ITALIA
PROIBIIRE I CELLULARI
(20 Giugno 2025)
Leggo su La Stampa[1] che «Il Ministro [dell’istruzione e del merito] Giuseppe Valditara ha infine deciso di vietare l’uso dei telefoni cellulari anche nelle scuole superiori, anche per scopi didattici»
Ho lavorato nella scuola italiana 30 anni e so quali norme regolano l’uso del telefono mobile nelle ore di lezione : né i prof. né gli alunni devon tenerlo spento.
Per non correr rischi e non dar adito a discussioni interminabili coi ragazzi tenevo il mio cell. spento per tutta la mattina, fin al termine del mio servizio.
Ora l’accanimento del Ministro mi sembra eccessivo: Valditara ne proibisce l’uso anche per «scopi didattici».
Quindi, niente ricerche sul web, visione di documentari,uso dell’intelligenza artificiale e di tutte le altre enormi risorse che internet mette oggi a disposizione di tutti: spazio dunque solo ai libri, magari un po’impolverati, alle obsolete enciclopedie.
Ricordo le terribili condizioni in cui versava la biblioteca della scuola in cui ho lavorato più a lungo: : libri accatastati l’uno sull’altro, niente catalogo, niente database. Molti volumi eran in condizioni infami e praticamente inutilizzabili.
Ma il provvedimento ministeriale, adottato immagino da uno che possiede decine di cellulari, che suppongo s’avvalga ogni giorno di internet per il suo importantissimo ed imprescindibile lavoro, ha un terribile gusto passatista per non dire reazionario e nostalgico. di cosa? Della buona e vecchia scuola che studiava Dante e Manzoni, ma ignorava la letteratura contemporanea , la storia del Novecento, dove la parola dei professori era indiscutibile e gli alunni dei semplici vuoti da riempire.
Poi, finito il servizio, tutti di nuovo immersi nella contemporaneità: così immagino che i ragazzi, una volta usciti dalle aule, riaccendano i loro smartphone e passino le ore a far ciò che loro interessa ed appassiona di più, con buona pace del ministro Valditara.
Onorevole ministro, non sarebbe stato meglio fare come in Estonia dove, come si legge sempre su La Stampa «i ragazzi sono invitati a usare i cellulari durante le lezioni, e ora occupano i vertici delle classifiche di valutazione (in matematica, valutazione doppia rispetto agli italiani)» o come in Cina dove nelle aule s’insegna a servirsi dell’intelligenza artificiale?
E’ vero, l’Italia non è l’unico Paese in cui si proibisce il mobile a scuola, anche altrove si è presa una decisione simile, sempre per evitare motivi di distrazione durante le lezioni, ma il proibizionismo non è mai stato un buon metodo di governo, mentre l’educare all’uso ha sempre dato risultati migliori.
Solo che bandire qualcosa è un provvedimento d’immediata attuazione e va incontro a quella parte dell’opinione pubblica che ha un ricordo lontano della scuola quando la TV era ancora in bianco e nero e il mondo sembrava meno complesso di oggi, mentre l’educare è un lavoro lento che dà risultati a medio e lungo termine.
Però chi va a scuola oggi vivrà nell’epoca di smartphone sempre più potenti e chi sarà in grado d’avvalersene non solo per chattare sui social ma anche per i propri studi sarà meglio preparato ad affrontare l’intelligenza artificiale sempre più presente e pervasiva.
In un certo senso, anche se poi non se n’è fatto niente, era più aperto al futuro lo slogan berlusconiano delle tre I (iNTERNET, INGLESE, IMPRESA) che le inutili gride manzoniane di questo inutile Ministro del merito.
PIER LUIGI GIACOMONI
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NOTA:
[1] M. Feltri, Strumenti del demonio, lastampa.it, 19 Giugno 2025.
