CONCLAVE

CHI VI ENTRA PAPA, ESCE CARDINALE

(9 Maggio 2025)

CITTA’ DEL VATICANO. Quando uno entra papa in conclave spesso ne esce cardinale: è un vecchio detto che forse anche stavolta si è realizzato.

Infatti, l’8 Maggio i 133 grandi elettori han scelto come Pontefice romano Robert Francis Prevost, statunitense con cittadinanza peruana invece che gli altri nomi che eran stati avanzati nei giorni scorsi, come il Card. Pietro Parolin, segretario di Stato, o il filippino Luis Antonio Tagle.

Prevost, che ha preso il nome di Leone XIV, era finito in un elenco di papabili che ormai comprendeva una ventina di nomi. In sostanza, ancora una volta, una sorpresa, ma del resto non c’è elezione più difficile da prevedere che quella del Papa.

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EDITORIALE IL CONCLAVE

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I PAPI MANCATI

Nella bimillenaria storia della chiesa romana vi sono tantissimi papi mancati: vediamo le storie di alcune vittime illustri del conclave.

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1458: GUGLIELMO D’ESTOUTEVILLE

Il 6 Agosto 1458, muore Papa Callisto III Borgia, favorito per la successione è il francese Guglielmo d’Estouteville: si ritiene che gli manchi solo un voto per superare l’ostacolo dei due terzi. Il 19 Agosto, però, raccoglie solo sei schede mentre Enea Silvio Piccolomini, che assumerà il nome di Pio II, ne riceve nove.

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1550: REGINALD POLE

Il 10 Novembre 1549 si spegne Paolo III Farnese: il candidato più accreditato è l’inglese Reginald Pole, cui mancano, si dice, solo due voti per salire al soglio pontificio.

In effetti, il voto del 5 dicembre conferma le previsioni: perciò l”ambasciatore di Francia Claude d’Urfé, evidentemente informato, si precipita alla porta del conclave e convince i grandi elettori ad attendere l’arrivo dei loro colleghi transalpini. Quando questi giungon a Roma evaporano i voti per Pole ed il 7 Febbraio 1550, sessantunesimo scrutinio, esce eletto Giovanni Maria Ciocchi del Monte, che prende il nome di Giulio III.

Per una volta Francia, Sacro romano impero e famiglia Farnese han stretto un’alleanza che mette fuori gioco il favorito.

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1585: ALESSANDRO FARNESE

La frenesia di diventar papa è pessima consigliera del cardinal Alessandro Farnese: dopo la morte di Gregorio XIII Boncompagni (10 Aprile 1585) fa creder d’esser già stato eletto.

La falsa notizia urta i membri del conclave che scelggon il francescano Felice Peretti, che assume il nome di Sisto V (1585 – 90).

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1591: GIULIO ANTONIO SANTORI

Il 30 Novembre 1591, dopo breve pontificato, si spegne Innocenzo IX: candidato a succedergli è Giulio Antonio Santori, papabile in tutti i diversi conclavi svoltisi a fine Cinquecento.

Santori propone un’elezione per adorazione, ma allo spoglio delle schede gli mancan due voti: risulta eletto perciò Ippolito Aldobrandini, Clemente VIII (1592 – 1605).

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1621: PIETRO CAMPORI

Alla morte di Paolo V Borghese (28 Gennaio 1621) sembra che il più accreditato pretendente al trono sia Pietro Campori: quando l’8 Febbraio Scipione borghese propone d’eleggerlo per acclamazione, i cardinali abbandonan l’aula: il conclave gli preferisce Alessandro Ludovisi, Gregorio XV (1621 – 23).

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1740: POMPEO ALDROVANDINI

Il conclave del 1740 che si apre dopo la morte di Clemente XII (6 Febbraio) è molto lungo: solo in Agosto c’è la fumata bianca.

Il più acreditato successore del papa scomparso è il bolognese Pompeo Aldrovandi : a giugno i voti che riceve ad ogni scrutinio fan pensare che il traguardo sia vicino, al punto che vien chiamato il muratore che deve aprire le mura del conclave e nelle sartorie si preparan le vesti liturgiche.

Il 3 Luglio l’Aldobrandi manca l’elezione per tre schede, il 16 Agosto però ritira la candidatura.

il giorno successivo, è eletto Prospero Lambertini,
Benedetto XIV (1740 – 58).

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1903: MARIANO RAMPOLLA DEL TINDARO

Il più probabile successore di Leone XIII, spentosi nel 1903, è il Segretario di Stato Mariano Rampolla del Tindaro, che però non piace all’imperatore d’Austria-Ungheria Francesco Giuseppe (1848 – 1916).

Così, dopo i primi due scrutini in cui il nobile siciliano ottiene 24 e 29 voti, il cardinale di Cracovia Jan Maurycy Puzyna fa sapere che il sovrano austriaco l’ha incaricato di porre il veto, in virtù d’un vecchio privilegio, all’elezione del Rampolla.

Nei successivi scrutini i voti per questi non crescon e alla fine il 4 agosto con 50 voti è eletto Giuseppe Melchiorre Sarto, Pio X.

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1978: GIUSEPPE SIRI E GIOVANNI BENELLI

Il conclave che si riunisce il 25 Agosto 1978 sembra avere due sicuri concorrenti: Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova e Giovanni Benelli, titolare a Firenze, dopo una lunga carriera in curia.

Al quarto scrutinio, però, è eletto Albino Luciani, Patriarca di Venezia, che nella sua prima dichiarazione pubblica conferma che mai si sarebbe aspettato di diventar papa: il suo è uno dei più brevi pontificati, appena 33 giorni (26 Agosto – 28 Settembre 1978).

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2013: ANGELO SCOLA

13 Marzo 2013: conclave per l’elezione del successore di Benedetto XVI che ha rinunciato il 28 Febbraio.

Alle 20,24, mentre il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio si presenta alla loggia delle benedizioni per presentarsi al pubblico dopo l’elezione, la CEI comunica per email ai giornalisti accreditati che l’eletto è Angelo Scola, Arcivescovo di Milano.

Cos’è successo? Qualcuno ha fatto un copia-incolla inopportuno che rimane nella storia delle gaffes per lungo tempo.

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I PAPI NOMI, DURATA, SEDE VACANTE

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Nel film Conclave, uscito di recente, uno dei personaggi ad un certo punto dice più o meno che tutti i cardinali sognano di diventar papa ed han già in mente il nome che prenderanno una volta eletti.

Ciò perché il ruolo di sommo pontefice è di tale importanza oggi come secoli fa perché è una delle figure più significative sulla scena internazionale: non solo come capo di 1,5 miliardi di cattolici, ma anche perché è un’autorità mondiale riconoscibile.

La Santa Sede, infatti, intrattiene relazioni diplomatiche con quasi tutti gli Stati del mondo e tutti i leader mondiali quando passan da Roma voglion incontrarlo, anche perché la diplomazia vaticana è famosa per abilità e discrezione.

La Chiesa cattolica poi è una multinazionale con una forza economica non irrilevante.

E’ logico allora che ad ogni conclave si scatenino delle ambizioni che molto spesso van deluse ed avvengon delle sorprese che nessun vaticanista è in grado di prevedere.

PIER LUIGI GIACOMONI