SARDEGNA. I GRETA BOYS RIPULISCONO IL MARE
(26 Agosto 2019)

GOLFO ARANCI. «Se vuoi cambiare il mondo – dice uno slogan – pensa globalmente ed agisci localmente.» Cinque

ragazzini hanno messo in pratica la massima ed hanno utilizzato le loro vacanze al mare per ripulirlo dai rifiuti:

bottigliette, lattine, tubi, occhiali, li hanno assemblati in sacchi per la raccolta differenziata e li hanno

sistemati al posto giusto.

Questi Greta Boys, che a scuola studiano gli effetti del cambiamento climatico hanno voluto dare un contributo alla

ripulitura d’un tratto di mare, immergendosi in apnea in una zona dove i fondali hanno una profondità tra i 3 e i 6

metri, per raccogliere almeno una parte di ciò che altri esseri umani gettano senza scrupoli.

Una volta, qualcosa di simile facevano i ragazzini di Ceylon che si calavano in acque profonde per catturare

ostriche, sperando di trovarvi perle: era un mestiere durissimo,pagato pochissimo e che non di rado si concludeva

con la morte precoce dei pescatori.

Ma questi ragazzi sono forti,  ben nutriti, che praticano sport e che svolgono quest’opera per passione, come forma

di volontariato per la salvaguardia dell’ambiente.

***

I FATTI.

Nato come un gioco tra amici, si pesca una bottiglia dal fondale e poi la si rigetta in mare, si è rapidamente

trasformata presto in una cosa seria.

«quando abbiamo trovato la prima – hanno raccontato i ragazzi – la lanciavamo e la andavamo a riprendere a nuoto.

Poi ci siamo accorti che nel mare ce n’erano altre e allora abbiamo cominciato a raccoglierle una per una e a

metterle sul nostro sup, il surf con la pagaia. Ma non c’erano solo le bottiglie: c’erano lattine, occhiali, tubi,

barattoli, cime consumate dal sale, pezzi di legno rovinati con la vernice, diversi oggetti di plastica. Così

abbiamo preso pure quelli e con un po’ di pazienza, sempre divertendoci, abbiamo riportato tutto sul pontile, dove

abbiamo smistato i rifiuti nei bidoni della differenziata”.»

«A scuola – aggiungono – abbiamo fatto un lavoro importante sul riscaldamento globale: siamo orgogliosi perché

abbiamo dato il nostro contributo a salvare il pianeta».

***

L’IMPEGNO DEI GIOVANI.

Già, salvare il pianeta: è un’aspirazione che hanno tutti i giovani, soprattutto se trovano un motivo per

impegnarsi. Se Greta Thunberg, la ragazza svedese di 16 anni, che da un anno sta conducendo una campagna perché i

governi s’impegnino per lottare contro gli effetti del cambiamento climatico,ha un merito è quello d’aver dato ai

giovani un motivo per impegnarsi. negli anni Settanta, quando impazzavano le ideologie, i ragazzi volevano fare la

rivoluzione, cambiare completamente la società, renderla più giusta. Purtroppo il loro impegno cozzò contro la

durezza dei tempi contrassegnati dagli effetti devastanti del terrorismo. Dopo il 1977, che forse aveva segnato un

vertice con movimenti spontanei nelle scuole e nelle università, venne il riflusso nel privato, l’edonismo

reganiano e molto altro ancora. Certo non mancarono momenti di protesta giovanile, la Pantera, l’Onda, ma furono

fiammate effimere che si spensero in poche settimane.

Ora, i ragazzi nati dopo il Duemila, detti Millennials, sembrano coinvolti dalle richieste insistenti di Greta:

fate presto, dice lei ai politici, il clima sta cambiando rapidamente, non si può più aspettare.

Il mondo scientifico, in questo senso, conferma: ci sono segnali evidenti d’un’accelerazione dei fenomeni di

riscaldamento soprattutto ai poli e nelle aree tropicali, mentre anche nelle zone temperate si accentuano i

fenomeni estremi con ondate abnormi di caldo ed altrettanto sproporzionati eventi tempestosi.

Molti media, sensibili ai movimenti di massa, danno fiato alle proteste sull’inazione dei governi e sui disastri

ambientali in atto su tutto il pianeta.

Certo, Greta si è beccata gli insulti scomposti di coloro che vogliono che tutto rimanga com’è, ma la questione del

futuro della Terra è ormai all’ordine del giorno dei grandi meeting internazionali e presto o tardi,volenti o

nolenti, i potenti dovranno tenere conto del parere di una massa crescente di persone preoccupate per le evidenti

stranezze del clima.

Se dai movimenti degli anni Settanta sono nati e cresciuti giovani che poi si sono impegnati in politica, anche dai

Greta Boys, quali che siano gli esiti che la protesta in atto produrrà, può nascere, e sinceramente ce l’auguriamo,

una generazione di ragazzi impegnata in politica e nella società per rendere l’na e l’altra migliori di ciò che

sono.

PIER LUIGI GIACOMONI