UNA PROPOSTA DI RIFORMA ELETTORALE: IL SINGOLO VOTO TRASFERIBILE O IL VOTO ALTERNATIVO
(12 Novembre 2016).

ROMA. Abbiamo letto che il documento adottato dalla commissione dei cinque del Partito democratico, incaricata di
studiare modifiche all’Italicum, ha cercato di metter d’accordo chi vuole sapere chi vince già la domenica sera,
una volta terminate le operazioni di voto, chi vuole i collegi, chi vuole le preferenze, chi vuole le coalizioni e
così via.

Ci permettiamo, allora, d’avanzare una proposta: l’introduzione del sistema elettorale del voto singolo
trasferibile (VST), o in subordine, del voto alternativo (VA).

Questi modelli d’espressione della volontà popolare sono impiegati soprattutto nel mondo anglosassone e servono a
correggere, almeno in parte, gli effetti e le distorsioni provocate dal più crudo first-past-the-post, ossia
l’uninominale a turno unico, in vigore, ad esempio in Gran Bretagna e negli stati Uniti, che assegna i seggi ai
candidati che nelle singole circoscrizioni sono più votati.

In passato, con questo metodo di voto, è accaduto, ad esempio nel Regno Unito, che col 35-40% dei suffragi un
partito avesse fino a due terzi dei seggi ai Comuni.

I vantaggi del voto singolo trasferibile (o single transferable vote [STV]) sono fondamentalmente due:
1. permettere all’elettore d’assegnare più di una preferenza, numerando i candidati sulla scheda elettorale;
2. minimizzare il numero di voti non rappresentati nelle istituzioni.

Infatti, col sistema del First Past the post, o uninominale puro, senza ballottaggio, tutti coloro che hanno votato
i candidati battuti, non hanno rappresentanza nelle assemblee elettive.

Del VST vi sono diverse varianti: quella irlandese, utilizzata anche a Malta, e quella australiana, denominata
anche Alternative Vote (AV) o instant-runoff voting (IRV).

Vediamo in dettaglio.

Irlanda. Il Parlamento irlandese dáil éireann si compone di 157 TDs eletti in 43 circoscrizioni. In media, quindi,
ogni distretto elettorale elegge 4 deputati. Sulla scheda elettorale, il cittadino dell’Eire si trova stampati i
nomi di tutti coloro che nel suo collegio aspirano al posto in Parlamento. L’elettore può esprimere un numero
infinito di preferenze graduandole per numero: accanto, ad esempio, al nome di O’Connor può scrivere 1, indicando
quindi che quella è la sua prima preferenza, vicino al cognome Murphy scrive 2, a Flanagan assegna il numero 3 e
così via.
(Abbiamo utilizzato cognomi irlandesi molto comuni).

Al momento dello spoglio delle schede si procede dapprima a due operazioni:
• si verifica il numero esatto dei votanti;
• si verifica il numero delle schede valide, eliminando dal computo le bianche o le nulle.

Poiché i deputati da eleggere nella circoscrizione sono 4 si divide il numero totale dei voti validamente espressi
per 5: in questo modo si fissa il quorum che ciascun candidato deve raggiungere per esser eletto.

Supponiamo, allora, che i voti validi siano 100 e che il quorum sia fissato a 20.

Si procede quindi al conteggio di tutte le preferenze n. 1: risulta che O’Connor prende 30 voti, Murphy 20,
Flanagan 15, O’Brennan 10, thomson 7, Stuart 5, McCarthy 4, Queen 4 e tutti gli altri un voto.

Sono perciò eletti O’connor e Murphy perché hanno centrato la soglia. Anzi, dieci voti di O’Connor possono esser
distribuiti in modo decrescente fra i candidati meno votati: così Flanagan che aveva avuto 15 preferenze, ne riceve
tre in più, raggiungendo quota 18, O’Brennan 2, toccando quota 12 voti e così via.

Solo che ancora non sono stati assegnati due seggi.

Come si fa? Si procede a nuovi conteggi passando ad esaminare la preferenza n. 2, la n. 3 e via di seguito.

