SUD AFRICA

ONDATE DI VIOLENZA XENOFOBA

(16 Ottobre 2026)

PRETORIA. Il Sud Africa è scosso da frequenti ondate di violenza xenofoba: gruppi armati di bastoni, molotov, machete percorrono le townships come Soweto, vicino a Johannesburg, alla ricerca di stranieri da scacciare con la forza.

***

all’OSPEDALE

«In una limpida mattina dello scorso ottobre» narrano John Eligon e Zimasa Matiwane[1] «Nozie Khoza e la sua brigata di sedicenti patrioti si sono appostati all’ingresso di una clinica pubblica di Johannesburg, decisi a modellare il Sud Africa a propria immagine e somiglianza.

Quando il cancello si è aperto alle 7:30, il gruppo ha preteso di controllare i documenti di chiunque cercasse di entrare, affermando che l’accesso sarebbe stato consentito solo ai sudafricani.»

Nessuno di costoro aveva l’autorità per esigere dai pazienti i documenti o pretendere d’espellere i non sudafricani, tuttavia niente li ha fermati.

Il fatto è che tutti i sondaggi d’opinione indicano chiaramente che la maggior parte dei 65 milioni di sudafricani nutre ostilità verso i Gastarbeiter provenienti da molti paesi africani, prevalentemente da Zimbabwe e Malawi con forti presenze di mozambicani, nigeriani e ghanesi (5 milioni in tutto).

Nonostante la mancanza di prove, molti accusano gl’immigrati di tutto ciò che non va: sentimenti diffusi anche in Europa e Stati Uniti, ma qui il grado dello scontro ha raggiunto livelli allarmanti.

***

MOBILI IN STRADA

Un sabato di maggio, narrano ancora i due inviati del New York Times, una cinquantina d’attivisti di March and March, sfila lungo una strada residenziale di Johanesburg: una voce s’è sparsa, dei congolesi occupano abusivamente una casa.

Irrompon nel cortile dell’edificio, dopo aver divelto il cancello, picchian alla porta che poi sfondan: da un corridoio buio escon dei bambini in lacrime.

Son i figli di Sandra e Pierre, due congolesi in regola coi documenti e residenti nel Paese dal 2008: lei esce con in braccio l’ultimo nato che ha solo due mesi di vita.

La coppia ha fin qui mantenuto un basso profilo: niente musica congolese ad alto volume, abbigliamento simile a quello indossato dai locali e poi lavoro, lavoro e ancora lavoro per mantenere gli otto ragazzi nel frattempo venuti al mondo.

Per gli oltranzisti del via agli stranieri nulla conta: i loro mobili e gli altri effetti personali son buttati in strada senza alcun riguardo né pietà.

***

GALASSIA XENOFOBA

Son principalmente due i movimenti che raccolgon il malcontento della popolazione e che sognan l’espulsione dei non sudafricani: March and March e Operation Dudula: attorno a loro agisce una vasta galassia di gruppi minori con orientamenti anche diversi.

«Nel 2025» scrive nigrizia.it[2] «questi gruppi di presunta autodifesa hanno cominciato a bloccare l’accesso a scuole e ospedali pubblici ai migranti che fossero sospettati di essere irregolari, a cui spesso veniva intimato di mostrare i documenti.»

Tra le motivazioni che animano le azioni xenofobe vi sono:

1. la grande disoccupazione: oltre il 30% della popolazione attiva non ha lavoro;
2. le disuguaglianze sociali per cui ad una minoranza d’ultraricchi si contrappone una maggioranza di disperati senza prospettive;
3. gli alti tassi di criminalità che rendon insicure le aree urbane;
4. La dilagante corruzione del governo e delle autorità locali.

In vista poi delle elezioni amministrative in calendario per il 4 Novembre prossimo diversi partiti alimentan la xenofobia convinti di poterne intercettare i voti.

***

ESPULSIONI

«Le autorità di Pretoria» conclude nigrizia.it «intendono inoltre proseguire con le deportazioni di migranti in condizione di irregolarità o dei richiedenti asilo le cui domande sono state respinte in forma definitiva.»

Tra giugno e luglio 2026 quasi 60.000 non sudafricani son stati espulsi, mentre oltre 160.000 se ne sono andati di loro volontà.

Pretoria intende:

A. rafforzare la sorveglianza dei confini;
B. aprire centri d’accoglienza per i rifugiati nei pressi dei punti di ingresso nel paese invece che nelle aree urbane;

Finora son caduti nel vuoto gli appelli alla calma lanciati dal Presidente Cyril Ramaphosa: in realtà i pogrom si succedono e non sembra che il governo sia in grado o desideri bloccarli.

Pare soprattutto che il Sud Africa postapartheid abbia dimenticato i giorni in cui i Paesi vicini ospitavano gli attivisti antisegregazionisti al fine di proteggerli dalla violenza della polizia razzista.

PIER LUIGI GIACOMONI

***

NOTE:

[1] J. Eligon e Z. Matiwane, A Mother’s Crusade to Rid South Africa of African Immigrants, nytimes.com, 21 Luglio 2026;
[2] nigrizia.it, Le proteste anti-migranti che si stanno prendendo il Sudafrica, 12 Ottobre 2026.