IL VANGELO DI OGGI

Il Pater Noster

(27 Luglio 2025)

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO: la settimana segna l’esplodere d’una nuova guerra: Tailandia e Cambogia han iniziato a combattersi il 23 Luglio.

Motivo degli scontri? Questioni di confine risalenti all’epoca coloniale, quando la Cambogia era un possedimento francese e la Tailandia, già Siam, un regno indipendente.

«I cambogiani han violato la nostra sovranità» ha detto un dirigente tai alla BBC.

Fin ad oggi (26 Luglio) son morte quasi venti persone, perloppiù civili, e centomila individui han dovuto lasciar le loro abitazioni.

Non è chiaro se questo conflitto potrà degenerare in vera e propria guerra o se si troverà il modo di spegner quest’ulteriore focolaio.

Negli altri teatri di guerra nulla cambia: a Gaza però è emergenza fame. Secondo alcune testimonianze vi sarebbero quasi un centinaio di morti per denutrizione.

Ciò che deve preoccupare sono almeno tre cose:

1. L’odio: Le Monde rivela che a Sderot sul confine tra Gaza e Israele i giovani si riuniscon per guardar i bombardamenti e godon quando vedon qualcosa esplodere.

2. Tel Aviv nega che nella striscia si muoia di fame e le televisioni israeliane non mostran immagini di persone e bambini sofferenti.

3. Gerusalemme intanto sta pianificando la completa annessione sia di Gaza che della Cisgiordania, al fin di realizzare l’Herez Israel, ossia il grande Israele che va dal Mediterraneo al Giordano: già oggi, più del 70% dei territori occupati nel 1967 è nelle mani dei coloni mandati e incoraggiati dai governi israeliani di tutti i colori.

Dal canto suo, nemmeno Hamas sembra aver tutta sta fretta di concluder il conflitto: in fin dei conti sta vincendo sul piano mediatico e gli ostaggi son ancor in mano sua.

Frattanto la Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha annunciato il riconoscimento dello stato di Palestina: altri potrebber seguire a ruota. Israele e Stati Uniti han reagito con stizza. Donald J. Trump ha detto che Parigi non conta niente e Netanyahu ha accusato Macron, il capo dell’Eliseo, di fomentar la guerra e fiancheggiar Hamas.

Son ovviamente entrambe sparate propagandistiche: Tel Aviv farebbe bene a valutar attentamente il rischio dell’isolamento internazionale.

Al presente, son 146 i Paesi che han riconosciuto la Palestina: tra essi molti Stati del Sud globale, ma anche Spagna, Irlanda, Norvegia e Slovenia.

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VANGELO

Luca, Cap. 11, Vv. 1-13

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse:

«Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro:

«Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro:

«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

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COMMENTO

«Signore, insegnaci a pregare…», da questa richiesta nasce il Pater noster che nella versione di Luca è il seguente:

«Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

Com’è noto, la preghiera forse più famosa del Cristianesimo è stata più volte modificata: l’ultima volta pochi anni fa sotto il pontificato di Francesco (2013 – 2025).

La sua struttura fondamentale è tuttavia immutata:

Nella prima parte vien definito dove sta il Padre;
del Padre che sta nei cieli, poi una serie d’invocazioni:

1. venga il tuo regno,
2. sia fatta la tua volontà;
3. Dacci il pane quotidiano.
4. fa che perdoniamo i peccati degli altri, ma che anche noi non serbiamo rancore verso chi ci ha offeso;
5. non abbandonarci alla tentazione a far il male.

In questo modo, con queste semplici parole, si crea la relazione tra l’esser umano visibile e il dio invisibile: l’uomo chiede aiuto a Dio sia per l’assolvimento delle proprie necessità spirituali, il regno dei cieli, che materiali, il pane quotidiano.

In questa preghiera vi è anche posto per il perdono, la remissione dei debiti, e per la lotta continua tra il bene, rappresentato da Dio e da tutto ciò che di buono sta nell’animo umano, e il male, presente anch’esso nel cuore umano.

Nella storia del Cristianesimo son state inventate centinaia di preghiere e ciascuno ne suo intimo ne può creare al fine d’ottenere dal divino quel sostegno di cui può aver bisogno nei diversi momenti della vita, ma il Pater noster è sicuramente la preghiera più importante, anche perché Gesù stesso l’ha insegnata ai discepoli e tramite loro è giunta fin a noi.

PIER LUIGI GIACOMONI

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NOTA: Il commento al Vangelo si prende un’ulteriore vacanza: tornerà più avanti.