IL VANGELO DI OGGI
Il peso
(15 Giugno 2025)
Festa della Trinità: ai tempi di Bach era una grande solennità e da quel momento scaturiva un percorso nel calendario liturgico che portava direttamente all’Avvento.
Così, abbiamo cantate sia per questa festività che per le domeniche successive numerate come prima domenica dopo, seconda, terza… e via elencando.
Nella settimana che si conclude oggi, è scoppiata una nuova guerra: il 13 giugno, di notte, Israele ha attaccato i siti nucleari dell’Iran, ucciso alcuni alti gradi dell’esercito e dei servizi segreti di Teheran.
Non che mancassero delle avvisaglie che facevan prevedere l’esplosione d’un nuovo conflitto nell’area mediorientale, ma l’evento getta un’ombra d’ulteriore inquietudine sul presente e anche sul futuro.
L’Iran ha reagito inviando missili e droni sulle città israeliane, costringendo la popolazione a rifugiarsi nei sotterranei, ma potrebbero verificarsi nuovi sviluppi ancora più devastanti.
In momenti come questi, la pace sembra un miraggio sempre più irraggiungibile.
***
VANGELO
Giovanni, Cap. 16, Vv. 12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
***
COMMENTO
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso», cioè “non siete abbastanza maturi per comprenderne davvero il senso”.
Quando si è adolescenti a volte si reagisce scompostamente di fronte ad un’affermazione del genere:a seconda dei caratteri si rimane male o si reagisce con rabbia.
Eppure poi crescendo si capisce che quelle parole non son dette per sminuire l’interlocutore, ma per proteggerlo da insegnamenti che potrebbero esser mal interpretati, proprio perché il livello di maturazione raggiunto non è adeguato.
Come in una corsa a tappe, tipo il Giro d’Italia, la vita è un cammino che si sviluppa in diversi momenti e talvolta non è chiara la direzione intrapresa:
può anche succedere che di quando in quando si sbagli strada o si abbian ambizioni sproporzionate alle proprie possibilità e vere attitudini.
Gesù conosce “i suoi polli” e sa cosa posson comprendere e cosa no: dovranno ancora far della strada per arrivare ad avere una comprensione piena e totalizzante del messaggio che il Nazareno ha loro consegnato in anni di peregrinazione su e giù per la Palestina.
Anche la nostra vita è una lunga peregrinazione e solo con l’esperienza riusciamo forse a capire la tridimensionalità dei fatti che ci riguardano e che segnano la nostra esistenza, sia quelli che ci coinvolgono direttamente, sia quelli che avvengono indipendentemente dalla nostra volontà, come ad esempio esser coinvolti in una guerra che non abbiam dichiarato.
PIER LUIGI GIACOMONI
***
NOTA: Da oggi, un po’ a singhiozzo, riprende il commento al Vangelo domenicale.
