BOLOGNA. Ex veneta, tram e people mover.
(28 luglio 2016).

BOLOGNA. Dopo l’ultima campagna elettorale, durante la quale sull’amministrazione cittadina sono piovute pesanti critiche per la gestione della mobilità, pare che sia sbocciata una nuova primavera, anche se stiamo vivendo un’ennesima afosa estate.

Così, sulla stampa locale leggiamo che l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini s’è dichiarato disponibile a valutare “soluzioni progettuali migliorative”, compreso il “raddoppio del binario per la linea Bologna-Portomaggiore, nota a tutti come ex Veneta, nei tratti dove ciò può essere realizzato”. .

Questa linea era destinata a finire sottoterra a binario unico, ma ora le carte in tavola sono cambiate.

Le ragioni della svolta. «Il progetto – nota Donini -, la cui conferenza dei servizi si è chiusa nel marzo 2015, è finanziato con 41 milioni di fondi Fsc assegnati alla regione per il periodo 2007-2013, “per i quali erano previsti precisi tempi di rendicontazione e che rappresentano il cofinanziamento del progetto Sfm approvato dal Cipe”. Quelle risorse, però, oggi non sono più disponibili in quanto non più a disposizione delle regioni, dopo l’intesa raggiunta col governo sulla legge di stabilità 2015.»

L’interramento della Bologna-Portomaggiore, dunque, “potrà essere finanziata solo con i fondi Fsc 2013-2020 assegnati alla regione in ugual misura.

si conferma – precisa l’assessore – «la certezza di questi finanziamenti”, e “la volontà di questa amministrazione di arrivare al cantieramento entro questo mandato».

Allo stesso tempo, il titolare dei trasporti nella Giunta Bonaccini,
offre la sua «disponibilità a valutare soluzioni progettuali migliorative che possano portare un beneficio trasportistico significativo all’intera linea, prevedendo il raddoppio del binario nei tratti dove ciò può essere realizzato».

L’attuale progetto di interramento della ex Veneta, infatti, se da un lato è utile in termini di «rigenerazione urbana» e di «ricucitura urbanistica di quel quadrante della città», oltre a essere atteso da molti anni dai residenti, dall’altro lato ha «ricadute sul piano trasportistico assai deboli», ammette Donini.

Per questo, conclude l’assessore, «penso sia possibile in tempi brevi giungere a una valutazione di fattibilità di tutti i miglioramenti possibili finanziabili con le risorse a disposizione, contemperando i benefici della rigenerazione urbana con le necessità funzionali di una linea cardine».

Di questa apertura è già stato informato il sindaco di Bologna Virginio Merola: nelle prossime settimane sarà indetto un incontro con comune, CM e Fer per valutare le possibili soluzioni.

Il tram. Nel frattempo il rieletto sindaco Merola torna a riproporre la reintroduzione del tram in città.

Così, nell’ambito della ridiscussione del PGTU (Piano Generale per il Traffico Urbano), vecchio ormai di dieci anni, il capo dell’amministrazione cittadina e della Città Metropolitana propone di
inserire il Passante di mezzo, al centro di diverse discussioni e contestazioni, il servizio ferroviario metropolitano e «l’esigenza di collegare il Caab, Fico e il Pilastro alla stazione e alla nuova area dei Prati di Caprara, con uno studio di fattibilità su metro tram da definire insieme a Trenitalia».

La discussione sul nuovo PGTU sarà fatta all’insegna di parole d’ordine quali «intelligenza, flessibilità, attenzione agli spostamenti di tutti, recupero dei tempi di vita: serve un’alleanza sulla mobilità senza perdere di vista la priorità del trasporto pubblico».

Questo, alla luce del fatto che in città «si è realizzato un quadro infrastrutturale inedito. Serve una potente riorganizzazione del trasporto pubblico che rimane una priorità per Bologna», sottolinea Merola.

C’è l’arrivo del nuovo filobus Emilio, c’è il People Mover e c’è il via libera al progetto definitivo del sistema di trasporto pubblico integrato metropolitano bolognese, teso al completamento dell’Sfm e alla filoviarizzazione delle linee portanti del trasporto urbano, con un investimento di 332 milioni di euro.

«Per tutte queste ragioni – conclude il sindaco – è il momento di discutere il nuovo PGTU, tenendo insieme il Passante e l’Sfm ma anche l’idea del tram».

Attorno a questo impianto «va creato un sistema di mobilità intelligente.

