascar.»

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CAPSAT

Chi son i CAPSAT che ancor una volta han deciso quale strada far intraprender al Paese?

«CAPSAT – scrive ilpost.it[1] – sta per Corps d’armée des personnels et des services administratifs et techniques» cioè “Corpi armati del personale e dei servizi amministrativi e tecnici””.

Non è un’unità di combattimento, ma i suoi componenti si occupan della logistica e di altre mansioni tecniche: malgrado ciò è la forza militare più potente di Madagascar, anche a causa delle relazioni che intrattiene con l’imprenditoria nazionale ed internazionale.

Già nel 2009, nel golpe che portò al potere Rajoelina, i CAPSAT giocarono un ruolo decisivo: Se il leader oggi deposto riuscì ad epurare le forze armate in modo da assicurarsene la fedeltà assoluta, inserendo elementi a lui fedeli, non è andata così coi CAPSAT.

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BLOCCO DEGLI AIUTI?

Avvenuto il cambio di regime tanto auspicato dai giovani ribelli, vi è il rischio che la comunità internazionale e gl’investitori blocchino i fondi e i progetti di sviluppo che tenevan a galla la vacillante economia isolana.

Di più: non è sfuggito che durante le manifestazioni popolari di queste settimane qualcuno sventolasse bandiere russe accanto a quelle malgasce nel momento in cui Mosca apre un’ambasciata a Moroni, capitale delle isole Comore, molto vicine all’epicentro della crisi.

Del resto, il silenzio osservato da Emmanuel Macron nelle ore della fuga di Rajoelina fa comprendere che Parigi ha giocato un suo ruolo nella rimozione dell’ormai ingombrante leader.

Per la Francia, Antananarivo è un partner importante nell’area dell’Oceano indiano, dove si muovon ormai le grandi potenze del III millennio.

In aprile, il Capo dell’Eliseo è venuto da queste parti per consolidare i legami storici che l’esagono ha con gli stati isolani al largo dell’Africa Orientale: Seychelles, Comore, Mauritius e appunto Madagascar.

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RISCHIO ISOLAMENTO?

Le reazioni internazionali agli eventi di Antananarivo son arrivate con calma, ma pongono a rischio lo stato delle relazioni tra l’isola e il resto del mondo.

Le Nazioni Unite han preso posizione contro i golpisti e gli Stati Uniti han chiesto il ristabilimento d’un’autorità legittima: l’Unione africana (UA), tutrice dello status quo nel continente, ha sospeso Madagascar per timore che il germe del golpismo si propaghi.

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RIVOLUZIONE SCIPPATA?

Gli eventi di queste settimane nella “grande isola” han visto in prima fila i giovani della Gen Z malgascia che han pagato col sangue i moti da loro suscitati: 22 morti e 100 feriti.

Ora però sembra che l’esercito abbia “scippato” di mano ai ragazzi la rivoluzione.

Qualcuno di loro, intervenendo su RFI, ha detto che quello del 14 Ottobre non è un “colpo di Stato“, ma una sollevazione popolare: tuttavia, dati i precedenti, è più che fondato il dubbio che, svanito l’entusiasmo per il cambio di regime, chi gestirà davvero il potere saran ancora una volta gli uomini in uniforme.

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SEI PUTSCH

Nella storia di Madagascar, indipendente dal 26 giugno 1960, l’esercito agisce come arbitro durante le crisi: ogni volta che il governo di turno è contestato dalla popolazione, intervengono gli uomini in divisa

Complessivamente, compreso quello di questi giorni son sei i putsch in cui risultan coinvolti.

Talvolta le sollevazioni militari servono anche per regolar conti in seno all’esercito, dove si scontrano fazioni diverse.

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13 MAGGIO 1972

Il 1972 vede scender in campo gli studenti delle università di Antananarivo che contestan la politica da loro ritenuta troppo filofrancese del primo Presidente Philibert Tsiranana: questi reagisce con durezza, ordinando alle forze armate di reprimer le manifestazioni, ma dopo due mesi nei quali scorre il sangue, è costretto a ceder il potere al Capo di stato maggiore Gabriel Ramanandsoa che costituisce un direttorio militare.

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5 FEBBRAIO 1975

Nuovo putsch: Richard Ratsimandrava diventa presidente, ma l’11 è ucciso in un’imboscata. L’ammiraglio Didier Ignace Ratsiraka prende il suo posto.

di idee socialiste, ribattezza il paese “Repubblica Democratica malgascia” ed intesse relazioni con l’URSS.

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1990: IL MULTIPARTITISMO

Dopo la caduta del Muro di Berlino, François Mitterrand ordina ai suoi satelliti africani l’apertura al multipartitismo.

Ad Antananarivo scoppian disordini: Ratsiraka è rovesciato, il Paese cessa d’esser socialista e vengono organizzate nuove elezioni con più liste e candidati.

L’esperimento democratico si rivela fragile e nel ’96 l'”ammiraglio rosso” torna al potere, ma (2002) lo deve ceder al suo rivale Marc Ravalomanana.

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17 MARZO 2009

Dopo sette anni, anche per Ravalomanana suona l’ora delle contestazioni: tra la fine del 2008 e i primi dell’anno successivo, le strade di Antananarivo son percorse da manifestazioni e scontri con la polizia.

E’ in quel momento che compare sulla scena Andry Rajoelina, sindaco della capitale: 34 anni, si profila come l’alternativa al leader declinante.

il 17 Marzo 2009, i CAPSAT si sollevano, prendon il potere per cederlo successivamente all’ex DJ e proprietario di Rete Viva.

Ora Madagascar volta nuovamente pagina: si vedrà se il futuro per questo paese sarà migliore. Oppure, come già avvenuto, le strade si riempiranno di giovani arrabbiati contro chi governa.

PIER LUIGI GIACOMONI

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NOTA:

[1] Chi sono i militari che hanno preso il potere in Madagascar, ilpost.it, 15 Ottobre 2025.