AFRICA
GUINEA E CENTRAFRICA ELEGGON IL PRESIDENTE, LA COSTA D’AVORIO IL PARLAMENTO
(7 Gennaio 2026)
Fine d’anno elettorale in tre Paesi africani:
• in guinea, Mmadi Dounbouya è di nuovo Presidente della Repubblica con l’86,7% dei voti;
• nella Repubblica Centrafricana, confermato Faustin-Archange touadéra col 76,15%;
• in costa d’Avorio, dopo le presidenziali d’ottobre, Alassane Ouattara ha ottenuto il pieno controllo dell’Assemblea Nazionale: 197 seggi su 250 son andati al suo partito il Rassemblement Houphoouetiste Démocratique Populaire (RHDP), lasciando le briciole agli altri schieramenti.
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SITUAZIONI DIVERSE
GUINEA CONAKRY
La Guinea è dal 5 Settembre 2021 gestita da una giunta militare salita al potere con un golpe incruento messo a segno contro l’anziano Presidente Alpha Condé al centro di molte contestazioni per la sua volontà di correre per un terzo mandato.
Mamadi Doumbouya, 41 anni, presto si è profilato come l'”uomo forte” e già da più d’un anno si sapeva che avrebbe ambito alla massima carica.
A tal fine aveva messo in piedi una campagna propagandistica che è giunta fin al giorno del voto.
Diversamente dagli altri leader saliti al potere con la forza negli ultimi anni nell’Africa occidentale, non aveva rotto le relazioni con la Francia e con l’ECOWAS: atteggiamento che gli ha permesso di non esser troppo isolato nel contesto regionale.
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REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Faustin-Archange Touadéra, 68 anni, dopo aver ottenuto nel 2023 una nuova costituzione che gli ha permesso di ricandidarsi, ha facilmente vinto lo scrutinio del 28 Dicembre 2025.
Nella stessa circostanza i cittadini han rinnovato l’Assemblea nazionale e i poteri locali in un contesto di guerriglia più o meno permanente.
Il Capo di Stato, per esempio, ha affidato la tutela della sua incolumità ai mercenari dell’Afrika Corps, già società Wagner, e nel territorio operano anche soldati ruandesi inviati nell’ambito d’una missione internazionale volta a contenere l’espansionismo del jihadismo e di altre milizie locali.
Malgrado tutto ciò la consultazione elettorale sembra si sia svolta nell’ordine e nella calma: naturalmente gli oppositori parlano di brogli.
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COSTA D’AVORIO
Come detto le legislative in Costa d’Avorio sono state il logico seguito delle presidenziali: il RHDP ha conseguito una maggioranza schiacciante cosa che permetterà all’83enne alassane Ouattara di governare tranquillamente per tutto il mandato quinquennale.
L’esito di queste elezioni, tenutesi il 27 dicembre, non ha fatto quasi notizia anche perché alcune forze d’opposizione, come lo schieramento di Laurent Gbagbo, presidente dal 2002 al 2011, ha boicottato il voto, favorendo in questo modo la forza politica di governo.
La Costa d’Avorio rappresenta nell’Africa occidentale uno dei pilastri della politica occidentale nella regione e un fattore di stabilità in un’area però dove operano in Paesi molto vicini diversi movimenti jihadisti che puntano alla fondazione d’uno stato islamico che dal Sahel arrivi al Golfo di Guinea.
PIER LUIGI GIACOMONI