Il futuro del traffico urbano. Per quanto riguarda il traffico urbano, precisa il sindaco, «la flessibilità non significa eliminare tutte le corsie preferenziali o complicare la vita agli autobus, ma usare lo spazio pubblico in tempi diversi come ci hanno insegnato i T-days».

Il concetto di flessibilità, ad esempio, andrà applicato anche al carico e scarico merci, anticipa il primo cittadino bolognese.
«Vorremmo un nuovo piano logistico per venire incontro a coloro che lavorano soprattutto nel centro storico, con il coinvolgimento del Caab e l’utilizzo di mezzi elettrici. Il piano generale del traffico sarà la sede per affrontare tutto questo».

L’amministrazione intende dare «attenzione agli spostamenti di tutti in quanto persone: non perché ciclisti o automobilisti o motociclisti, ma persone.

Quella che vogliamo realizzare è un’alleanza con le persone”, sottolinea Merola.

Il People Mover. Intanto i lavori del People Mover, la monorotaia che dovrebbe collegare stazione FS ed aeroporto vanno avanti: la stampa locale riferisce che decine di piloni sono già innalzati e procedono i lavori per realizzare sia il sottopasso della ferrovia Bologna-Padova che lo scavalcamento di autostrada e tangenziale, mentre chi passa per l’aeroporto può già vedere il profilo della futura stazione.

I cantieri del People mover, dunque, avanzano e ad oggi le opere sono al 25% di completamento: uno stato di avanzamento «in perfetta aderenza al cronoprogramma dei lavori», assicura la Marconi Express, la società che sta costruendo la monorotaia progettata per garantire un collegamento veloce tra l’aeroporto e la stazione centrale di Bologna.

A nove mesi dall’avvio dei cantieri, su 125 piloni ne sono stati completati 44 e altri 52 sono in fase di ultimazione; entro agosto l’80% dei pilastri su cui poggerà la rotaia sarà stato realizzato. Entro settembre ci sarà il sottopasso della ferrovia ed entro il mese successivo anche il ponte sull’autostrada e la tangenziale. A marzo del 2017 si prevede di concludere i lavori in aeroporto, a maggio quelli della stazione Lazzaretto e poi da settembre inizieranno le prove del veicolo. Per dicembre il cronoprogramma fissa la conclusione dello scalo della stazione centrale. Si arriverà così al 2018: entro luglio si intende completare l’installazione di tutto l’impianto tecnologico e dei veicoli, con l’obiettivo di chiudere i lavori entro ottobre e far partire quattro mesi di pre-esercizio, così da avviare la normale operatività del People mover a marzo 2019.

All’inizio, nelle ore di punta circoleranno tre navette, per una capacità di 560 passeggeri ogni ora per direzione, con un’attesa prevista di quattro minuti nelle fasce orarie di maggior traffico. Più avanti le navette potranno salire a quattro, ma il progetto è già predisposto per un eventuale raddoppio della rotaia e dunque dei veicoli in servizio.

Allo stesso modo, anche il ponte di 95 metri sarà realizzato in modo da risultare compatibile con l’annunciato potenziamento di tangenziale ed autostrade, il cosiddetto Passante di mezzo. Il tutto grazie ad un investimento complessivo di 129 milioni di euro, compresi i finanziamenti bancari che, assicura la Presidente di Marconi Express, Rita Finzi, risultano essere stati tutti deliberati.

Il biglietto sarà di 7,50 euro in una prima fase e poi di otto euro dal terzo anno.

Tutto a posto, allora? Forse no: al netto dei processi istruiti tanto dalla magistratura penale che da quella contabile, al momento l’unica incognita riguardante direttamente i cantieri potrebbe nascere dalla consegna delle aree di proprietà di Rfi, che in base agli accordi dovrebbe avvenire nei prossimi giorni: se cosi’ non dovesse essere, «cercheremo di capire come recuperare eventualmente il ritardo», precisa la Manager.

La monorotaia è lunga complessivamente cinque chilometri: al momento
ci sono al lavoro un centinaio di persone, che raddoppieranno quando tra un anno i cantieri saranno a pieno regime.

Così, dopo molte discussioni, passi avanti, arretramenti, incertezze sulle fonti di finanziamento, pare avviata al completamento un’opera di cui si parla in città da molti anni e su cui diversi hanno avuto dei dubbi, soprattutto per il timore che non risolva concretamente il problema del traffico tra la città e l’aeroporto, in forte espansione come flusso di passeggeri.

PIERLUIGI GIACOMONI