PUMS E PGTU AL PILASTRO
(2 Febbraio 2019)

BOLOGNA. Il blog del Pilastro mi ha chiesto un’intervista relativamente ai nuovi PUMS (Piano per la mobilità sostenibile) e PGTU (piano generale per il trasporto urbano), due importanti documenti che definiranno la mobilità all’interno di Bologna e nella sua area metropolitana per il prossimo decennio.

Agli amici del blog interessa soprattutto sapere quali effetti avranno questi due importanti atti di programmazione sul rione Pilastro.

Riporto qui di seguito il testo dell’intervista.

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SICUREZZA DEI PEDONI.

Quali Novità ci sono nel nuovo PUMS per la sicurezza dei pedoni?

«La sicurezza dei pedoni è diventato un argomento importante da quando sono aumentati gli incidenti con morti e feriti nell’area bolognese. Tra gli obiettivi che l’amministrazione comunale vuole raggiungere col PGTU, che presto tornerà alla discussione del consiglio di quartiere per l’espressione d’un parere definitivo, vi è la soluzione di tutte le possibili disparità di trattamento dei diversi utenti della strada, in modo da consentire una mobilità sicura a tutti. Come si vuole ottenere questo risultato? Rivisitando, ad esempio, i marciapiedi, ossia il loro stato di manutenzione o ridurre la velocità di circolazione degli autoveicoli. Per esempio creando un maggior numero di zone 30, ossia strade dove non è possibile muoversi ad una velocità superiore a 30 km all’ora. Oggi ne esistono già, ma si vorrebbe in prospettiva creare una città tutta a zona 30, a parte le vie radiali, dove si può viaggiare al massimo a 50 km/h.

Personalmente, essendo un pedone che non può né prendere la moto né la bici, sono molto sensibile al problema anche perché mi è capitato, fortunatamente senza gravi conseguenze, d’esser investito da mezzi in movimento. Perciò da sempre, mi batto affinché venga rispettata la mobilità debole, cioè quella dei pedoni, soprattutto quelli che non posson scegliere il loro mezzo di trasporto.»

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CICLOMOBILITA’.

Quali novità ci sono per la mobilità ciclistica?

«Per chi si muove in bicicletta, in questi anni, è stato fatto molto, al punto che esistono diversi chilometri di piste ciclabili. Qui al Villaggio S. Giorgio, dove abito, è stato allargato il marciapiede in modo da dividerlo in due corsie, una per i pedoni e l’altra per i ciclisti. Mi risulta che è possibile andare in bici da s. Donnino al Meraville e ritorno, così come è possibile percorrere tutta via del Pilastro fino alla Record. Credo che il PGTU dia ampio spazio all’uso della bicicletta in città, occorre però che i ciclisti siano più rispettosi delle regole della strada e della civile convivenza: non sono rari i casi d’una circolazione su due ruote anarchica e poco rispettosa degli altri,come se il ciclista fosse il re del mondo.»

Sono previste nuove piste ciclabili in sede protetta?
«Certamente. Il PGTU prevede d’aumentare le piste ciclabili in sede protetta per ridurre l’incidentalità.»

E’ previsto un punto di raccolta e sosta delle mobike al Pilastro ed in particolare misure per contenere i diffusi abbandoni delle bici che fanno parte di questo circuito?
«Poiché mi è capitato di schiantarmi più d’una volta contro una di queste bici, ho rivolto una specifica domanda all’assessore Priolo: mi ha risposto che l’amministrazione sta cercando di contattare l’azienda cinese che gestisce il servizio Mobike in modo da risolvere sia il problema dell’abbandono delle bici sia quello dell’appropriazione indebita dei veicoli. Ci son persone che hanno cercato di fare proprie le biciclette messe a disposizione di tutti.

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AUTOBUS E TRAMVìA.

Per il percorso del Bus 20 sono previste modifiche?
«Com’è noto la linea 20 dovrebbe diventare in un prossimo futuro un filobus e dovrebbe chiamarsi 19. Il suo percorso non dovrebbe sostanzialmente mutare, continuando a seguire la direttrice Casalecchio-Pilastro e ritorno. Però l’introduzione del filobus non è destinata a risolvere i problemi di sovraccarico del traffico della linea e nemmeno i problemi di puntualità di cui soffre la linea in certe ore del giorno. difatti i filobus saranno delle stesse dimensioni degli attuali autobus, quindi potranno trasportare lo stesso numero di passeggeri. L’unico vantaggio che presenteranno è che saranno meno rumorosi e meno inquinanti.»

E’ previsto un aumento del servizio notturno?
«Non mi pare, tuttavia l’argomento è stato sollevato in consiglio di quartiere, ma non c’è stata un’interlocuzione diretta con TPER.»

