ZIMBABWE. SOTTOSVILUPPO VUOL DIRE MORTE
(20 Febbraio 2019)

HARARE.

Sottosviluppo vuol dire morte: morte per malattie che sarebbero perfettamente curabili, morte per incidenti che da noi non provocherebbero nemmeno una vittima, morte per lavorare illegalmente in una miniera chiusa da tempo, ma tenuta aperta ugualmente per estrarne oro o altri minerali.

E’ quanto accaduto nei giorni scorsi nello Zimbabwe dove, secondo alcune fonti, almeno 60 minatori sono stati inghiottiti da una serie di slavine mentre lavoravano in una miniera d’oro illegale. L’incidente è avvenuto nella notte del 12 febbraio scorso, nel distretto di Battlefields, (Mashonaland West), quando la parete di una diga nelle vicinanze è crollata per le forti piogge e l’acqua ha inondato le gallerie. Nelle miniere di Silver Moon e Cricket, situate a Kadoma, circa 140 chilometri a sud ovest della capitale Harare c’erano una settantina di minatori che lavoravano.

Le due miniere, di proprietà del gruppo RioZim, che hanno tre pozzi collegati a circa 230 metri di profondità con diverse gallerie, sono dismesse da tempo ma vengono sfruttate abusivamente da imprenditori senza scrupoli che assumono in nero lavoratori disoccupati e li fanno lavorare senza le necessarie tutele per la loro sicurezza. anche se i soccorsi sono riusciti ad estrarre vivi dal sottosuolo nove operai, nelle gallerie vi sarebbero ancora fino a 70 persone.

Il Presidente della Repubblica Emmerson Mnangagwa ha proclamato la tragedia «disastro di Stato», perciò i congiunti delle vittime riceveranno un aiuto per seppellire i loro cari.

Rimane invece irrisolto il problema delle miniere illegali che sfuggono al controllo delle autorità o per incuria o per corruzione.

Lo Zimbabwe è ricco di risorse minerarie, tra cui platino, diamanti, oro, carbone e rame, estratti anche illegalmente in miniere che operano senza le necessarie tutele. gli operai sono malpagati e si sobbarcano turni massacranti, come accadeva in Europa nell’Ottocento. per di più, quando acadono queste tragedie, non essendovi nel Paese macchine per il movimento terra, in grado di smuovere grandi quantità di detriti, i soccorritori devono scavare quasi a mani nude o con mezzi rudimentali.

Peraltro, lo Zimbabwe, secondo stime del 2018,  immette sul mercato mondiale circa 33 tonnellate d’oro, di queste il 60% è estratto illegalmente.

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SOTTOSVILUPPO VUOL DIRE MORTE.

l’espressione “sottosviluppo” indica, quindi, un complesso di cose: oltre alle guerre endemiche che spesso lacerano le nazioni africane affette da questo fenomeno, si deve includere anche il prepotere di ristrette oligarchie che sfruttano il popolo con metodologie che l’Europa ha conosciuto decenni fa, la carenza di farmaci per curare patologie che spesso richiederebbero anche piccoli investimenti, l’indisponibilità di misure di sicurezza per proteggere da infortuni, incendi, incidenti stradali, disastri naturali, un grave impoverimento economico, uno stato di cronica crisi economica che induce all’illegalità ed allo sfruttamento dissennato dell’ambiente e delle persone.

Sottosviluppo, quindi, vuol dire morrte anche prematura, trovata sommersi da una slavina, mentre si lavora duramente per guadagnare qualche soldo per mantenere la famiglia, vuol dire vivere nell’ignoranza e sotto un regime di sopraffazione.

Aiutare l’Africa ad uscire dal suo sottosviluppo diviene sempre più urgente per salvare la vita di tante persone, dare loro opportunità di lavoro ed emancipazione nel posto in cui sono nati, liberarli dalle tante forme d’oppressione che li schiacciano: invece di tagliare i fondi per la cooperazione i Paesi ricchi, ad esempio, gli Stati europei che respingono i rifugiati economici, dovrebbero fare grandi sforzi per far uscire il Continente più povero del mondo dal suo sottosviluppo. E’ questa l’unica strategia di lungo periodo capace di risolvere il problema della migrazione ritenuta incontrollata.

PIER LUIGI GIACOMONI