SCOPERTO ENNESIMO TRAFFICO DI RIFIUTI DALL’ITALIA ALL’AFRICA
(24 Gennaio 2020)

PERUGIA. L’Africa utilizzata come una discarica. non è una novità. Da decenni, se non da secoli, l’Europa, il mondo industrializzato, utilizza il continente nero come se fosse un luogo dove prelevare risorse, umane e materiali, e scaricarne i rifiuti, cioè ciò che non si vuole più o che qui è illegale eliminare.

Così, si apprende che sette persone, nel frattempo arrestate, “Rigeneravano” pannelli fotovoltaici, ritirati come rifiuti speciali, dismessi da numerosi parchi solari sul territorio nazionale per poi munirli di documenti falsi e rivenderli in Africa.

«A smantellare quella che gli investigatori ritengono una associazione per delinquere scrive Avvenire – un’operazione dei carabinieri del Noe di Perugia, coadiuvati dagli altri reparti di tutto il territorio nazionale. Nei confronti di altre 17 persone sono state messe misure interdittive, mentre sono 71 quelle denunciate e 12 le aziende del settore recupero rifiuti sottoposte a sequestro, per un valore di circa 40 milioni di euro.»

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AMBIENTALISTI A CASA NOSTRA, ANTIECOLOGICI A CASA ALTRUI.

Ecco qua: noi vogliamo essere sempre più ecologici, rispettosi dell’ambiente, ci battiamo affinchè l’aria, l’acqua, la natura siano tutelate; da quando c’è in giro Greta Thunberg tutti promettono attenzione all’ecologia e lotta al riscaldamento globale, però quando c’è da disfarsi di un rifiuto c’è qualcuno che decide di riversarlo in una “terra dei fuochi” o, come è stato rivelato pochi giorni fa al TG3, in un lago, che si trova in provincia di Caserta, le cui acque sono letteralmente infestate di scorie maleodoranti.

Chiunque sia stato in Africa, sa che nelle città circolano autoveicoli altamente inquinanti,magari si tratta di mezzi “rigenerati” alla bell’e meglio e inviati dall’Europa. si tratta sovente anche di veicoli poco sicuri, facili a rompersi, che causano incidenti con tragiche conseguenze.

Ci siamo stupiti poche settimane fa nel leggere che a New Delhi (India) c’è un livello pauroso d’inquinamento dell’aria al punto che le autorità hanno dovuto chiudere le scuole. Vicende analoghe si verificano anche ad Abidjan
(costa d’Avorio), Lagos (Nigeria), Nairobi (Kenya) ed in altre megalopoli africane.

Se vogliamo davvero salvare il pianeta Terra e vincere la sfida del riscaldamento globale dobbiamo anche fare in modo che l’Africa non sia più la discarica di ciò che non vogliamo più.

PIER LUIGI GIACOMONI