Nella realizzazione della nuova linea tramviaria a maggiore capacità,  Linea Rossa (Borgo Panigale-Stazione-Fiera-Caab), fra le diverse ipotesi di percorsi è previsto l’attraversamento del rione Pilastro?
«Domanda molto interessante! Prima di rispondere, vorrei fare alcune considerazioni preliminari.

1. I tempi di realizzazione della tranvìa sono molto lunghi: si prevede che la prima linea diverrà operativa non prima della fine del prossimo decennio.

Perché, prima occorre redigere un preprogetto di massima e inoltrarlo a Roma, poi, ottenuto il via libera dal MIT, occorre stendere il progetto vero e proprio e sottoporlo a tutte le istanze interessate (quartieri, comune, associazioni, movimenti…), quindi passare al progetto esecutivo, assegnare gli appalti, avviare i cantieri ed inniziare i lavori.

Le città che oggi hanno delle linee tranviarie si sono mosse da tempo ed oggi, come è il caso di firenze, hanno 3-4 linee di tram, ma non è che tutto sia andato liscio come l’olio. anzi, in città si erano costituiti dei comitati “no tram” che si sono battuti contro la sua realizzazione.

E’ immaginabile che anche qui sorgeranno dei comitati “no tram” che produrranno documenti ed atti e che riceveranno il sostegno, magari strumentale, da parte di alcune forze politiche interessate a lucrare sull’opposizione all’opera.

2. Per realizzare una o più linee tranviarie occorre che vengano assicurati i fondi da parte del governo nazionale.

Detto questo, sulla base di ciò che se ne sa il percorso della linea 1 dovrebbe essere più o meno il seguente:
FICO, Pilastro (Salgari o Pirandello), S. Donato, Fiera, Stazione Fs, ospedale Maggiore, Borgo Panigale.

vi sono ancora numerosi nodi da sciogliere:

1. Un primo preprogetto prevedeva che il tram passasse o per il parco s. Donnino o per piazza Spadolini per giungere alla Fiera. Il quartiere ha proposto che invece il mezzo vada fino a viale della Repubblica e poi prosegua per la zona fieristica. vi può esser l’alternativa di svoltare da via S. Donato su via Ferravilla, come ad esempio fa oggi la linea 35, ma la strada è stretta ed il mezzo potrebbe aver bisogno di più spazio per muoversi.

2. Al ritorno non è ancora chiaro se il tram passerà per via Indipendenza o per via Marconi-via Irnerio per poi giungere a FICO, percorrendo la s. Donato.

E’ quasi sicuro che quando s’imposterà sul serio il progetto, verranno avviati dei tavoli per affrontare le varie problematiche che ho qui sommariamente indicato, con la partecipazione dei cittadini e dei quartieri interessati, un po’ come è avvenuto per il passante autostradale nel 2016.»

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PIANO SOSTA.

Nel sistema della sosta e dei parcheggi è prevista un’area sosta riservata ai camper?

«Sulla questione dei camper il consiglio del quartiere S. Donato-S. Vitale ha approvato nel settembre scorso l’odg n. 22 che si occupa appunto della sosta selvaggia di camper e roulotte.

nel documento il consiglio chiede:

1. al Prefetto “l’adozione di misure straordinarie per affrontare e disincentivare il fenomeno della sosta indiscriminata di camper e roulotte di nomadi nel territorio del Quartiere San Donato-San Vitale, nonché ogni altra misura ritenuta opportuna per prevenire e contrastare gli episodi di illegalità riconducibili alle persone dimoranti nei suddetti autoveicoli.”

2. Alla polizia “un aumento dei controlli sulle persone che dimorano nei camper e roulottes che abitualmente sostano nel territorio del Quartiere San Donato-San Vitale;”

3. al Sindaco e alla Giunta:
“a) l’adozione di specifici provvedimenti, con il coinvolgimento del Quartiere ed in un’ottica di strategia integrata di collaborazione tra i vari settori dell’Amministrazione, al fine di disincentivare la sosta indiscriminata di camper e roulottes di nomadi nelle aree pubbliche e nei parcheggi del Quartiere San Donato-San Vitale maggiormente colpiti da tale fenomeno e dalle sue conseguenze;

b) di coinvolgere il Presidente del Quartiere San Donato-San Vitale nell’interlocuzione con il Prefetto e con tutti gli altri soggetti coinvolti nell’affrontare il tema;

c) di assicurare la realizzazione, in tempi brevi, di aree appositamente dedicate alla sosta temporanea dei camper e delle roulotte, gestite in modo tale da assicurare il decoro urbano ed il rispetto delle regole di convivenza civile.”

Questo nostro intervento si è reso necessario a causa delle numerose denunce inoltrate dai cittadini per la presenza abusiva di “campeggiatori” che poi lasciano per terra rifiuti d’ogni genere e mettono a repentaglio sia la sicurezza dei cittadini, sia il loro diritto alla salute. inoltre si è riscontrata la presenza a bordo di questi camper di bambini che non frequentano la scuola, perciò per loro non è assicurato l’adempimento dell’obbligo scolastico che, com’è noto, va da sei a sedici anni.

