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UNA BUONA NOTIZIA: CACCIATO DALLA MATURITA’ PRESIDENTE RAZZISTA ED OMOFOBO.

Giugno 12, 2019 • Pierluigi Giacomoni

UNA BUONA NOTIZIA: CACCIATO DALLA MATURITA’ PRESIDENTE RAZZISTA ED OMOFOBO.
(12 Giugno 2019)

PAVIA. Una buona notizia: il Professor Carlo Gallarati non presiederà la commissione d’esame al Liceo scientifico

«Copernico» perché è razzista ed omofobo.

L’hanno dimostrato al di là d’ogni ragionevole dubbio gli studenti, presentando al Preside un dossier contenente le

affermazioni che il Gallarati ha lasciato scritte su Twitter.

In esse, trapela l’odio verso il nero, il migrante, l’omosessuale, insomma tutto il repertorio del più bieco e

rivoltante razzismo, corredato anche da una buona dose d’omofobia.

Di conseguenza, riferisce la stampa, anche gl’insegnanti sono insorti ed hanno chiesto, ottenendola, la rimozione

del candidato presidente di commissione.

L’iniziativa è stata assunta dai ragazzi che, saputo il nome del commissario esterno, hanno cercato in rete notizie

su di lui: la ricerca ha fruttato un florilegio di frasi che lasciano interdetti per la loro volgarità e brutalità.

Insomma, un esempio negativo e loro hanno reagito, tanto più che la quinta I ed L sono frequentate da giovani che

provenendo dai quattro angoli del mondo, temevano, non infondatamente, che il giudizio nei loro confronti sarebbe

stato condizionato da pesanti preconcetti.

Per una volta, sono stati gli studenti a dare una lezione a chi avrebbe dovuto giudicarli: «Se questo è un

commissario – commenta la senatrice  a vita Liliana Segre, reduce del campo di sterminio di Auschwitz –

figuriamoci. Il mio ddl contro l’hate speech è la risposta  a un clima intollerabile.»

***

I PRECEDENTI.

Nella scuola non sono mancati in questi anni esempi disgustosi di insegnanti che offendevano pesantemente gli

studenti o per la loro origine etnica o per la loro condizione di disabilità: anni fa ci fu il prof. che voleva

gettare dalla rupe Tarpea gli handicappati, mentre diverse maestre hanno insultato alunni di colore. solo poche

settimane fa un supplente si rese famoso per aver additato al pubblico ludibrio d’una classe elementare un bambino

nero definito «brutto».

Il tutto s’inscrive in un clima d’intolleranza che pervade tutta la nostra società e che viene aizzato da alcuni

leader politici, ma che trova anche facile esca nel rancore e risentimento collettivo di chi si sente in qualche

misura danneggiato dai cambiamenti in atto.

La reazione della comunità scolastica di Pavia, innescata dall’insurrezione dei ragazzi, è un segno che nella

nostra società, così intossicata da sentimenti d’odio, c’è ancora qualcuno che dice no. La scuola non è solo un

luogo dove s’apprendono nozioni più o meno utili, ma è anche una comunità educativa dove s’impara a vivere insieme

agli altri, facendo delle differenze un valore, una ricchezza, un elemento di progresso per l’oggi ed il domani. Il

bieco razzismo, la disgustosa omofobia, gl’insulti volgari che si ritrovano sui media sociali non vi dovrebbero

avere diritto di cittadinanza e i prof. che li esprimono dovrebbero esser esclusi da incarichi di responsabilità

come valutare l’idoneità di alunni di qualsiasi origine ed orientamento.

PIER LUIGI GIACOMONI

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