Ad ogni scrutinio vengono eliminati i candidati meno votati ed i loro voti vengono trasferiti ai nominativi più
forti; allo stesso modo, si procede riassegnando i voti andati ai candidati già proclamati eletti fino a quando non
si sono assegnati tutti i posti a disposizione.

Ovviamente, alla fine vi saranno dei voti che non sono stati trasferiti a nessuno perché ormai si sono riempiti
tutti i posti a disposizione.

Può anche succedere che un candidato risulti eletto senz’aver raggiunto il quorum, ma ciò avviene solo se tutte le
operazioni di scrutinio sono state completate e non ci son più voti da trasferire.

Vantaggi e svantaggi del VST. Per l’elettore è semplicissimo votare, perché sulla scheda deve solo scrivere dei
numeri e non è vincolato a scegliere solo i candidati della sua lista d’appartenenza ideologica. Infatti, è libero
di dare una chance anche a concorrenti d’altre liste, assegnando, a seconda dei sistemi, anche un numero illimitato
di preferenze.

Diviene conveniente, perciò, prima delle elezioni, stipulare patti di coalizione tra forze politiche vicine, onde
massimizzare i consensi e prefigurare delle maggioranze parlamentari o delle forti opposizioni.

E’ quanto avviene normalmente nella Repubblica d’Irlanda.

Più complicate e lunghe si presentano, invece, le operazioni di conteggio e di assegnazione dei seggi perché
bisogna procedere a parecchi scrutini prima di assegnare tutti i posti a disposizione.

In generale, in Irlanda, o anche a Malta dove è in vigore lo stesso sistema elettorale, lo spoglio delle schede
dura diverse giornate e può richiedere per ogni collegio elettorale 12, 13 o 14 conteggi.

Il VST, però, è un sistema d’elezione che garantisce un certo vantaggio alle liste maggiormente votate, e quindi
fornisce un premio di maggioranza, ma anche una rappresentanza alle forze minori.

Nel Parlamento irlandese, al momento, vi sono sette-otto partiti diversi: raramente una forza politica da sola ha
conseguito la maggioranza assoluta dei seggi, per cui i governi sono quasi sempre di coalizione o, come al
presente, di minoranza.

Quando un seggio rimane vacante, vengono indette nel collegio delle elezioni suppletive (by-electionsper designare
il deputato mancante.

Malta. Anche nell’arcipelago maltese è in vigore il VST: il territorio del piccolo stato è suddiviso in 13
distretti ed ognuno di questi elegge cinque deputati.

Il metodo d’espressione del voto da parte del cittadino è simile a quello precedentemente descritto, ma può
capitare, come nelle elezioni del 1981,che un partito consegua un numero di seggi non direttamente correlato alla
percentuale ottenuta con la prima preferenza.

Ecco, allora, che con una serie di modifiche sia alla costituzione che alla legge elettorale si è deciso che, in
fase di attribuzione dei seggi, si assegnino dei posti supplementari in modo che la rappresentanza alla Camera
coincida, almeno in una certa misura, coi voti ottenuti dai partiti in percentuale.

Inoltre, in caso di vacanza d’un seggio parlamentare, l’elezione suplettiva, denominata casual election, è
riservata solo ai candidati non eletti nelle ultime consultazioni generali inseriti nella lista di cui faceva parte
il deputato dimissionario o deceduto.

In questo modo i rapporti di forza definiti alle elezioni generali non vengono messi in discussione, tenuto anche
conto che spesso nella Camera di valletta il governo in carica ha un solo seggio di vantaggio rispetto
all’opposizione.

Questo sistema elettorale non ha finora determinato la frammentazione della rappresentanza delle forze politiche in
parlamento perché l’elettorato maltese ha fin qui concentrato i propri consensi su due partiti il Laburista ed il
Nazionalista.

Ne consegue che uno governa e l’altro sta all’opposizione: dal 2013 al potere ci sono i Laburisti, in minoranza i
Nazionalisti.

Australia. Detto che il voto singolo trasferibile è praticato per l’elezione del Senato Federale composto da 76
seggi (dodici per ognuno dei sei Stati membri della confederazione e due per i territori del Nord e della
capitale), la Camera dei Rappresentanti, l’altro ramo del Parlamento di canberra, è eletta con un procedimento
simile a quello spiegato poco sopra, con la differenza, però, che il territorio è suddiviso in 150 circoscrizioni
ed ognuna elegge un solo deputato. Si procede così: il giorno delle elezioni, il cittadino sulla scheda fa una
classifica dell’ordine di preferenza che attribuisce ai candidati in corsa.

