IL PORTOGALLO FESTEGGIA LA SUA LIBERAZIONE
(25 aprile 2016)

LISBONA. «Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Em cada esquina um amigo
Em cada rosto igualdade
À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade
Jurei ter por companheira
Grândola a tua vontade».
***
Le parole che abbiam riportato si riferiscono a Grándola, vila morena” una canzone che è diventata un sibmolo per il popolo portoghese e non solo.

Richiama l’idea della fraternità, dell’uguaglianza e dell’amicizia, tutti valori che il regime di Antonio de Oliveira Salazar e Marcelo Caetano aveva calpestato.

Il brano, scritto nel 1971 da José Afonso, era stato proibito e non poteva esser diffuso alla radio.

Ma proprio la sua trasmissione dai microfoni di Rádio Renascença, alla mezzanotte del 25 aprile 1974 segnarono l’inizio della sollevazione militare, che pose fine ad uno dei regimi più autarchici ed oscurantisti che l’europa moderna abbia conosciuto.

Con La “Revolução dos cravos” (rivoluzione dei garofani), così chiamata per i garofani che una fioraia di Lisbona offrì ai soldati che insorgevano, aprì la strada al ripristino della democrazia in Portogallo.

da allora, Lisbona ha fatto grandi passi in avanti: ha concesso l’indipendenza alle sue colonie in Africa, si è data una nuova costituzione, è divenuta una democrazia funzionante, è uscita dall’isolamento internazionale, ha accelerato il proprio sviluppo, è entrata nell’Unione Europea ed in Eurolandia.

Purtroppo, negli ultimi anni è stata investita da una grave crisi socioeconomica che ha prodotto molto impoverimento ed ha sospinto molti portoghesi ad emigrare all’estero, ma oggi anche per loro è la festa della liberazione.

E allora ancora una volta:

«Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Em cada esquina um amigo…»?

PIERLUIGI GIACOMONI