SAN DONATO. UN MENU’ AGRODOLCE: UN PESTAGGIO ED UNA TRUFFA MANCATA
(3 Maggio 2017)

SAN DONATO (BO). La cronaca di questi giorni ci propone un menù dal sapore agrodolce: in pochi giorni sono avvenuti un pestaggio ed una truffa, fortunatamente mancata.
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Il pestaggio. Il 30 aprile scorso, alle tre e mezza del mattino un uomo d’una quarantina d’anni, sta passeggiando in piazza Spadolini quand’è avvicinato da un gruppo di giovani che gli chiedono, probabilmente per attaccar discorso, se ha una sigaretta.

L’uomo, però, non fuma per cui non ne può offrire: allora, uno dei ragazzi lo schiaffeggia ed un altro gli dà un forte colpo alla nuca.

Il malcapitato cade e quelli continuano a picchiarlo, a dargli calci. qualcuno gli fruga nelle tasche per portargli via ciò che ha con sé.

Bottino della rapina: 40 euro ed un telefonino di modesto valore.

Fortunatamente, malgrado l’ora qualcuno chiama il 112 e l’ambulanza: quando i carabinieri arrivano della banda non c’è più traccia.

L’uomo, comunque, è soccorso e trasportato all’ospedale: i medici gli diagnosticano una frattura alla caviglia e un lieve trauma cranico.

Prognosi: 40 giorni.

Secondo un amico dell’aggredito che ha riferito alla stampa i fatti, sarà difficile individuare i malfattori perché alcuni di loro avevano il viso coperto.
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la truffa mancata. L’altro episodio si è verificato ieri 2 maggio in via San Donato.

Un giovane vuole raggirare un anziano con la classica tecnica dello specchietto retrovisore danneggiato, dopo aver simulato un incidente, ma l’intervento d’un poliziotto fuori servizio fa saltare il piano.

L’agente di Pubblica Sicurezza nota che un signore anziano discute animatamente con un giovane, mentre stanno in piedi nei pressi delle loro rispettive auto: si avvicina anche lui per capire che cosa sta succedendo ed, inopinatamente, il ragazzo si allontana a bordo della sua macchina, sperando che nessuno ne rilevi la targa.

Stando al racconto successivamente fatto dall’anziano, un uomo di 83 anni, risulta che il giovanotto voleva dei soldi perché, a suo dire, l’ultraottantenne aveva rotto il suo specchietto retrovisore, lato guida, con una manovra azzardata.

Da alcuni accertamenti effettuati successivamente, è risultato che l’auto guidata dall’estorsore potrebbe essere già stata utilizzata in altre truffe dello stesso tipo.
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«ehi, mi hai rotto lo specchietto!». questo tipo di truffa è stato ideato alcuni anni fa ed un video delle iene disponibile sul web spiega come funziona:

1. Il truffatore ed un suo amico, che sarà il suo complice, rompono uno specchietto retrovisore lato guida e lo montano sulla loro macchina.

2. Poi parcheggiano l’automobile in una via stretta in attesa che passi uno da truffare.

3. Identificata la vittima le si intima di fermarsi: il truffatore scende ed accusa il malcapitato d’avergli rotto lo specchietto lato guida.

4. Mentre i due discutono, il complice chiude lo specchietto lato passeggero in modo da dimostrare che c’è stato uno scontro.

5. Quando il truffato si offre di firmare la Constatazione Amichevole del Danno, il malvivente propone di accordarsi per una cifra in modo da evitare le scartoffie.

7. Propone, ad esempio, di telefonare ad un amico carrozziere che dica quanto costa cambiare uno specchietto rotto.

8. Dopo la telefonata “finta” il malvivente spara un prezzo: se la vittima fa capire che pagherebbe, ma un po’ meno, nuova telefonata “finta” e disponibilità a chiudere l’accordo su un prezzo più basso.

9. Molti, a questo punto accettano di pagare in modo da non vedersi aumentato il premio da parte dell’assicurazione.

Oggi, questo tipo di truffa è diffuso praticamente in tutta Italia e mira soprattutto a colpire persone anziane e disposte a spendere pur di non avere problemi con le assicurazioni.
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Questi ed altri fatti dimostrano che la questione sicurezza è di primaria importanza perché i rischi per le persone, di notte come di giorno, aumentano.

Sembra che stiano aumentando le bande giovanili disposte a picchiare pur d’impossessarsi d’oggetti di valore, come i telefonini d’ultima generazione, ed il denaro.

Inoltre, le truffe, vecchie e nuove, sono sempre in agguato.

Occorre, allora, da un lato che le forze dell’ordine siano maggiormente in grado di controllare il territorio, ma è necessario anche che ognuno di noi sia consapevole dei rischi che la vita moderna propone.

PIER LUIGI GIACOMONI