CANADA

CARNEY VINCE LE ELEZIONI, L’ALBERTA VUOL ANDARSENE

(31 Maggio 2025)

OTTAWA. Il Canada, che per Trump dovrebbe diventare il 51° stato degli USA, ha rinnovato il mandato ai liberali guidati da Mark Carney, nelle elezioni federali del 28 Aprile, ma nella provincia occidentale dell’Alberta serpeggia un forte sentimento separatista.

All’indomani del voto nazionale, che ha chiuso le porte in faccia al leader conservatore Pierre Poilièvre, tra l’altro non rieletto ai Comuni di Ottawa, la premier di Calgary, Danielle Smith, molto trumpiana, ha proposto al parlamento provinciale un disegno di legge che riduce il numero delle firme necessarie per chieder un referendum sull’autodeterminazione ed allunga i termini per depositarle.

E’ evidente il tentativo dell’amministrazione locale di premere su quella federale per ottener qualcosa in cambio.

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I RISULTATI

Le elezioni federali del 28 aprile, indette in anticipo sulla scadenza naturale del mandato, eran state convocate da Mark Carney subito dopo aver preso il posto di Justin Trudeau come leader liberale. La speranza, rivelatasi poi corretta, era che gli elettori avrebbero dato fiducia alla nuova leadership.

Alla prova dei fatti i liberali han conseguito la maggioranza relativa in parlamento (169 seggi su 343) e Carney ha potuto formare un gabinetto di minoranza che proverà a far approvare le proprie proposte col sostegno anche delle forze minori come il New Democratic Party (23 seggi) o il Partie Québecois (7 seggi).

Escon sconfitti dalle urne i conservatori che raccolgono 144 mandati: solo pochi mesi fa i sondaggi attribuivan loro un notevole vantaggio sul partito di governo, ma le sparate di Trump su una possibile annessione americana del Canada e l’acquiescenza dei tories locali alle pretese del tycoon han scavato sotto di loro un fossato che non è stato colmmato.

Quindi, non cambia niente ad Ottawa per altri quattro anni ma il nuovo Premier è un tecnico che ha passato la vita a diriger grandi banche centrali, in Canada e a Londra, e solo di recente si è dato alla politica.

Il 27 Maggio, Re Carlo III, Capo di stato canadese oltre che sovrano britannico aprendo i lavori del parlamento di Ottawa ha ribadito lo stretto legame che unisce i due Stati fin dal 1867 quando Londra concesse l’autogoverno al grande paese nordamericano.

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L’ALBERTA VUOL L’INDIPENDENZA

Secondo il New York Times, la nuova affermazione dei liberali ha rivitalizzato l’anelito indipendentista nella provincia di Alberta, situata nel Canada occidentale.

Con una superficie d’oltre 661 mila chilometri quadrati, abitata da quasi 5 milioni di persone, l’Alberta si ritiene discriminata dal governo centrale soprattutto a seguito dell’introduzione dei programmi di conversione energetica che mirano ad abbandonare progressivamente i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili: infatti, da Calgary e dintorni provengon grandi quantità di petrolio e gas che vengon consumati sia in loco che esportati.

Una parte degli albertani, così, vorrebbe staccarsi dal Canada per poter tutelare meglio i propri interessi: recenti sondaggi indican che il 30% della popolazione è dichiaratamente separatista.

Non è la prima volta che in Canada una delle 12 province vuol andarsene: negli anni 80 e 90 del Novecento fu il Québec, regione francofona, a rivendicar l’indipendenza: nel ’95 un referendum fu perso dai secessionisti per pochi voti.

Ora il vento separatista spira in Alberta, roccaforte conservatrice: probabilmente il nuovo governo insediatosi ad ottawa dovrà attenuare il proprio credo ecologista per venir incontro alle rivendicazioni d’un territorio importante.

Mark Carney, che la stampa italiana ha ribattezzato il Draghi canadese, pare esser la persona giusta: pragmatico e centrista potrebbe trovar la strada giusta per evitar la separazione d’una provincia fondamentale per l’economia del gigante nordamericano.

PIER LUIGI GIACOMONI