ASIA-PACIFICO
I GOVERNI VINCONO ALLE URNE
(30 Maggio 2025)
Mentre in occidente ogni appuntamento elettorale è fonte d’ansia per i governanti che spesso vengon puniti duramente per la loro condotta e le promesse non realizzate, in Asia-Pacifico si va in controtendenza.
E’ quanto si può constatare analizzando gli eventi elettorali accaduti in maggio in Australia, Singapore e Filippine.
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AUSTRALIA: ALBANESE TRIONFA
Nelle legislative , indette il 3 Maggio per rinnovare tutta la Camera dei Rappresentanti (150 seggi) e metà del Senato (40 seggi su 76), il Partito Laburista, al potere dal 2022, ha ottenuto una maggioranza ancora più schiacciante.
Secondo la commissione elettorale (AEC), i labors conquistano 93 seggi contro 57, quindi un vantaggio sulle diverse opposizioni di 26 mandati.
Nella 47° legislatura il rapporto era di 77-74.
Particolarmente cocente è stata la sconfitta della coalizione di centro-destra composta da Liberali e Nationals che avevano proposto come candidato premier Peter Dutton, un ex poliziotto, deputato dal 2001, che in questa circostanza ha perso il proprio seggio nel Queensland.
E dire che solo a gennaio, secondo i sondaggi, i nazionalliberali parevan aver la vittoria in tasca: la conduzione d’una campagna che scimmiottava gli argomenti di Trump ha convinto gli elettori a puntar sul premier in carica.
Anche per i Verdi la tornata di voto è stata drammatica: il partito che al Senato dispone comunque di 12 seggi, ed è sostanzialmente alleato coi Labors, pur mantenendo il 12% dei voti ha eletto solo un deputato, perdendone tre.
In gran spolvero, gl’indipendenti che avranno nella nuova assemblea 10 Mandati.
Il 13 Maggio Anthony Albanese ha varato il suo nuovo gabinetto che, secondo l’Economist «potrebbe non avere molto tempo per godersi la vittoria.»
Le sfide in campo infatti sono:
1. scarsa produttività e standard di vita insoddisfacente;
2. Incertezza sui commerci internazionali, in particolare con gli Stati Uniti partner economico di primaria importanza, dopo l’introduzione dei dazi del 10% imposti da Trump.
3. Grave crisi degli alloggi e crescenti disuguaglianze sociali.
Per Albanese comunque quelle del 3 Maggio son state elezioni importanti: il Laburista è il primo premier ad ottenere una rielezione dopo molti anni. In precedenza solo John W. Howard, liberale, (1998-2007) aveva ottenuto più d’un mandato consecutivamente.
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SINGAPORE: LAWRENCE WONG CONFERMATO
Sempre il 3 maggio, a Singapore, Lawrence Wong, capo del governo da solo un anno, col 65% dei voti ottiene piena vittoria, conquistando 87 seggi su 97 parlamentari.
Il principale partito d’opposizione, il Workers’ Partry raccoglie 10 mandati col 15% delle preferenze.
Wong è il primo leader del People’s Action Party (PAP) a non provenire dalla famiglia di Lee Kwan Iew, il fondatore della Repubblica: è un tecnocrate di 51 anni, formatosi all’estero, che in passato ha fatto comunque parte dell’establishment singaporese.
Divenuto capo del partito dominante nella città-Stato, si è confermato al potere: fra i suoi compiti principali vi sarà il mantenimento di Singapore come principale hub economico dell’area indo-pacifica e interventi per calmierare i prezzi degli alloggi saliti alle stelle negli ultimi anni.
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FILIPPINE: BONGBONG VINCE LE MIDTERM
Le elezioni di midterm nelle Filippine han rafforzato la leadership di Fernand Bongbong Marcos che dal 2022 è Presidente della Repubblica: malgrado la concorrenza della lista del clan Duterte, Marcos Jr. controlla sia la camera che il senato.
Alla Camera la sua coalizione disporrà di 230 seggi su 317 mentre al senato ne controlla 12 su 24.
Dal canto loro, i Duterte si conferman dominanti a Davao, isola di Mindanao, terza città filippina per importanza: Rodrigo, l’ex Presidente al momento nelle mani della Corte Internazionale dell’Aia per aver fatto uccidere durante la sua amministrazione migliaia di persone sotto l’accusa di spaccio e consumo di stupefacenti, è tornato Sindaco e uno dei figli è suo vice.
Per bongbong però il futuro è incerto: al momento dell’elezione (2022) aveva promesso una nuova “età dell’oro” per l’agricoltura, ma i prezzi dei princippali beni di consumo, come riso e zucchero, son saliti alle stelle.
Oltre all’inflazione che sta falcidiando i salari, è in crescita il contrabbando: così, la popolarità di Marcos Jr. recentemente è scesa dal 42 al 25%, mentre si è riacutizzato il conflitto coi Duterte: la vicepresidente Sara, figlia dell’ex capo di stato, è in rampa di lancio per le presidenziali del 2028, mentre l’arresto del padre, condiviso dalla comunità internazionale, è visto a Manila e dintorni come un’ingerenza negli affari interni da parte di attori stranieri.
Rodrigo Duterte, infatti, è tuttora molto popolare nell’arcipelago, specialmente da chi ritiene che per lottare contro lo spaccio di stupefacenti si debbano usare maniere forti, come gli omicidi extragiudiziali praticati dagli squadroni della morte creati ai tempi della sua presidenza (2016-22).
PIER LUIGI GIACOMONI