Se, ad esempio, nel suo collegio sono stati presentati due concorrenti d’orientamento conservatore potrà
attribuire ad uno, il primo posto, all’altro il secondo.

Per esser eletto occorre che un pretendente raggiunga il 51%.

Se ciò avviene col primo conteggio, non c’è bisogno di verifiche ulteriori.

Se invece questa circostanza non si verifica, si procede a diversi scrutini fino a quando, eliminando i concorrenti
meno votati e trasferendo i loro consensi sui più forti, qualcuno raggiunge la fatidica soglia della metà più uno
dei voti validi.

Vantaggi e svantaggi del voto alternativo.

1. Per l’elettore il voto alternativo è molto semplice perché deve scrivere sulla scheda solo dei numeri;
2. inoltre ha la possibilità d’esprimere più d’una preferenza.
3. Lo spoglio dei voti è più veloce perché per ogni collegio si assegna solo un seggio ed ogni partito presenta
solamente un candidato.
4. Si tratta d’una variante d’uninominale con ballottaggio, salvo che l’elettore viene convocato alle urne una
volta sola.
5. Può esser conveniente stipulare patti di coalizione prima delle elezioni tra forze politiche affini, in modo da
massimizzare le preferenze.
6. le liste più votate ottengono un vigoroso premio di maggioranza che è più ampio se il divario con gli sconfitti
è grande.

Può però anche accadere, come al presente, che non vi sia una maggioranza parlamentare chiara e che forze politiche
locali, radicate sul territorio, ottengano una rappresentanza adeguata che può influenzare la governabilità.

Londra. Il voto alternativo è il sistema elettorale utilizzato per l’elezione del sindaco della capitale
britannica.

L’elettore ha la possibilità d’esprimere due livelli di preferenza: se nessun candidato ottiene il 51% dei voti con
la prima preferenza, si procede alla verifica della n. 2, eliminando i candidati più deboli e trasferendo i loro
voti sui due più votati in modo che uno dei due consegua la maggioranza assoluta.

Vantaggi e svantaggi del VST o del VA in Italia. Se si attivassero in Italia il sistema del voto singolo
trasferibile o il voto alternativo per l’elezione della camera dei Deputati si otterrebbero diversi vantaggi:

1. l’elettore avrebbe la possibilità di conoscere i candidati della sua zona perché il territorio sarebbe diviso
in piccoli collegi.
2. Avrebbe inoltre la possibilità d’esprimere più d’una preferenza,facendo una graduatoria tra i diversi
concorrenti in lizza.
3. Sarebbero evitate le candidature in più circoscrizioni, perché in caso di vacanza del seggio si dovrebbe
procedere ad elezioni suppletive.
4. le liste maggiormente votate avrebbero un premio di maggioranza, ma sarebbero rappresentate anche liste minori,
con uno sbarramento selettivo;
5. Sarebbe conveniente stipular patti di coalizione, prima del voto, tra forze maggiori e minori affini, tanto in
vista della formazione della maggioranza parlamentare, quanto d’un’opposizione non frammentata.

Le liste più svantaggiate da questo sistema d’espressione del voto sarebbero quelle che decidon di correr da sole,
rifiutando qualunque alleanza.

Il punto debole del VST, o del VA, è la relativa complessità delle operazioni di scrutinio che devono esser
ripetute più volte e, quindi, in un Paese come il nostro, sempre piuttosto caotico, litigioso, iperburocratizzato,
poco evoluto tecnologicamente, è facile prevedere che dopo le elezioni, sorgerebbero innumerevoli ricorsi e
contestazioni.

Per l’elezione dei sindaci, il VA, avrebbe l’indubbio vantaggio di prevedere un sistema di voto a doppio turno
senza convocare l’elettore due volte.
Si veda l’esempio fatto in precedenza a proposito del sistema d’elezione del sindaco di Londra.

PIER LUIGI GIACOMONI