UGANDA

MUSEVENI RIELETTO PRESIDENTE
(17 Gennaio 2026)

KAMPALA. Yoweri Kaguta Museveni, 81 anni, è stato rieletto Presidente della repubblica ugandese col 72% dei voti: è quanto comunicato dalla commissione incaricata di gestire le procedure elettorali.

Su 45,8 milioni d’abitanti, 21,8 eran chiamati il 15 Gennaio a designare con voto diretto il Capo dello Stato, i 351 deputati nazionali e i consiglieri locali.

Oltre a Museveni eran in corsa per la carica più importante altri sette nominativi tra cui la rock star Bobi Wine, 43 anni, al secolo Robert Kyagulanyi Ssentamu, autoproclamatosi “Presidente del ghetto” perché vive in una delle baraccopoli di Kampala.

Museveni, che ha il merito d’aver posto fine a vent’anni di guerre fratricide, è uno dei “dinosauri” della scena politica africana, sebbene la maggioranza della popolazione su cui domina abbia meno di 30 anni.

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CAOS ELETTORALE

Eppure la sua conferma è passata attraverso un vero caos organizzativo: seggi aperti in ritardo con file lunghe di elettori immobili in attesa di votare, schede non consegnate, macchine per il riconoscimento biometrico in panne, anche a causa del blocco di internet disposto dalle autorità.

«I problemi – scrive BBC – sembrano aver colpito sia le aree considerate filo-governative sia quelle più favorevoli all’opposizione.»

Tutto questo ha spinto l’opposizione a dichiarare, ad urne ancora aperte, che le elezioni son una truffa e il loro risultato sarà sicuramente manipolato, come in passato.

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CRESCENDO DI TENSIONE

La campagna elettorale, del resto, è stato un crescendo di tensione: un sintomo di questo, l’abbigliamento di Bobi Wine.

Ad ottobre, quando prendon il via i comizi, va in giro in giacca e stringe le mani dei sostenitori; nella fase clou della gara, sfoggia un giubbotto antiproiettile e un casco protettivo.

Non solo: la polizia picchia ed arresta soprattutto i supporter del NUP, il partito d’opposizione, mentre lascia in pace quelli di Museveni.

Anche nel dopo voto è circolata la voce che Wine sia sfuggito ad un tentativo di cattura ad opera delle autorità, mentre alcuni dei suoi han perso la vita in scontricon gli agenti.

Non è dunque infondato il timore che in Uganda, con la complicità del buio telematico, si ripropongan scene di ferocia simili a quelle che han caratterizzato il dopo elezioni in tanzania.

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AFFARE DI FAMIGLIA

Yoweri Kaguta Museveni sale alla presidenza il 24 gennaio 1986, al termine d’una lunga guerra interna iniziata subito dopo la caduta di Idi Amin Dada e il ritorno al Potere di Milton Obote (1980 – 1985).

Nel tentativo di riunificare un Paese diviso in diverse fazioni, instaura un regime totalitario nel quale ha grande importanza il clan familiare:

• la moglie Janet, per esempio, è più volte ministro, attualmente dirige il dicastero dell’Istruzione;

• Salim Saleh, fratello e suo storico consigliere, ricco uomo d’affari, è soprannominato il “copresidente”;

• Odrek Rwabwogo, uno dei generi, è un consigliere ascoltato.

La persona che oggi sembra in pista per succeder al vecchio leader è Muhoozi Kainerugaba, 51 anni, che dal 2024 dirige l’UPDF, l’esercito nazionale.

Per volere del padre, studia nelle più prestigiose accademie militari, tra cui Sandhurst, nel Regno Unito, poi guida le forze speciali (2008 – 2017 e 2020 – 2021), le forze di terra (2021 – 2022).

Imparentato col Presidente ruandese Paul Kagame è incaricato di riavvicinare Kampala con Kigali.

Nell’UPDF, Muhoozi, all’inizio è disprezzato soprattutto dai veterani della guerriglia, poi però guadagna terreno:
• si circonda di fedelissimi;
• emargina chi potrebbe tenergli testa;
• si guadagna l’appoggio dei soldati aumentando loro i salari;
• offre promozioni ai più valorosi.

Talvolta, soprattutto su twitter, fa lo spaccone come quando scrive che con le sue truppe può marciar su Nairobi.

E’ durissimo con Wine, cui promette la decapitazione, mentre sostiene d’aver imprigionato nel proprio seminterrato il capo della sua sicurezza Eddie Mutwe, la cui foto a torso nudo con sguardo perso nel vuoto è comparsa sul web.

Così, a Kampala, c’è chi teme che se sarà lui il successore il Paese possa rivivere i giorni cupi di Idi Amin Dada o di Milton Obote quando il Paese fu messo a ferro e fuoco da assurdi dittatori.

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UGANDA

GEOGRAFIA

La Republic of Uganda si trova in Africa orientale, confina con Sudan Sud, Kenya, Tanzania, Ruanda ed RD Congo.

Occupa una superficie di 241.038 kmq. ed è popolata da 45,8 milioni d’abitanti: la capitale è Kampala.

Il suo territorio è ricco d’acque, vi passa il Nilo bianco e son presenti diversi laghi, tra cui l’Alberto, nei cui pressi son state scoperte riserve di petrolio: è privo di sbocco al mare.

Le lingue parlate son nnumerose: le più diffuse, l’inglese, eredità dell’epoca coloniale, e il Ki-Swahili.

Tra le religioni, diffuso il cristianesimo, ma non mancano musulmani e indù.

L’economia si fonda soprattutto sull’agricoltura che produce caffè, tè, cotone, fiori recisi, piretro.

Il turismo ha avuto negli ultimi anni un forte impulso.

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STORIA.

Dopo esser stato un protettorato britannico,il 9 ottobre 1962 ottiene l’indipendenza: la prima costituzione prevede che alle diverse popolazioni sia accordata una larga autonomia.

Capo di stato è il re del Buganda, uno dei popoli più numerosi del Paese, Sir Edward Mutesa, mentre Milton obote è primo ministro.

Questi, il 2 Marzo 1966, prende d’assalto il palazzo presidenziale e destituisce Sir Edward, autoproclamandosi a capo del Paese.

Cinque anni più tardi, mentre è a Singapore per il vertice del Commonwealth, un nuovo golpe l’allontana dal potere: sono gli anni di Idi Amin Dada che impone una ferrea e sanguinaria dittatura che crolla nel 1979 quando i tanzaniani, reagendo ad una sua aggressione, entrano a Kampala, ponendo fine all’incubo.

Nel 1980, torna presidente Obote che fa uccidere quanti l’han avversato in passato: nel gennaio 1985, nuovo putsch, Tito Olar Okello l’allontana definitivamente dal potere.

Un anno dopo, la svolta: Museveni entra a Kampala alla testa del National Resistance Army (NRA), s’impadronisce dello Stato e inizia a combattere contro l’UPDA e l’esercito di resistenza del Signore che vengon sconfitti.

Nei quarant’anni del suo “regno”, l’Uganda è economicamente rinata: gl’investimenti stranieri son ripresi, la moneta locale, lo scellino, si è stabilizzato.

Occorre ora sperare che il dopo voto non faccia ripiombare questo Paese negli anni cupi dei massacri e delle distruzioni del passato.

PIER LUIGI GIACOMONI