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L’ETIOPIA RIACQUISTA UNO SBOCCO SUL MAR ROSSO
(5 Gennaio 2024)

ADDIS ABEBA. L’Etiopia riacquista uno sbocco sul Mar Rosso, grazie ad un accordo firmato l’1 Gennaio col Somaliland, repubblica secessionista situata nella Somalia settentrionale.

L’intesa, contenuta in un memorandum firmato dal primo ministro etìope Abiy Ahmed Ali e dal Presidente somalilandese Muse Bihi Abdi, prevede che Addis Abeba utilizzi per 50 anni un’area di 20 chilometri intorno al porto di Berbera, Golfo di Aden, mar Rosso, pagando un affitto, a beneficio delle proprie flotte sia militare che mercantile, per favorire i propri commerci internazionali.

In cambio, l’Etiopia offre al Somaliland:

1. un riconoscimento di fatto della sua sovranità nazionale;

2. una partecipazione nella compagnia aerea Ethiopian Airlines, una delle più importanti d’Africa.

Da tempo, Abiy Ahmed sta cercando di garantir al proprio Paese un accesso al mare, dopo che, con la proclamazione dell’indipendenza eritrea (1991), il colosso del Corno d’Africa è diventato prevalentemente terrestre.

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LE REAZIONI

QUI MOGADISCIO

La Somalia ha reagito con durezza all’annuncio del patto: il presidente della Repubblica Hassan Sheikh Mohamud parlando in parlamento ha detto «nessuno ha il potere di regalare un pezzo della Somalia», aggiungendo che «l’accordo tra Etiopia e Somaliland è un’aperta interferenza nella sovranità, libertà e unità della Somalia.

rivolgendosi poi ad Hargheisa, ha ribadito: «Somaliland, voi siete le regioni settentrionali della Somalia e l’Etiopia non vi ha riconosciuto.»

Il primo ministro Hamza Abdi Barre, in una conferenza stampa improvvisata, dal canto suo, ha promesso, rivolgendosi ai suoi concittadini:
«Voglio assicurare che siamo impegnati nella difesa del paese. non posson esser violate la nostra terra, il nostro mare e la nostra aria. Le difenderò in tutti i modi legalmente permessi».

Mogadiscio, che ha richiamato in patria il proprio ambasciatore in Etiopia, ritiene che sia il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che l’Unione africana dovranno discutere la questione e prender posizione.

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INEDITA ALLEANZA

Il patto etiopico-somalilandese ha prodotto anche un’inedita alleanza tra governo e al Shabaab, i fondamentalisti islamici che da decenni si battono per l’instaurazione d’una repubblica islamica nel Corno d’Africa.

Nel corso d’una manifestazione tenutasi nella capitale, un esponente di Al Shabaab ha invitato tutti i credenti a prender le armi contro il patto.

Nella stessa occasione il presidente del Somaliland è stato definito un traditore.

Del resto, all’indomani dell’aggressione di Hamas ad Israele, il premier somalo, membro della Fratellanza Musulmana,organizzazione di cui fa parte anche il Presidente, si era schierato dalla parte degli aggressori.

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QUI BRUXELLES

l’Unione europea, attraverso un portavoce della Commissione, ha stigmatizzato l’accordo, ricordando «l’importanza di rispettare l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica Federale di Somalia, in conformità con la sua Costituzione, e con le Carte fondative delle Nazioni Unite e dell’Unione africana.

Ciò è fondamentale per la pace e la stabilità dell’intera regione del Corno d’Africa».

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QUI ADDIS ABEBA

Per Addis Abeba «Grazie a questo accordo si aprirà una nuova strada per realizzare l’aspirazione dell’Etiopia, che potrà così garantirsi un accesso al mare e diversificare l’accesso ai porti marittimi».

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QUI HARGHEISA

«Questo storico accordo – scrive dal canto suo il Ministero degli Esteri di Hargheisa in una nota – garantisce alle forze navali etiopi l’accesso al mar Rosso in cambio del riconoscimento formale della repubblica del Somaliland, un importante progresso diplomatico per il paese».

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IL SOMALILAND

STORIA

Lo Stato del Somaliland, ex colonia britannica, consegue un’effimera indipendenza il 26 giugno 1960: cinque giorni dopo entra nella repubblica somala, fondendosi con l’area già in amministrazione fiduciaria italiana.

Il legame tra i due territori però si spezza dopo il collasso del regime di Siad Barre (1969 – 1990) e l’esplosione del conflitto tra i diversi “signori della guerra”.

Il 18 maggio 1991 perciò rinasce il Somaliland con capitale Hargheisa (1,2 milioni d’abitanti).

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GEOGRAFIA

La repubblica oggi Occupa una superficie di 137.600 km2, ha una popolazione di 3,5 milioni d’individui che parlano somalo,arabo e inglese e professano la religione musulmana sunnita.

Confina ad ovest con Gibuti, a sud con l’Etiopia ad est con la Somalia: è bagnata dal Golfo di Aden sul Mar Rosso.

Ha un regime presidenziale e periodicamente si tengono elezioni pluripartitiche sia per il Capo dello Stato che per il Parlamento.

In questi decenni ha intessuto relazioni con altri Paesi come la Cina, l’Arabia Saudita e gli Emirati Uniti.

Ciò è dipeso anche dall’assenza di conflitti interni e dalla stabilità dei governi che si son succeduti.

Ora questi accordi stipulati con l’Etiopia possono sparigliare le carte nel Corno d’Africa, creare le condizioni per nuovi contenziosi internazionali, sperando che non scoppino altre guerre.

Per Abiy Ahmed, premier etiopico dal 2018, questo memorandum è un successo strategico di fondamentale importanza: RistabilitaSI la pace nel Tigrai, il paese, abitato da 110 milioni d’individui, si riaffaccia al mare.

PIER LUIGI GIACOMONI

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