UN’ABORIGENA DEPUTATA A CANBERRA
(4 Settembre 2016)

CANBERRA. Il 31 agosto scorso al Parlamento australiano è accaduto un evento inedito: Linda Burney, la prima donna aborigena della storia ad essere eletta alla Camera dei Rappresentanti, ha tenuto il suo discorso inaugurale.

L’ex insegnante, militante del Partito Laburista, si era imposta nel seggio di Barton, nello stato del Nuovo Galles del Sud, in occasione delle elezioni del 2 luglio scorso.

Prendendo la parola, ha ricordato la condizione di discriminazione che il suo popolo vive da quando i bianchi occuparono, a fine Settecento, l’isola-continente:

«Sono nata in un’epoca in cui il governo australiano sapeva quante erano le pecore presenti nel Paese, ma non quanti fossero gli aborigeni. Nei miei primi dieci anni di vita sono stata una non-cittadina. Immaginate una ragazzina di 13 anni che a scuola sente parlare della sua gente come dell’anello di congiunzione con l’età della pietra. Mi dicevano che per via dei limiti della mia razza non avrei mai raggiunto i risultati degli altri bambini».

Nel frattempo molte cose sono cambiate: nel 1967 fu concessa anche agli aborigeni la nazionalità australiana e furono perciò ammessi al diritto di voto.

Successivamente, furono possibili i matrimoni misti: il 74% degli aborigeni è sposato con una persona di altre radici. Burney è stata eletta nel collegio di Barton, uno dei più multietnici del Paese. Per oltre un decennio ha fatto politica nel NSW, dove vivono quasi 150 mila degli oltre 517 mila aborigeni australiani.

«In quest’aula cercherò di essere gentile. Ma sfoggerò anche lo spirito combattente del mio popolo».
promettendo, perciò, di battersi per l’uguaglianza senza per questo restare imprigionata negli stereotipi e denunciando l’«approccio paternalistico» spesso usato quando si tratta di «aboriginal affairs».

Su 150 deputati, ora l’Australia ha due rappresentanti aborigeni. Prima un uomo. Adesso anche una donna. Kenneth Wyatt, originario di Perth, è in Parlamento dal 2010 (coalizione di centro-destra). Burney è all’opposizione.

Nel suo intervento, la deputata ha ricordato che gli indigeni soffrono di povertà e malattie in percentuali molto più alte della media; ha denunciato i tentativi di alcune componenti della maggioranza liberalnazionalista di «annacquare» la legge sulla Discriminazione Razziale; ha spronato i giovani a non rassegnarsi: «Se io sono qui, vuol dire che tutti possono farcela. Non permettete a nessuno di dirvi che ci sono limiti nella vostra vita».

L’ex «bambina dell’età della pietra» nel suo discorso ha ricordato due aborigeni, Nangar e John, che nel 1927 dalla Brungle Mission (dove è cresciuto suo padre) camminarono una settimana per vedere l’inaugurazione del nuovo Parlamento: la polizia li voleva allontanare, ma la folla insorse: Nangar e John rimasero come spettatori, nel luogo dove, quasi 90 anni dopo, una loro discendente è entrata dalla porta principale. Per la prima volta.

Per il suo primo intervento, c’è stato uno strappo al protocollo: nella galleria del pubblico, tra le donne con il manto in pelle di canguro, un’amica di Linda ha potuto intonare una canzone in Wiradjuri, la lingua madre di Linda.

PIER LUIGI GIACOMONI