L’ISLAMOFOBIA DI MILOS ZEMAN
(20 gennaio 2016)

PRAGA. «integrare i musulmani è praticamente impossibile per i paesi euroccidentali”: la cultura musulmana “è
troppo diversa. L’esperienza dei paesi occidentali, dove ci sono veri e propri ghetti, dimostra che l’integrazione
della comunità musulmana praticamente non è possibile», parola di Milos Zeman, Presidente della Repubblica Ceca.

«I musulmani – prosegue il Capo dello Stato ceco – dovrebbero tenersi la loro cultura, interessante nel loro paese,
ma non portarla qui, perché poi sorgono incidenti come quelli di Colonia.»

Le parole citate sembrano più il sintomo d’una paura irrazionale, d’un panico fuori controllo, che il frutto d’un
ragionamento pacato, sereno e responsabile. Le banalità dette inquietano perché pronunciate da un uomo politico di
lungo corso.

Soprattutto, segnalano una grande ignoranza sul mondo musulmano ed un profondo senso di superiorità verso quella
realtà che ha dato un grande contributo al progresso culturale del genere umano.

Per di più, i musulmani, come del resto i cristiani, gli ebrei, i buddisti e così via non sono un monolito, ma una
galassia di gruppi, di tendenze, di correnti di pensiero e d’interpretazione del Corano, degli Hadit e delle
consuetudini quanto mai variegata.
Si tratta d’una complessità che andrebbe seriamente conosciuta, studiata ed approfondita senza paraocchi ideologici
e sensi di superiorità.

Quando si fa di tutta un’erba un fascio, da un lato, si mette in luce la propria pochezza e la propria
impreparazione; dall’altro si evidenzia il desiderio di creare ghetti e fomentare conflitti.

Integrare le persone non è in sé difficile: gli esseri umani hanno bisogno tutti delle stesse cose e spesso ognuno
trova la sua Patria non dove è nato, ma dove vive bene e dove riesce ad esprimere al meglio le sue potenzialità.

E’ compito della politica mettere a proprio agio le persone, rimuovere gli ostacoli, permettere al singolo ed alle
collettività di dispiegare pienamente le risorse e la creatività di cui ciascun essere vivente è dotato.

Parole come quelle citate, sono uno schiaffo dato in faccia alla politica d’integrazione, di dialogo e di sereno
confronto che faticosamente, da decenni, si sta cercando di realizzare in tante parti d’Europa.

Forse, a Praga, non ricordan più l’epoca nella quale tante persone dell’Est, per sfuggire all’apparato repressivo
dei regimi comunisti, fuggivano in Occidente: anche i Siriani stanno scappando da una realtà intollerabile che non
pare aver via d’uscita.

PIER LUIGI GIACOMONI