PASSANTE NORD O PASSANTE DI MEZZO?
(12 febbraio 2016).

Ecco il testo dell’intervento che ho pronunciato durante un’assemblea pubblica riguardante la prossima istituzione del Passante di Mezzo.
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Sono ormai molti anni che nell’area bolognese si discute della costruzione di una strada che alleggerisca la notevole mole di traffico che grava sulla tangenziale, del resto inaugurata ormai cinquant’anni fa e, quindi, non più in grado di reggere i flussi di traffico odierni.

Ad un certo punto, fu ipotizzato di costruire un “passante Nord“, cioè una strada che percorresse la pianura ed assorbisse il predetto traffico.

Però, dopo discussioni infinite, revisioni di progetti, riesame dei finanziamenti si è giunti nel novembre scorso alla decisione di non farne nulla.

Tra il 10 e l’11 novembre, prima un comunicato sottoscritto da 10 sindaci (tra cui quello di Bologna) e poi una dichiarazione dello stesso Merola, sanciscono un nuovo orientamento sulla soluzione del Nodo di Bologna. Si tratta di una svolta importante e positiva, che allontana il dibattito dal piano
ideologico e lo riporta su dati oggettivi, numeri, costi e benefici. Si riconosce finalmente che il Passante costa più di quello che risolve, rispetto a un intervento sulla Tangenziale. E che il tram è il mezzo del futuro per il trasporto urbano anche per Bologna, come per decine di città di pari dimensioni
che lo hanno scelto o ripristinato.

Il documento firmato dai sindaci, guidati da Irene Priolo, sindaco di Calderara, assessore alla mobilità della Città Metropolitana, che aveva già posto il problema a gennaio 2015 e con coraggio ha portato avanti una battaglia di buonsenso, fa proprio anche un altro concetto, che considero
molto importante, ed è che non possiamo più permetterci di avviare opere non supportate da studi seri sull’effettiva utilità collettiva, ed è finito il
tempo in cui qualsiasi cantiere era sinonimo di sviluppo “a prescindere”.

Qui ed ora s’inserisce la vostra battaglia: voi siete preoccupati che il progettato allargamento della Tangenziale provochi un aumento del rumore e del livello d’inquinamento.

In proposito, voglio esprimere, sia come cittadino, sia come consigliere di quartiere i seguenti concetti:
1. le vostre preoccupazioni sono anche le mie: risiedo al Villaggio San Giorgio, quindi sull’altro versante della tangenziale ed anche chi abita lì vedrà aumentare rumore ed inquinamento;
2. Anche se fosse stato costruito, il Passante Nord si calcola che avrebbe assorbito una parte minoritaria del traffico locale, intorno al 20%: il resto avrebbe continuato a gravare sulla Tangenziale;
3. se spingiamo per spendere diversamente le risorse accantonate per il Passante è proprio per destinarle non solo ad un potenziamento dell’asse Tangenziale-Autostrada,
ma anche (o soprattutto) ad un intervento di bonifica ambientale che migliori sensibilmente la situazione attuale. Quale che sia la soluzione adottata, occorre infatti “isolare” il più possibile il fascio di corsie rispetto agli edifici circostanti (con gallerie artificiali nei tratti in rilevato, o chiudendo
quelli in trincea), in modo da ridurre il rumore e catturare e filtrare polveri e gas.
4. l’essenziale è che la progettazione di tale soluzione non sia lasciata in mano ad Autostrade, che è un’azienda con una mission precisa (unire l’Italia e quindi su Bologna garantire il flusso di attraversamento) e diversa dagli Enti Locali (che devono invece tutelare  la mobilità locale e la vivibilità del territorio). Occorre vigilare e premere sulle amministrazioni comunale, metropolitana e regionale affinché esercitino le prerogative loro assegnate senza se e senza ma.
5. nella progettazione del potenziamento in sede occorre cogliere l’occasione anche per ricostruire, dove possibile la continuità territoriale: oggi infatti c’è un forte “effetto barriera”.
In generale, la progettazione deve essere soprattutto urbanistica, e ambiziosa, sfruttando l’occasione per ricucire
e risolvere nodi aperti da molti anni (completamento della Complanare verso Ozzano con la carreggiata di ritorno verso Bologna, completamento della Lungosavena,
della Trasversale di Pianura e così via.

Come si vede, quindi, la questione che qui oggi vien sollevata chiama in causa altre annose questioni che dobbiamo assolutamente risolvere in via definitiva.

Più che opporsi esclusivamente alla realizzazione d’un’opera o rimpiangere perché un’altra opera non è stata fatta è, a mio parere, più utile proporre delle alternative realizzabili e finanziabili per centrare gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

PIER LUIGI GIACOMONI