I MORTI DI MANCHESTER E LA CAPACITA’ DI PROVARE EMPATIA PER LORO
(25 Maggio 2017)

Manchester (Regno Unito). Lunedì sera, 22 maggio, si è consumata a Manchester, nel Regno Unito, una grave ed assurda tragedia.

Quando stava per terminare il concerto d’una cantante molto amata da bambini ed adolescenti, Ariana Grande, un giovane d’origine libica, si è fatto esplodere, provocando la morte di 22 persone ed il ferimento di 64.
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Mons. Negri. Reagendo a questi eventi che hanno sconvolto tutti per la loro efferatezza, il vescovo uscente di Ferrara e Comacchio ha preso la penna, dopo, dice lui, una notte insonne ed ha scritto ad un giornale on line d’orientamento cattolico conservatore, tra l’altro le seguenti parole:

«Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati,  e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.»

Più oltre aggiunge:

«Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto.
E quando avevate qualche problema esistenziale e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema.
Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male.

Siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto.
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Commento. Più leggo queste parole, più mi prende un senso di profonda tristezza perché le sento così prive di empatia verso i morti, i feriti, i parenti delle vittime. Sento che questo sacerdote preferisce puntare il dito, accusare, condannare piuttosto che capire, comprendere, appunto, provare empatia verso persone che hanno pagato un prezzo così elevato, la vita, l’esser rimasti feriti, il portare sul proprio corpo i segni indelebili dell’atto compiuto da quel tristo individuo che si è fatto esplodere perché per lui e per quelli della sua assurda ideologia è un peccato ascoltar musica, ballare, divertirsi, stare insieme agli altri.

Sento molto più mie le parole pronunciate dal nuovo Arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Maria Zuppi che ha detto, in occasione d’una celebrazione religiosa:

«VORREI che uno di questi palloncini arrivi fino a Manchester per consolare le madri…. per dare consolazione e speranza, e aiutarci a combattere il male con la forza dell’amore.»

Ecco, «combattere il male con la forza dell’amore» è l’unica via che può consentirci di vincere davvero sui mestatori d’odio: non il giudizio, non l’indice puntato, non la condanna, ma la capacità d’amare gli altri, anche quelli che non conosciamo.

Sul Vangelo leggiamo, ma talvolta dimentichiamo:

«Avete udito che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”; ma io vi dico: “Non resistere al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e se uno vuol trarti in giudizio e prenderti la tunica, tu lasciagli anche il mantello; e se uno ti costringe a fare un miglio con lui, tu fanne due con lui”.» (Mt, 5, 38 – 41).

e più oltre:

«Avete udito che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”; ma io vi dico: “Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori. Se amate soltanto quelli che vi amano, quale merito avete? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?”»
(Mt, 5, 43 – 44; 46 – 47).

PIER LUIGI GIACOMONI