Comunque, l’assessore ha assicurato che sarà ridiscusso il regolamento sul parcheggio dei camper in modo da assicurare ai camperisti i servizi di cui hanno bisogno (acqua, corrente elettrica…), mentre si combatterà il fenomeno del parcheggio selvaggio che interessa tutto il territorio del nostro quartiere.»

Sempre per ciò che riguarda la sosta è prevista al Pilastro una riserva posti per i residenti?

«E’ stato detto che anche in questo Quartiere dovrà esser implementato il “piano sosta”.

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RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO.

Attraverso quali strumenti si intende perseguire l’obiettivo di riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico?

«Il Piano metropolitano relativo alla mobilità sostenibile (PUMS) e il piano generale del traffico urbano (PGTU) si occupano, tra l’altro, sia della riduzione dell’inquinamento fonico che di quello dell’aria.

Occorre tener conto, lo dico da non-tecnico, ma anche da prof. di geografia, che noi viviamo in un’area del Paese con tre caratteristiche che determinano il clima e la mobilità dell’aria:

1. Bologna è situata nella Valle Padana, l’area più industrializzata e più densamente abitata del nostro paese, al punto che vien defnita da molti geografi un’unica grande conurbazione che comprende Torino, Milano, Genova… e i numerosi centri minori;

2. La Valle Padana è un enorme catino all’interno del quale, soprattutto nei periodi d’alta pressione, non c’è ricambio d’aria ed il clima è di tipo continentale: estati caldissime ed inverni freddi. Il mutamento d’aria avviene solo quando delle correnti provenienti dall’Est Europa riescono a giungere da noi, passando attraverso l’Adriatico scacciando via le sostanze inquinanti.

I mutamenti climatici in atto non hanno fatto altro che accentuare questi fenomeni con estati sempre più bollenti ed afose e di lunga durata (da maggio a ottobre).

3. Bologna è un nodo di traffico fondamentale per il nostro Paese: tutte le principali autostrade, per non parlar delle linee ferroviarie, confluiscono sulla nostra città. Questo fa sì che su di noi gravi un traffico nazionale ed internazionale di notevoli dimensioni che condiziona il livello dell’inquinamento fonico e dell’aria.

Da una parte questa è una benedizione perché contribuisce e non poco al buon andamento del nostro tessuto economico, dall’altra è una maledizione perché per quanti sforzi si facciano, il livello di traffico da noi non sarà mai come quello d’una piccola città e ne subiremo sempre le conseguenze.

L’alto livello d’industrializzazione e la notevole circolazione di uomini e mezzi, oltre al benessere individuale, contribuisce ad incrementare i livelli d’inquinamento.

Il PUMS ed il PGTU vogliono incoraggiare la mobilità favorendo l’uso collettivo dell’automobile (car sharing), l’uso dei mezzi pubblici, scoraggiando l’impiego dell’auto privata, favorire l’uso della bicicletta e dei piedi, che tra l’altro hanno un impatto positivo sulla salute ed aiutano a combattere le tipiche malattie del benessere (obesità, diabete, malattie cardiovascolari…).

Per quel che riguarda l’automobile si cercherà di diffondere l’uso delle auto elettriche, anche attraverso l’aumento dei punti di ricarica delle batterie.

Per quanto si riferisce ai mezzi pubblici si sta già procedendo alla sostituzione dei mezzi a motore, alimentati a gasolio, con mezzi alimentati a gas, col filobus ed in futuro col tram, di cui abbiamo già parlato.

Per quanto si riferisce al rumore, filobus e tram sono molto più silenziosi di un normale autobus.»

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PIANO PER LA COSTRUZIONE DI DISTRIBUTORI DI CARBURANTI

Ci sono aggiornamenti sulle pompe di benzina sulla San Donato?
«Sull’argomento occorre dire due cose:

1. La legge nazionale prevede che i comuni possano opporsi alla realizzazione di pompe di carburanti solo se vi è un rischio d’impatto ambientale o paesaggistico. all’inizio di questa storia vi erano 21 progetti d’implementazione di pompe di carburanti (benzina, GPL). Il comune ha detto no a 10 e ne sono rimasti in piedi 11, che poi sono stati ridotti a 7. Nei mesi scorsi il consiglio comunale,che in merito ha l’ultima parola, ha adottato un POC (piano operativo comunale) che prevede che entro il 2023 vengan realizzati questi sette impianti, di cui 4 nel nostro territorio. Se entro quella data non sarà fatto nulla, il POC approvato decadrà perché la sua validità è di cinque anni.»

PIER LUIGI GIACOMONI