CROAZIA

TORNA LA NAJA
(17 Marzo 2026)

ZAGABRIA. Il 9 marzo un grupppo di giovani croatI è entrato in caserma per un periodo di due mesi d’addestramento: torna dunque la naja, soppressa per legge nel 2008, ma ripristinata ad ottobre.

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LE CIFRE

Le nuove reclute ammontan complessivamente ad 800 persone, di cui 446 volontari, comprese 82 donne.

La coscrizione durerà due mesi in cui le reclute dovranno partecipare a training scelta:

1. insegnamento di tattiche militari;
2. prove di sopravvivenza ed autodifesa;
3. uso di droni;
4. addestramento al tiro al poligono;

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PROMESSE

Ai neosoldati dovrebbero esser versati 1.100 euro mensili netti di stipendio, nonché facilitazioni nelle assunzioni nella Pubblica Amministrazione.

I due mesi di servizio militare saran inoltre conteggiati nel curriculum del lavoratore e ne agevolerà il pensionamento.

A fine servizio, chi tornerà alla vita civile sarà comunque considerato parte della riserva e potrà esser chiamato nuovamente sotto le armi per periodi d’addestramento.

Se poi qualcuno vorrà intraprender la carriera militare sarà il benvenuto.

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OBIEZIONE DI COSCIENZA

Al momento son dieci gl’individui che si son avvalsi di quest’opportunità: la loro ferma dura di più, 3-4 mesi da trascorrere presso le amministrazioni locali o la protezione civile.

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“LA TUA SCELTA”

L’ingresso degli 800 in tre caserme è stato preceduto da una campagna condotta dal Ministero croato per la difesa intitolato «La tua scelta»: temeljno vojno osposobljavanje (TVO).

Con spot apparsi sui media nazionali si è cercato di convincere i giovani ad accettare la nuova realtà: d’ora in poi, Ogni anno i maggiorenni saranno iscritti negli elenchi di leva nei vari distretti regionali. Quando la riforma sarà  a pieno regime, complessivamente 4.000 ragazzi, tra 19 e 30 anni, verran chiamati alle armi in cinque scaglioni.

L’obiettivo, dice il Ministro per la difesa Ivan Anusić, non è quello di mandar i soldati in guerra, «bensì d’avviare un processo per fornire una serie di conoscenze» e per «preparare alla vita e a come comportarsi in situazioni di crisi».

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NELLA NATO

In ambito NATO la leva obbligatoria al momento è in vigore anche IN Grecia, Turchia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lettonia e Lituania. A questi, fuori dall’alleanza atlantica, dovrebbe presto aggiungersi la Serbia.

Altri Paesi stan considerando misure che incoraggino i giovani a fare un periodo sotto le armi: tra questi vi è la Germania che tuttavia si muove coi piedi di piombo.

Altrove si tende a lasciare le cose come stanno tenuto conto degli alti costi che ha il mantenimento d’un esercito di leva: la Croazia prevede di spendere ogni anno circa 23 milioni per mantenere sotto le armi una parte dei propri giovani sia uomini che donne.

PIER LUIGI GIACOMONI