EDITORIALE
ITALIA. PERCHE’ VOTERO’ NO AL REFERENDUM
(19 Febbraio 2026)
ROMA. Fra circa un mese vi sarà in Italia un referendum costituzionale col quale si chiederà ai cittadini se voglion approvare o meno le norme che introducono la separazione delle carriere all’interno della magistratura.
Il testo approvato dalle Camere, tra l’altro piuttosto frettolosamente, creano a mio parere un sistema ancora più contorto rispetto all’attuale perché invece di un solo Consiglio Superiore della Magistratura se ne creano due, più una corte disciplinare che dovrebbe intervenire quando un magistrato viola qualche regola.
I due CSM poi non sarebbero eletti,ma frutto di sorteggi.
Le motivazioni che suggeriscon quest’insieme di norme mi paiono molto deboli:
1. accelerare i processi: perché? In virtù di cosa?
2. creare un giudice terzo, indipendente da accusa e difesa: è già in gran parte così dopo l’approvazione della riforma Cartabia;
3. ridurre la forza delle correnti presenti nella magistratura: solo in virtù del sorteggio?
4. ridurre l’indipendenza della magistratura: per far che cosa?
e’ abbastanza chiaro che queste norme rappresentano un regolamento di conti tra politica e potere giudiziario: i politici temono le inchieste che qua e e là si aprono su condotte illecite, malaffare, mazzette, conflitti d’interesse… così si prova ad intimidirla con la segreta speranza che i giudici si accaniscano contro i poveracci invece di disturbare i colletti bianchi.
Se l’intenzione è davvero quella d’accelerare i processi, il mondo politico, peraltro popolato da ex giudici ed avvocati, dovrebbe stanziare fondi onde colmare le carenze strutturali che vengon denunciate ad ogni piè sospinto.
PIER LUIGI GIACOMONI
