CHI SONO I RIFUGIATI
(3 settembre 2016)

ROMA. «Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese,
non gli farete torto. Il forestiero dimorante fra di voi lo
tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l’amerai come te
stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese
d’Egitto.»
(Levitico, cap. 19).

Da questa frase, che compare diverse volte nel testo biblico è derivata tutta la normativa nazionale ed internazionale sui rifugiati.

chi è il rifugiato? E’ colui che scappa da una situazione di oppressione o di violenza e cerca la salvezza in un altro luogo. La sua condizione giuridica è diversa da quella del migrante, che comunque dev’essere tutelato da una serie di angherie e sfruttamenti.

Il rifugiato è protetto proprio perché la sua condizione è quella di una persona che, se rimanesse nel Paese di cui è nativo, rischierebbe di perdervi la vita.

Fermo restando che il rifugiato ha diritto d’esser accolto altrove, è ovvio che il carico determinato dal flusso dei profughi non deve ricadere completamente su alcuni Paesi , lasciandone esenti altri.

L’isteria con cui si sta affrontando il problema dei rifugiati siriani con Paesi che costruiscono muri e reticolati dimostra come il mondo “civile” abbia ormai dimenticato le tragedie del Novecento che spinsero milioni di uomini a chiedere asilo ad altri Paesi.

Ad esempio, negli anni della “guerra fredda” quanti polacchi, cecoslovacchi (allora erano uniti in un unico stato) ed ungheresi chiesero asilo politico per sfuggire alla brutale repressione delle polizie politiche dell’Est?
Quante migliaia di persone trascorsero anni di detenzione nei campi di concentramento allestiti nelle “democrazie popolari” perché erano visti in un modo o nell’altro come dei nemici dei regimi dominanti?
Quanti giovani e meno giovani tentarono d’uscire dalla DDR, rischiando d’essere ammazzati dai Vopos?

Ecco, allora, che colpisce negativamente l’atteggiamento di molti governi, che talvolta vogliono anche dar lezioni di corretta e scrupolosa applicazione delle regole in campo economico, che però si rifiutano d’applicare molte regole comuni sui rifugiati perché temono contraccolpi elettorali a favore di partiti d’estrema destra decisamente xenofobi.

PIERLUIGI GIACOMONI