IL VANGELO DI OGGI

Il tempo

(1 Giugno 2025)

Festa dell’Ascensione: una volta si celebrava di giovedì, a 40 giorni dalla Pasqua: Dal 1977 in Italia è stata spostata alla domenica successiva.

In settimana non son accaduti eventi particolarmente eclatanti: in Ucraina, Gaza e altrove si continua a combattere e a morire, malgrado gli appelli di tanti.

La stessa diplomazia sembra girar a vuoto dovendosi destreggiare tra i diversi estremismi che non lascian spazio alla mediazione.

L’estremismo che sta dilagando nel mondo è probabilmente uno dei responsabili dei disastri prodotti in questi anni dalla politica che rifiuta qualunque tipo di compromesso, per far la pace però occorre mettersi d’accordo, rinunciar a qualcosa in favore del superamento degli odii.

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VANGELO

Luca, Cap. 24, Vv. 46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

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COMMENTO

«In quel tempo…», è un’espressione che si trova spesso all’inizio dei brani evangelici: di che tempo si tratta? Certamente non è né un giorno né un’ora precisa: è un’indicazione vaga che talvolta in alcune pagine diventa più dettagliata.
(si pensi ai vangeli della passione).

Per molti secoli è stata la Chiesa la padrona del tempo: mediante le campane dei monasteri indicava agli uomini il tempo del lavoro e quello della preghiera. Poi nel XIV secolo, cominciando ad affermarsi orologi sempre più precisi, all’altare si sostituì il mondo dell’economia, dei mercati.

Così, prese piede lo slogan «Il tempo è denaro».

Lo scorrer del tempo, intanto, è diventato più rapido: se una volta, perché una notizia arrivasse a destinazione, occorrevan giorni o anche mesi, oggi è possibile seguir un avvenimento, anche agli antipodi, in tempo reale.

Quand’era vivo Gesù, dunque, tutto andava lentissimo, gli spostamenti richiedevan giorni o settimane, eran altamente rischiosi per gli uomini e le merci: il suo stesso messaggio ci mise secoli per diffondersi ed affermarsi: solo nel 313 Costantino emanò l’editto che permetteva ai Cristiani di praticar liberamente la loro fede, dodici anni dopo si riunì il Concilio di Nicea che gettò le basi della dottrina cristiana accettata da molti anche se non da tutti e nel 380 Teodosio la dichiarò religione di Stato.

Gesù di Nazareth avrebbe accettato questa svolta illiberale?

PIER LUIGI GIACOMONI

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NOTA: Con oggi s’interrompe il mio commento del Vangelo domenicale: riprenderà più avanti.