EDITORIALE

ITALIA. IL POPOLO HA DETTO NO

(24 Marzo 2026)

ROMA. COL 53,74% dei voti validi il popolo italiano ha detto no alla bislacca riforma del sistema giudiziario, ideata dal governo Meloni e caldeggiata dal Ministro alla giustizia Carlo Nordio, ex PM a Venezia.

solo tre regioni su 20 han detto sì: Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Nella Provincia autonoma di Bolzano il 39% degli elettori si è recato alle urne: probabilmente la maggioranza di lingua tedesca ha preferito rimanere a casa.

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NO ALL’ARROGANZA

Ora gli esperti ci spiegheranno per quale motivo il popolo, quasi 15 milioni di votanti, si è pronunciato contro la legge Nordio: a mio parere il motivo più vero sta nel rifiuto dell’arroganza con cui i partiti di governo, la stessa Presidente del Consiglio e diversi ministri si son posti dinanzi al pubblico.

E’ apparso evidente che questa coalizione voleva regolare una volta per tutte dei conti aperti con la magistratura, in particolare i PM, per intimidirla, bloccare inchieste scomode, svelare relazioni impresentabili con affaristi, faccendieri e mafiosi.

Sostenere che il terzo potere dello Stato è come un “plotone d’esecuzione”, accusarlo di liberare spacciatori e stupratori, scagliarcisi contro perché toglie ad una famiglia i bambini,quando esistono norme sulla patria potestà è apparso ai più eccessivo.

Per di più, da quando il governo è in carica (2022) son state create una cinquantina di nuove fattispecie di reato che ovviamente spetta alla magistratura colpire, disponendo, come ha detto di recente Nicola Gratteri, di risorse insufficienti.

Così, come nel 2006 e nel ’16 il popolo ha detto no, mettendo ancora una volta a nudo la distanza che separa il paese legale da quello reale.

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GRANDE PARTECIPAZIONE

Allo scrutinio ha partecipato quasi il 60% del corpo elettorale, dimostrando che quando un tema appassiona, la gente torna a votare: ormai da anni la flessione dell’affluenza pareva inarrestabile.

Alle varie elezioni d’ogni ordine e grado la maggioranza s’asteneva. Stavolta no e pare che tra i votanti ci siano anche molti giovani che di solito si tengon lontani dai seggi.

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SCHIAFFO AL GOVERNO

L’esito di questa votazione è uno schiaffo dato in faccia a Meloni e al suo governo a cui rimane poco più d’un anno di vita: certo, la coalizione ha vinto in questo quadriennio un sacco di elezioni locali e sembra difficile che possa perdere il potere se non vi sarà una coalizione di pari forza che possa scalzarla da Palazzo Chigi.

Però ora è arrivato un ceffone forte da 15 milioni di persone che non ne possono più d’un esecutivo che in questi anni non ha combinato nulla.

PIER LUIGI GIACOMONI